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"Acciaio scadente, nostalgia dell'Heysel", lo striscione dei tifosi interisti 'dedicato' alla Juve fa gridare alla vergogna: "E' da squalifica del campo!"

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Inter-Juventus di sabato sera è andata agli archivi per quanto riguarda l'esito sportivo - con i bianconeri usciti ringalluzziti dalla sfida di San Siro ed al contrario i nerazzurri sempre più in crisi - ma della notte del Meazza resta una sgradevole coda rappresentata dalle polemiche intorno all'esibizione da parte dei tifosi interisti di uno striscione davvero inqualificabile per livello (minimo) di civiltà: "Acciaio scadente, nostalgia dell'Heysel".

Chiaro il riferimento all'inchiesta della Procura di Torino sulla presuna fragilità del nuovissimo Juventus Stadium, ma altrettanto chiaro e diretto - come un pugno nello stomaco - il riferimento ai 39 morti nel crollo delle tribune dell'impianto belga in occasione della finale di Coppa Campioni del 1985.

"E' uno striscione aberrante, da squalifica del campo - scrive Simone Stenti su 'La Stampa' - e vedremo se l'autorità sportiva interverrà, come fa di solito".

Sulle pagine de 'Il Giornale', Tony Damascelli allarga la questione, facendone uno specchio della (in)cultura calcistica italiana, se rapportata al resto d'Europa: "Credo che il vero guaio non siano le parole miserabili e ignoranti di quel messaggio, in parallelo con l'esistenza degli scriventi, ma piuttosto il fatto che certi striscioni e, con essi, fuochi di artificio, possano entrare all'interno degli stadi e che nessuno, tra gli astanti, a parte gli addetti della Federcalcio, provi un minimo senso di vergogna, di ribrezzo, di rigetto, anzi sghignazzando, come iene, alla lettura".

"E' il nostro calcio, bellezze - continua Damascelli - è il nostro meraviglioso dodicesimo uomo, è quello che rifiuta la tessera del tifoso ma ama farsi riconoscere dagli insulti, dalle coltellate, dal lancio di petardi e mortaretti, è la 'scemografia' che accompagna le esibizioni delle squadre italiane nelle coppe europee, siamo noi l'unica isola fumante della discarica continentale (forse i greci, forse qualche zona portoghese). Controllate le immagini dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, a parte risse e incidenti fuori dagli stadi nei quali la legge viene rispettata e nei casi peggiori porta all'intervento duro delle forze dell’ordine e a sanzioni severissime. Se ci fossero organi disciplinari rigorosi scatterebbe una multa pesante a carico dei soliti noti, avendo costoro biglietto nominale. Dico un milione di euro, come minimo, cifra che andrebbe girata ai parenti delle vittime dell'Heysel, così come i botti dell'Olimpico dovrebbero aver frastornato i padroni americani del club e depresso il neodirettore generale Baldini Franco, reduce dal fair play britannico...".

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