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Camarda Amorim Milan GOAL GFX HDGetty GOAL

Perché Camarda non gioca nel Milan di Amorim: il paradosso del giovane attaccante voluto alla base e non utilizzato

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Un anno fa il tema era leggermente decentrato. Si parlava di Francesco Camarda come di un talento alla prima prova di maturità a Lecce dopo un complesso periodo di affermazione al Milan e che lo aveva gradualmente ridimensionato, sgonfiando in parte l'hype generato dal suo impatto in prima squadra. La traiettoria di un altro Francesco, Pio, Esposito, non ha aiutato ad alleggerire le aspettative sul classe 2008 rossonero e, anzi, se vogliamo, il paragone tra i due, favorito dall'esplosione dell'attaccante dell'Inter, ha appesantito tutto l'insieme di discussioni e argomentazioni sul conto di Camarda.

Forse è per questo che nel cuore dell'estate che, ormai, sta volgendo al termine a Ruben Amorim è stato più volte chiesto quale potesse essere il futuro di un attaccante così giovane e, fino a poco tempo prima, per tutti così talentuoso. Se ci troviamo a discuterne è perché, pur con le risposte dell'allenatore portoghese (dialettiche e concrete), i dubbi sono rimasti: Camarda non gioca, nonostante il tecnico lo abbia fortemente voluto in squadra. Nonostante in estate potesse andare a giocare altrove, crescere ancora, fare quello che l'altro Francesco, Pio, Esposito, ha fatto prima di affermarsi nelle rotazioni di Cristian Chivu.

E dopo l'ennesima partita iniziata e terminata in panchina, contro il Benfica in Europa League, viene da chiedersi cosa non stia andando per il verso giusto nella gestione di Camarda. E perché, soprattutto, non gioca in questo Milan.

  • PERCHÉ CAMARDA NON GIOCA: UN PARAGONE DIFFICILE

    Eppure è stata un'estate importante questa, per Camarda: il giovane classe 2008 ha firmato un rinnovo che lo lega al Milan fino al 2031. Un passo cruciale e che conferma la volontà del club rossonero di tenere in squadra un giocatore che, però, potrebbe essere stato schiacciato dall'eccessivo hype in un periodo in cui la ricerca di attaccanti italiani, o comunque di talenti italiani, sembrava essere ancora più asfissiante di oggi (paradossalmente pure, se si pensa che il movimento calcistico italiano ha fallito per l'ennesima volta la qualificazione ai Mondiali anni dopo che Camarda sia stato portato in prima squadra).

    In questo senso, l'esplosione di Francesco Pio Esposito all'Inter ha "calmato" un po' tutti: troppo tardi, però, per il ragazzo del Milan. Perché le aspettative sul suo conto non solo sono rimaste altissime, ma sono state scagliate violentemente sul più classico dei tavoli dei paragoni.

    È un duello impari quello che Francesco Camarda si trova a dover affrontare con Francesco Pio Esposito: i tre anni di differenza riassumono male le differenze che il campo ha espresso al meglio, più di chiunque altro. Uno segna e continua a farlo (e se non segna, comunque, è funzionale e, in alcune partite, pure fondamentale), l'altro fa una fatica incredibile a trovare il campo, figuriamoci la porta (coi pochi minuti a disposizione).

    L'ultima stagione al Lecce, negativa statisticamente (un solo goal), ma comunque formativa, sembrava poter essere il miglior presupposto per convincere Camarda a farsi le ossa in Serie B un po' come fatto da Esposito nel biennio allo Spezia, ma a frenare tutto ci ha pensato Amorim. Paradossalmente.

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  • PERCHÉ CAMARDA NON GIOCA: QUALI SONO I PIANI DI AMORIM

    Amorim sembrava sicuro, alla vigilia della sfida contro il Venezia, a pochi giorni dalla fine della sessione estiva di calciomercato.

    "Pensiamo che Camarda abbia bisogno di spazio e di tempo. Io credo molto in lui e penso che dobbiamo avere lui e non altre opzioni".

    Il portoghese voleva davvero che l'attaccante rimanesse. O, almeno, così sembra dalle sue parole che, tra l'altro, si riferivano pure alla gestione nuda e cruda del classe 2008.

    "Aiutando Francesco, aiuto anche me stesso. Ramos è a un livello molto alto, ma Camarda ha bisogno di non sentirsi la terza scelta, ma seconda, così potrà essere pronto quando sarà chiamato in causa. Così si sentirà importante".

    Attualmente non sta proprio andando così.

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  • PERCHÉ CAMARDA NON GIOCA NEL MILAN DI AMORIM?

    Proseguendo con le dichiarazioni di Amorim, rilasciate sempre prima della sfida contro il Venezia, ce ne sono alcune che potrebbero già essere invecchiate male, ma qui occorre fare una precisazione.

    Abbiamo appena superato la metà di settembre e la stagione non è solo lunga: è proprio tutta da definire. Come si dovrebbe aspettare un attimo prima di parlare di "maledizione del numero 9" riferendosi a Gonçalo Ramos, si può pazientare anche discutendo di Francesco Camarda. Il fatto è che di talenti come il rossonero in Italia ne sono passati tanti, nel corso dei decenni, e la criticità non sta solo nel permettergli di esprimere il suo potenziale quanto nel non perdere tempo in una finestra temporale cruciale per la sua crescita.

    Tornando alle parole di Amorim prima di Milan-Venezia, l'allenatore ha aggiunto che Camarda si stava "adattando al gioco".

    "Avrà spazio e ci sarà una differenza rispetto a Ramos, ma io credo tanto in lui": fin qui il classe 2008 ha giocato solo nel finale (ma proprio finale) contro la Lazio. Poi zero minuti. Per quanto la sua intenzione possa essere quella di rimanere in prima squadra al Milan e giocarsi le sue possibilità, l'immediato futuro potrebbe essere pure più difficile: i rossoneri giocano contro il Lecce, e qui figuriamoci se non si pensa alla rivalsa di Camarda proprio contro la sua ex squadra (simbolismo allo stato puro), ma poi avranno un calendario fitto di pericoli.

    Ovvio, poi bisogna pure fare i conti con il futuro di Amorim: bisogna capire se, effettivamente, rischia la panchina o meno. E se dovesse saltare chi arriverà al suo posto. E cosa accadrà a gennaio, al netto della volontà di rimanere al Milan (pure in panchina), ma il paradosso di Camarda continua. E il tempo, che dovrebbe essere dalla sua parte, scorre inesorabile.

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