GettySerie A 2017/18: chi è la grande delusione del campionato?
AC MilanANDRE' SILVA (MILAN)
L'attaccante portoghese rappresenta l'emblema della campagna acquisti del Milan 2017-2018, ricca di buoni propositi e risultata invece meno entusiasmante di quanto paventato in estate. Proprio in estate, Andrè Silva aveva scaldato i cuori dei tifosi rossoneri andando a segno con facilità nelle prime - seppur poco probanti - uscite stagionali del Milan in Europa League. In campionato, invece, è stata tutta un'altra storia: nessun goal fino all'11 marzo, quando un suo colpo di testa aveva permesso ai rossoneri di imporsi sul campo del Genoa. Sette giorni dopo un'altra rete pesante, stavolta a San Siro, contro il Chievo. Breve fuoco di paglia, però, per l'attaccante portoghese che dopo quel guizzo contro i clivensi non troverà più il goal fino al termine della stagione. Una stagione d'ambientamento, si dice spesso, che però è risultata troppo anonima per un attaccante pagato 38 milioni e presentato alla tifoseria come "il nuovo gioiello del Milan".

ANTONIO CANDREVA (INTER)
Ai bei tempi della Lazio, chissà quanto rimpianti ora, aveva una tifoseria che era riuscito a conquistare a suon di prestazioni, assist, goal ed esultanze senza maglietta. Soprattutto le ultime sono state completamente dimenticate nell'ultima stagione, conclusa incredibilmente senza goal: non gli capitava a tempo pieno dagli esordi con la Ternana. In più ci si è messa pure la Rete, nel senso di internet e dei social: non bastassero gli "zeru goal", anche i suoi cross sono diventati di culto, e non certo per la loro precisione. Coraggio, è stata una stagione troppo brutta per essere vera.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesALESSIO CERCI (VERONA)
"Il mio obiettivo è sicuramente quello di ritrovare me stesso, sono qui per ritrovare l’Alessio Cerci che tutti hanno conosciuto prima di due anni fa". Con queste parole l'ex attaccante, tra le altre, di Torino e Milan si era ripresentato in Serie A dopo un anno di inattività (con soli 43 minuti giocati complessivi) all'Atletico Madrid. Ma delle giocate che avevano permesso a Cerci di raggiungere la Nazionale e di approdare alla corte di Simeone neanche l'ombra: con l'Hellas solo tre goal e tante partite da bocciatura piena, una condizione fisica mai ritrovata e un lungo infortunio al bicipite femorale a peggiorare il quadro di una stagione assolutamente da dimenticare.
GettyPATRIK SCHICK (ROMA)
L’immagine simbolo della sua stagione è quella di Juventus-Roma, minuto 94: tutto solo davanti a Szczesny si fa ipnotizzare dal portiere polacco e spreca clamorosamente il goal del possibile 1-1. Quello che forse avrebbe cambiato la sua storia (e magari dell’intero campionato), contro la squadra - ironia del destino - che per prima l’aveva acquistato. La Roma ha creduto fortemente in lui, anche alla luce dei problemi cardiaci riscontrati nel corso delle visite mediche con i bianconeri. Un’operazione da potenziali 40 milioni che non ha trovato riscontro nelle prestazioni in campo. Un po’ per i ripetuti problemi fisici , un po’ per equivoci tattici sulla sua posizione in campo, l’annata di Schick si è districata tra tanti bassi e pochi alti. Per il primo goal in campionato ha dovuto attendere il 21 aprile: decisamente troppo tardi per le aspettative che avevano circondato il suo arrivo nella capitale.- PubblicitàPubblicità
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