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Guardiola Italia gfxGOAL

Perché Guardiola CT dell'Italia sta per saltare: i motivi del no e le alternative per la panchina azzurra

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Il sogno di vedere Pep Guardiola sulla panchina dell'Italia sta per svanire.

Dopo la missione di Maldini e Leonardo sono stati giorni di attesa e speranza ma la risposta di Pep, a meno di clamorose sorprese, sarà negativa.

D'altronde che convincere Guardiola a sedersi sulla panchina azzurra fosse difficile era cosa nota. I vertici federali però speravano che alla fine l'ex City decidesse di rinunciare all'anno sabbatico per intraprendere un'avventura comunque diversa da quella di allenatore di club.


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Ma cosa c'è dietro il sempre più probabile 'no' di Guardiola? E chi potrebbe essere il nuovo Ct dell'Italia?

  • GUARDIOLA VERSO IL NO: I MOTIVI ECONOMICI

    Uno dei principali nodi da sciogliere era ovviamente legato all'aspetto economico, anche se Malagò in tal senso nelle ultime ore aveva aperto uno spiraglio.

    "Si son fatte delle eccezioni, eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che in queste ore è così prepotente: Pep Guardiola" ha detto il presidente della FIGC a 'Cronache di Spogliatoio'. Salvo poi specificare: "Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa cosa vada in porto".

    L'offerta economica della Federcalcio per convincere Guardiola sarebbe d'altronde molto importante e si aggirerebbe intorno ai dieci milioni di euro netti a stagione. Ma la distanza rimane notevole dato che il tecnico ne chiederebbe praticamente il doppio.

    I soldi comunque non sono stati l'unico, e forse neppure il più importante, problema nella trattativa tra Guardiola e l'Italia.

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  • LA VOGLIA DI PRENDERSI UNA PAUSA

    Dopo tredici anni consecutivi trascorsi in panchina, dal Bayern Monaco al Manchester City, Guardiola ha manifestato la necessità di prendersi una pausa.

    "Mentalmente non mi manca nulla. Non penso che tra due settimane o un mese dovrò ricominciare tutto da capo. Sto semplicemente cercando di capire quale sarà un po' la mia vita . Sto cercando di capire anche uno dei motivi per cui ho deciso di fermarmi: prendermi un po' più cura di me stesso. Voglio vedere molto di più i miei figli, mio padre ha 95 anni ed è ancora qui. E io non sono più giovane, sono già arrivato a 56 anni e la prospettiva cambia un po'. Ho iniziato ad allenare quando avevo 37 anni ma durante tutta la mia vita tutto è stato sempre legato al calcio. Allora perché non provare a scoprire la vita, a essere felice o a sentirmi completo come essere umano, facendo anche altre cose, non soltanto legate al calcio? Ora provo magari a godermi altre cose che non ho mai fatto e che voglio fare. Amo il mio lavoro, ma c'è un momento in cui senti di doverti prendere una pausa. Forse tornerò ad allenare. Ma devo sentirlo, devo sentire che mi manca, che ne ho bisogno. Forse un giorno mi sveglierò e dirò, ok, voglio tornare. Ma ora non lo sento" aveva dichiarato Pep in una recente intervista.

    Maldini e Leonardo, per venire incontro alle sue esigenze familiari, gli hanno messo a disposizione un nutrito staff di collaboratori che gli permetterebbe di trascorrere più tempo possibile nella sua Barcellona. Ma la volontà di Guardiola non è cambiata.

    A meno che non sia la famiglia a spingerlo a tornare subito in panchina, insomma, l'idea resta quella di prendersi un periodo di pausa. Più o meno lungo si vedrà.

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  • MALDINI PER PIRLO, LA A SPINGE CONTE

    E adesso? Chi sarà il nuovo CT dell'Italia?

    Una volta incassato il definitivo 'no' di Guardiola tutte le piste alternative torneranno ad essere battute anche se Paolo Maldini la sua scelta l'avrebbe fatta, indicando Andrea Pirlo come il profilo ideale per la panchina azzurra.

    Il nome dell'ex allenatore della Juventus però non convince tutti dunque restano in piedi anche quelli di Roberto Mancini e soprattutto Antonio Conte. Durante l'Assemblea di Serie A è probabile che i club spingano proprio in questa direzione.

    Conte è da sempre il preferito dalle società che lo reputano il profilo migliore per cercare di rendere la Nazionale nuovamente competitiva nel più breve tempo possibile.

    Mancini invece è il preferito di Malagò ma pesa la traumatica rottura del 2023 quando lasciò improvvisamente la panchina dell'Italia in piena estate a causa di contrasti con l'allora presidente federale Gravina.

    Non sono dunque esclusi neppure nomi a sorpresa. Di fatto la corsa alla panchina azzurra dopo il 'no' di Guardiola potrebbe ripartire da zero. O quasi.

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  • SUBITO IN CAMPO A SETTEMBRE

    Di certo ormai il tempo stringe visto che l'Italia tornerà in campo già a settembre.

    Malagò aveva inizialmente promesso di rendere noto il nome del nuovo Ct azzurro nel giro di poche settimane dopo la sua elezione, ma poi ha preferito che a sceglierlo fossero Maldini e Leonardo allungando così i tempi.

    Una volta svanito definitivamente il sogno Guardiola è attesa però l'accelerazione decisiva. Anche perché tra fine settembre e inizio ottobre l'Italia giocherà ben quattro partite.

    Si inizia contro il Belgio. Poi Turchia, Francia e di nuovo Turchia per le prime giornate di Nations League. Tutti avversari non banali.

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