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Romero all'Inter, ci siamo quasi: cosa porterà il suo arrivo a Chivu e perché sta lasciando il Tottenham

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John Stones è diventato realtà qualche giorno fa. E il dubbio se l'Inter avrebbe o meno forzato la mano anche per un altro difensore sta per essere risolto: sì, lo farà. O meglio: lo sta già facendo.

Il secondo centrale in questione è come noto Cristian Romero. Ed è sempre più vicino a indossare la maglia nerazzurra nella prossima stagione: secondo la Gazzetta dello Sport c'è un'intesa sulla base di 40 milioni di euro tra i due club e rimangono appena da limare le richieste del calciatore, che chiede 6 milioni l'anno.

Insomma: a meno di sorprese si viaggia spediti verso la classica fumata bianca. E verso l'arrivo a Milano di un calciatore che l'Inter ha scelto con cura prima di organizzare il proprio affondo. Per diversi motivi.


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  • ETÀ E CARATTERISTICHE

    Romero, intanto, ha l'età perfetta per un calciatore: non è né troppo giovane né troppo anziano. Ha infatti 28 anni, compiuti lo scorso 27 aprile. Più o meno quelli della cosiddetta maturità calcistica.

    E poi le caratteristiche: centrale difensivo vecchio stampo, Romero è noto per non aver paura di metterci la gamba quando serve e per un atteggiamento da duro che in campo, spesso, utilizza per intimidire l'avversario che gli si para dinnanzi.

    Un atteggiamento che Romero ha sempre fatto suo in carriera: dal campionato argentino a quello italiano, per finire in quello inglese. Senza dimenticare la Nazionale. A qualcuno non piace, ma il Cuti è così: prendere o lasciare.

    "È un giocatore spigoloso, gli argentini sono ancora di strada - ha detto il suo ex allenatore Antonio Conte prima della finale dei Mondiali tra la sua Argentina e la Spagna - È una cosa positiva e sta venendo a mancare. In partita è sempre morte tua, vita mia. Innervosire l'avversario fa parte del gioco".

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  • Cristian Romero Genoa Serie AGetty

    LA CONOSCENZA DELLA SERIE A

    Romero ha dalla sua un elemento che a Stones, ad esempio, manca: la conoscenza della Serie A. Il motivo è chiaro: ci ha già giocato per diverse stagioni e con un paio di maglie.

    A scovarlo appena ventenne nel Belgrano è stato il Genoa, che nell'estate del 2018 lo ha portato in Italia. E dopo due stagioni di ottimo livello è stata l'Atalanta a farlo suo, vestendolo per la prima volta di nerazzurro: l'altro nerazzurro, quello di Bergamo.

    Ma Romero, tecnicamente, è stato anche un giocatore della Juventus. Nell'estate del 2019 i bianconeri lo hanno acquistato dal Genoa per 26 milioni, lasciandolo però in Liguria per altri 12 mesi. L'anno successivo, però, lo hanno girato all'Atalanta in prestito e l'anno dopo ancora al Tottenham a titolo definitivo.

    Complessivamente, Romero ha disputato quasi 100 partite in Serie A distribuite in tre stagioni: 88, per la precisione. 5 i goal, addirittura 33 i cartellini gialli ricevuti (giusto per ribadire il concetto di prima...), con un paio di espulsioni.

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  • LA VOGLIA DI LASCIARE IL TOTTENHAM

    L'Inter sta sfruttando anche un altro aspetto: la voglia di Romero di lasciare il Tottenham. Un desiderio divenuto evidente nel corso delle ultime settimane, e che nessuno ha mai smentito.

    "All'inizio della mia esperienza, ad aprile, ho avuto tantissimi colloqui individuali - ha rivelato qualche giorno fa Roberto De Zerbi - e i giocatori mi hanno esposto le loro idee. Io ho risposto: 'Aiutatemi a salvarci e poi vi aiuterò ad andarvene'. Ma Romero è stato incredibile con me, eccezionale, per il suo comportamento e per il rispetto dimostrato. Ha sofferto quando non ha giocato l'ultima partita. Dopo la semifinale contro l'Inghilterra ci siamo scambiati dei messaggi, ma non l'ho mai chiamato per convincerlo a restare. Ho rispettato ciò che mi aveva detto. Così come per Vicario e per ogni giocatore. Romero è uno dei migliori difensori centrali al mondo, ma alla fine ho detto di voler rispettare la loro volontà".

    De Zerbi, nella stessa intervista, ha detto anche che "non è vero che volesse andare in Argentina per preparare il Mondiale". Riferimento a quel che è accaduto nelle settimane conclusive della stagione, in cui Romero è tornato in patria con il Tottenham impelagato nella zona retrocessione.

    L'italiano aveva già difeso ai tempi il proprio difensore, ma la sensazione del tifo era netta: il capitano aveva abbandonato la barca che stava affondato (e che poi, in realtà, sarebbe rimasta a galla). Lo strappo, di fatto, si è consumato lì. E l'Inter ne sta approfittando.

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  • COME GIOCHEREBBE NELLA DIFESA DELL'INTER

    Romero, se davvero l'operazione tra Inter e Tottenham andrà a buon fine, metterà una pezza dal punto di vista numerico a un reparto che ne ha ancora bisogno: la difesa dei campioni d'Italia.

    Perché sì, Stones è arrivato, ma prima di lui erano stati in tre a lasciare, tutti a parametro zero: De Vrij, Acerbi e Darmian. Con Pavard che è invece rientrato dal Marsiglia, ma la cui posizione continua a rimanere in bilico nonostante il goal segnato sabato nell'amichevole pareggiata contro il Manchester City.

    L'Inter, inoltre, sa bene come un paio di soluzioni tattiche potrebbe permettersele con Romero. A seconda della posizione in cui Chivu deciderebbe di utilizzare l'ex centrale di Genoa e Atalanta all'interno della propria difesa a tre.

    Lo scenario più concreto vede Romero perno centrale della retroguardia, tra Akanji e Bastoni. Ma l'argentino potrebbe anche piazzarsi sul centro-destra, mantenendo così lo svizzero in mezzo.

    Non va comunque dimenticata la presenza in rosa di Yann Bisseck, su cui l'Inter conta tanto da avergli appena fatto firmare un rinnovo di contratto fino al 2031. Senza dimenticare lo stesso Stones, esperienza pura per il reparto. Qualità e robustezza numerica necessarie per una squadra che lotterà di nuovo per i massimi traguardi.

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