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Francesco Totti 2023Getty Images

Parla Totti: "Maldini, Del Piero, Baggio, io fuori dal calcio: non c'è rispetto"

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Francesco Totti ha rilasciato una lunga intervista al Walter Veltroni per il Il Corriere della Sera.

Nel corso della chiacchierata, l'ex capitano giallorosso ha toccato tantissimi temi: il calcio di ieri e di oggi, la sua vita dopo l'addio, il suo rapporto con Spalletti e un eventuale futuro alla Roma con Mourinho, non senza un pizzico di polemica.

Riportiamo di seguito alcuni dei passaggi più significativi dell'intervista.

  • "OGGI NON CI SONO PIÚ NUMERI 10"

    "I dieci sono spariti perché ora è un altro calcio- le parole di Totti - È un’altra visione, un altro modo di giocare. Ora prevale il fisico sulla tecnica. Nel tempo in cui giocavo io c’erano sempre, in ogni squadra in Italia o all’estero, uno o due giocatori di altissimo livello. C’erano uno o due numeri dieci potenziali. Insieme facevano il numero venti. Saremo stati fortunati, ma il calcio era più bello".

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  • Francesco Totti Roma Olimpico Getty

    "NON HO ACCETTATO IL DISTACCO"

    "Cosa mi manca del calcio? Tutto. Il ritiro, lo spogliatoio, la maglietta, la sala massaggi. Cavolate? No, erano la mia vita. Mi manca il bar e il caffè con i compagni di squadra, il viaggio in pullman da Trigoria allo stadio. Mi manca la routine che ha fatto la mia vita per decenni. Quando è finita le giornate si sono svuotate. Dopo mi sono sentito solo. Ma ci sta. Finiva una cosa che mi piaceva, che era la mia vita. Io però non pensavo che mi facesse così male smettere quella vita programmata, quella passione che nella mia mente avrei potuto continuare a vivere. Non ho accettato il distacco dal calcio".

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  • SU SPALLETTI: "LO SALUTEREI CON AFFETTO"

    "Con quale allenatore mi sono trovato meglio? Per primo Mazzone, che ricordo con grande affetto. Poi Zeman e il primo Spalletti. Lo devo dire. È la verità. Se lo incontrassi lo saluterei con affetto, mi farebbe piacere. Credo che tra noi ci sia un profondo legame. Anche perché quello che abbiamo passato insieme, quando arrivò da Udine, è per me, nella mia vita, qualcosa di irripetibile. Sia in campo che nel quotidiano. Io uscivo una o due volte a settimana con lui a cena. Luciano era una persona piacevole, divertente, sincera. Nella fase finale il nostro rapporto è stato condizionato dall’esterno, specie dai dirigenti o consulenti della società, e non ci siamo più capiti. Anche io ho fatto degli errori, ci mancherebbe. Credo che tutti e due, se tornassimo indietro, non entreremmo più in conflitto".

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  • Francesco Totti RomaGetty Images

    "QUANDO NON SERVI PIÙ, SPARISCE IL RISPETTO"

    "Io ho passato trent’anni nella Roma. Ho portato rispetto a tutti, rinunciato ad altri ingaggi senza farlo pesare. Ho detto no al Real e altri perché volevo quella maglia, solo quella maglia giallorossa che è stampata dentro di me. Il modo in cui è finita la mia storia con la Roma, sì, mi è dispiaciuto. La verità è che quando nel calcio non servi più non c’è più rispetto. Se Maldini, Del Piero, Baggio, io siamo fuori dal calcio significherà qualcosa, no?".

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  • SU UN RITORNO ALLA ROMA

    "Certo che, con un ruolo definito, mi piacerebbe, per le ragioni che ho detto prima. E mi piacerebbe con Mourinho, è il numero uno, lo stimo molto. Mi dispiace non essere stato allenato da lui, nella mia carriera. Ma non voglio tornarci su. Non voglio chiedere. Alla Roma sanno che se hanno bisogno di me, per cose serie, mi fa piacere dare una mano. Altrimenti, amici come prima".