L'estate del 2001 resterà per sempre nella storia della Juventuse non solo. Il 3 luglio di quell'anno, infatti, a Torino sbarcò Gianluigi Buffon destinato a diventare una bandiera bianconera e un simbolo del calcio italiano.
Il portierone, allora appena 24enne, arrivò dal Parma per la cifra record di 105 miliardi di vecchie lire con il compito di fare dimenticare ai tifosi della Juventus i due anni di Van der Saar.
Juventus che, quell'estate, oltre a Buffon accolse tra gli altri anche Thuram (compagno del portiere al Parma) e Nedved, oggi vicepresidente del club e braccio destro di Andrea Agnelli.
L'inizio dell'avventura bianconera però per Buffon fu tutt'altro che semplice, come sta lì a ricordare ad esempio il clamoroso errore commesso in una delle sue prime partite al 'Delle Alpi' contro il Chievo.
Errore comunque presto dimenticato dai tifosi della Juventus che, alla fine di quella stagione, festeggiarono insieme a Buffon uno Scudetto insperato nel pomeriggio del 5 maggio 2002.

Di Scudetti da allora Buffon e la Juventus insieme ne hanno vinti addirittura dieci, anche se due sono poi stati cancellati dalle sentenze di Calciopoli.
Eppure proprio Calciopoli ha forse segnato il punto di svolta nella carriera di Buffon che, durante l'estate del 2006, da Campione del Mondo decise di accompagnare la Juventus in Serie B insieme agli altri senatori Camoranesi, Del Piero, Trezeguet e Nedved.
Scelta che di fatto consegnò Buffon alla storia della Juventus e ne fece l'erede di Del Piero, dal quale infatti ha ricevuto la fascia da capitano a partire dal 2013.
Una scelta quella di scendere in Serie B con la Juventus che ancora l'anno scorso Buffon spiegava così: "Decisi di rimanere perché volevo dimostrare concretamente che i valori del calcio in cui credo potevano essere non solo declamati, ma praticati. Il calcio è anche sentimento".
Decisione peraltro ampiamente ripagata dal campo dove Buffon è tornato a vincere insieme alla Juventus con cui negli ultimi sei anni, dopo qualche passaggio a vuoto, ha conquistato altrettanti Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane.

Il grande cruccio della carriera di Buffon, insomma, resta solo la Champions League sfiorata per tre volte nelle notti di Manchester, Berlino e Cardiff ma finora mai sollevata al cielo.
Per riuscirci, probabilmente, a Buffon resta adesso un'ultima occasione dato che a meno di clamorosi colpi di scena il portierone sembra deciso ad appendere i guanti al chiodo nel 2018 subito dopo i Mondiali di Russia. La degna chiusura di una carriera irripetibile.



