Erling Haaland ha portato sulle spalle le speranze di un’intera nazione al ritorno della Norvegia sul palcoscenico più importante del calcio dopo 28 anni. I suoi gol sono stati fondamentali, ma l’attaccante del Manchester City non ha dovuto sostenere da solo quel peso. Gli scandinavi, tornati ai Mondiali con una squadra solida e non solo dipendente dal proprio bomber, stanno dimostrando il loro valore in Nord America.
Haaland è stato il giocatore più importante della Norvegia, che ha confermato il ruolo di outsider raggiungendo i quarti di finale – il miglior risultato di sempre in una Coppa del Mondo – dove sabato affronterà l’Inghilterra. È uno dei migliori attaccanti del pianeta.
Nelle qualificazioni ha segnato in tutte e otto le partite, per un totale di 16 gol. Al torneo ha confermato il momento di forma: doppiette nel “Gruppo della morte” contro Iraq e Senegal, rete della vittoria all’ultimo minuto sugli ottavi contro la Costa d’Avorio e splendida doppietta nei sedicesimi che ha eliminato il Brasile.
Ma un attaccante vale quanto gli assist che riceve, e Haaland è circondato da talenti in nazionale. Non ha fatto tutto da solo in Nord America.










