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Non solo Erling Haaland, un gruppo fantastico ha trasformato la Norvegia da outsider a seria candidata in questi Mondiali

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Erling Haaland ha portato sulle spalle le speranze di un’intera nazione al ritorno della Norvegia sul palcoscenico più importante del calcio dopo 28 anni. I suoi gol sono stati fondamentali, ma l’attaccante del Manchester City non ha dovuto sostenere da solo quel peso. Gli scandinavi, tornati ai Mondiali con una squadra solida e non solo dipendente dal proprio bomber, stanno dimostrando il loro valore in Nord America.

Haaland è stato il giocatore più importante della Norvegia, che ha confermato il ruolo di outsider raggiungendo i quarti di finale – il miglior risultato di sempre in una Coppa del Mondo – dove sabato affronterà l’Inghilterra. È uno dei migliori attaccanti del pianeta.

Nelle qualificazioni ha segnato in tutte e otto le partite, per un totale di 16 gol. Al torneo ha confermato il momento di forma: doppiette nel “Gruppo della morte” contro Iraq e Senegal, rete della vittoria all’ultimo minuto sugli ottavi contro la Costa d’Avorio e splendida doppietta nei sedicesimi che ha eliminato il Brasile.

Ma un attaccante vale quanto gli assist che riceve, e Haaland è circondato da talenti in nazionale. Non ha fatto tutto da solo in Nord America.

  • Cote D'Ivoire v Norway: Round Of 32 - FIFA World Cup 2026Getty Images Sport

    I maghi delle ali

    Gli esterni norvegesi hanno il compito di liberare Haaland dalle fasce. La Norvegia vanta ali talentuose, e il ct Stale Solbakken potrebbe usare un approccio non convenzionale per l’attacco dalle fasce. Ne parleremo tra poco.

    Antonio Nusa, stella dell’RB Leipzig, è una minaccia costante sulla sinistra: 21 anni, abile nel dribbling e bravo a evitare i contrasti. Nelle qualificazioni ha contribuito a sei gol in sei presenze; ai Mondiali le statistiche sono più modeste, ma non dicono tutto: il suo momento clou è stato un splendido gol alla Costa d’Avorio.

    Andreas Schjelderup, 22 anni, è la sua riserva: arrivato ai Mondiali dopo 10 gol e assist in 14 partite con il Benfica di José Mourinho, è subentrato per servire due assist a Haaland contro il Brasile.

    Oscar Bobb del Fulham è una valida alternativa a destra, dove ha sostituito Alexander Sorloth, ancora alla ricerca del ritmo ideale: non facile, visto che è un centravanti adattato sulla fascia nel sistema di Solbakken.

  • Brazil v Norway: Round of 16 - FIFA World Cup 2026Getty Images Sport

    Centrocampo collaudato in Premier League

    Il centrocampo è un altro punto di forza della Norvegia: Solbakken può contare su giocatori collaudati in Premier League e Champions League.

    Spicca il capitano dell’Arsenal Martin Odegaard, affiancato dal mediano del Fulham Sander Berge e dalla stella del Benfica Fredrik Aursnes, più numero 8: entrambi sono giocatori solidi e esperti.

    Aursnes è un caso curioso: si era ritirato dalla nazionale due anni fa per «avere più tempo e libertà per dare priorità ad altre cose nella mia vita oltre al calcio», ma è tornato in febbraio ed è stato titolare nel torneo pur non avendo partecipato alle qualificazioni.

    Per infortuni altrui, il capitano del Bodø/Glimt Patrick Berg ha avuto spazio in mediana e ha brillato, servendo un assist a Haaland contro Senegal e Costa d’Avorio.

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  • Cote D'Ivoire v Norway: Round Of 32 - FIFA World Cup 2026Getty Images Sport

    Capitano Fantastico

    Odegaard è il protagonista assoluto a centrocampo. In club alterna prestazioni altalenanti e momenti in ombra, ma in nazionale mantiene quasi sempre le promesse.

    Nonostante abbia saltato tre delle otto qualificazioni per infortuni, il ventisettenne ha servito sette assist, tre dei quali in un solo match contro Israele: primato europeo.

    Il regista norvegese è stato decisivo quanto Haaland per l’attacco, collegando gli esterni e servendo l’attaccante del City in area. Ai Mondiali ha già fornito tre assist nelle prime tre gare, uno proprio a Haaland contro il Senegal.

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  • FBL-WC-2026-MATCH61-NOR-FRAAFP

    Alternative a Haaland

    Haaland ha giocato titolare in tutte le partite dei Mondiali tranne l’ultima del girone contro la Francia, quando la Norvegia era già qualificata. Se però servisse un sostituto, la squadra ha comunque alternative in attacco.

    Abbiamo già citato Sorloth, che diventerebbe il punto di riferimento in attacco. Vanta un buon bottino di gol con la nazionale ed è arrivato al torneo con 20 reti all’attivo nell’ultima stagione all’Atlético Madrid, pur non essendo un titolare fisso.

    In una recente intervista alla FIFA, Solbakken ha dichiarato: «Alexander apporta grande fisicità ed è un giocatore leale, in grado di ricoprire diversi ruoli in attacco. A volte gioca con Erling, altre si sposta a destra. È pericoloso in zona gol e sa anche servire assist. La cosa migliore è che si impegna tantissimo per la squadra, anche in ruoli non suoi».

    Jorgen Strand Larsen del Crystal Palace è l’altra opzione: ha giocato contro la Francia, ha segnato una doppietta in amichevole contro la Svezia e un gol nelle qualificazioni all’Italia. Nonostante un rigore sbagliato all’esordio, sarebbe un valido sostituto.

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  • Morocco v Norway - International FriendlyGetty Images Sport

    Un'arma segreta?

    La Norvegia usa un attacco atipico: un centravanti robusto si allarga e poi si accentra quando la squadra ha palla. Il motivo è il terzino destro Julian Ryerson, la loro arma più pericolosa sulle fasce.

    Sorloth si accentra per liberargli la fascia, e i suoi 18 assist in Bundesliga 2025-26 dimostrano quanto sia letale nei cross. Con Sorloth come riferimento centrale, Ryerson ha un bersaglio sicuro verso cui mirare.

    È inoltre efficace nelle palle inattive, con molti assist arrivati da corner e punizioni. Un infortunio in Nord America gli ha fatto saltare due gare della fase a gironi, ma è tornato contro il Brasile. Sabato l’Inghilterra dovrà comunque tenerlo d’occhio.

  • TOPSHOT-FBL-WC-2026-EUR-QUALIFYERS-ITALY-NORWAYAFP

    "Persone perbene che lavorano sodo"

    I gol di Haaland sono stati decisivi per la Norvegia, ma Solbakken ha sempre creduto che la squadra potesse essere più della somma delle parti. Dopo 28 anni la Norvegia è tornata ai Mondiali e ha confermato questa idea.

    «Non siamo outsider in grado di vincere il torneo. Possiamo battere una squadra più forte solo in una giornata perfetta. Il nostro girone è durissimo e serviranno organizzazione e giocatori chiave per superarlo».

    Ha aggiunto: «Per la Norvegia questo è il Mondiale in cui esprimersi, per mostrare un calcio diverso da quello del passato, con singoli di qualità che lavorano per la squadra. Il mio scenario da sogno? Non ne parlerò, perché i miei sogni sono solo per me. Ma spero che riusciremo a tirare fuori il meglio dalla squadra e, nelle giornate giuste, potremo battere chiunque».

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