Nel calcio moderno nessun giocatore al mondo vince le partite da solo ma alcuni restano più importanti di altri. Questo, ad esempio, è il caso di Miralem Pjanic alla Juventus.
E' infatti innegabile che senza il centrocampista bosniaco, di nuovo a disposizione per la gara contro la Sampdoria dopo la contusione alla coscia, i bianconeri soffrano nel produrre gioco ma anche in fase di non possesso.
Pjanic d'altronde è quasi sempre tra i giocatori che recuperano più palloni durante i 90 minuti, segno evidente del suo apporto importante quanto silenzioso quando si tratta di inseguire gli avversari.
Il tutto per non parlare delle 20 occasioni da rete create fin qui in campionato, della sua abilità sui calci piazzati o dei 544 passaggi positivi: circa 60 a partita, più del doppio rispetto alla media degli altri centrocampisti del campionato.
La sensazione insomma è che, dopo un naturale periodo di ambientamento a Torino nei primi mesi della scorsa stagione, Pjanic sia diventato insostituibile nella Juventus di Allegri.
Lo stesso Allegri che più volte ha tessuto le lodi del suo regista, senza rinunciare a qualche bacchettata: "Pjanic ogni tanto mi fa arrabbiare, deve essere più padrone della squadra e allenatore in campo".
Tocca a lui infatti decidere quanto rallentare il gioco con una fitta rete di passaggi e quando verticalizzare rapidamente alla ricerca delle punte.
Un ruolo che, nella rosa attuale della Juventus, nessun altro sembra in grado di svolgere. Allegri sorride, Pjanic è tornato.






