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Gabbia MilanGetty Images

Perché Gabbia non gioca più: da titolare fisso con Allegri a riserva con Amorim

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Gli occhi solitamente si posano sugli attaccanti, o sui fantasisti. E dunque l'assenza di Christian Pulisic in questo avvio di stagione ha rubato l'occhio. Come è normale che sia.

Però al Milan c'è un altro che una volta giocava sempre e ora non può più farlo: Matteo Gabbia. Intoccabile con Massimiliano Allegri, il centrale rossonero è scivolato nelle retrovie con il nuovo allenatore Ruben Amorim, che fin qui lo ha fatto giocare con il contagocce.

La musica, a meno di ribaltoni, non cambierà nemmeno contro il Lecce: Gabbia ancora una volta non giocherà. Il che sta cominciando a essere sempre meno sorprendente.


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  • DUE SPEZZONI DI PARTITA

    I minuti collezionati da Gabbia nelle prime cinque partite stagionali, ovvero le quattro di campionato più quella di Europa League contro il Benfica? 17 totali, recuperi esclusi. Una miseria.

    L'ex giocatore del Villarreal è entrato al 76' della gara d'esordio in casa del Torino, quando c'era un doppio vantaggio da proteggere. Ma non è riuscito a evitare la girata vincente del granata Adams, comunque inutile ai fini della vittoria milanista.

    Più tranquillo l'ingresso negli ultimi tre minuti di Milan-Venezia della seconda giornata, partita giocata qualche giorno dopo: i rossoneri erano già sul 2-0 e stavano amministrando tranquillamente il finale.

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  • GLI INFORTUNI

    A penalizzare Gabbia, nel corso di queste settimane, sono stati intanto gli infortuni. In primis uno rimediato nella fase finale del precampionato, proprio in vista dell'avvio ufficiale della nuova stagione.

    Alla vigilia dell'amichevole di Ferragosto contro il Manchester United, il difensore si è dovuto fermare per una botta a una caviglia. Non è così sceso in campo in quella partita e ha iniziato dalla panchina la successiva: quella col Torino, appunto, nella quale Amorim lo ha mandato in campo per un quarto d'ora circa.

    Sempre per un problema alla caviglia, infiammatasi in allenamento, Gabbia ha saltato anche una gara di campionato: quella contro la Juventus della terza giornata, nella quale non è stato nemmeno convocato.

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  • De Winter MilanGetty Images

    LE SCELTE DI AMORIM

    Ma non si tratta soltanto di questo. A fare la differenza sono state fin qui le scelte tecniche di Amorim, che ha deciso di non includere Gabbia nel proprio terzetto difensivo ideale.

    Koni De Winter, jolly che può ricoprire sia il ruolo di terzo che di guida centrale del reparto a tre, ne ha preso subito il posto nella gara del debutto in casa del Torino. E da quel momento non lo ha più mollato, partendo dall'inizio in tutte le partite e rimanendo sempre in campo dal primo all'ultimo minuto.

    L'ex genoano ha fatto bene in certe partite, meno in altre. Così come i compagni della difesa. Ad esempio è andato in difficoltà nel primo tempo contro la Lazio, nel quale ad esempio non è riuscito a impedire a Noslin di segnare il 2-0. E col Benfica anche lui, come Gila, si è "dimenticato" di marcare Kaminski in occasione del raddoppio portoghese.

    Contro il Lecce toccherà di nuovo a De Winter, che verrà sostenuto ai propri lati da Gila e da Pavlovic. Mentre per Gabbia si prospetta l'ennesima panchina.

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  • IL TECNICO LO STIMA, MA...

    E pensare che Amorim, almeno a parole, vede in Gabbia una qualità che ormai sta andando sempre più a morire: il vero senso d'appartenenza a una squadra, in questo caso il Milan.

    "Gabbia rappresenta i valori del Milan - diceva l'ex allenatore del Manchester United ad agosto, nella conferenza di vigilia di Torino-Milan - il suo modo di vestirsi, di parlare, di allenarsi. Se vuoi trovare un esempio rappresentativo del Milan, c'è lui".

    Ma la stima è un conto e le scelte tecniche sono tutto un altro paio di maniche. Come Amorim ha ampiamente dimostrato in queste settimane.

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  • Matteo Gabbia MilanGetty Images

    DA INTOCCABILE A RISERVA

    Secondo la Gazzetta dello Sport, Amorim potrebbe aver avuto in mente anche Gabbia quando ha ammesso di allenare una rosa non completamente adatta al suo 3-4-2-1. Il fatto che l'italiano abbia fin qui giocato pochissimo "pare più di un indizio".

    La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti. E cioè che Gabbia era un intoccabile per Massimiliano Allegri, tanto da essere sceso in campo 30 volte in campionato nel 2025/26 ed essere stato escluso praticamente solo per infortuni, e che con Amorim la situazione si è completamente rovesciata.

    Il tempo per ribaltare le gerarchie c'è? Sì, c'è. La stagione è lunga, il doppio impegno aiuta tutti ad accumulare minuti. Ma intanto Gabbia ha una missione difficilissima davanti a sé.