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Rabiot MilanGetty Images

Milan col Venezia per spezzare il tabù casalingo: non vince a San Siro da cinque mesi

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Eccitazione, entusiasmo, ma anche un pizzico di timore. Mescolate il tutto e avrete il sentimento che il Milan sta provando verso l'esordio casalingo in campionato, stasera contro il Venezia.

Timore di affrontare una neopromossa? Anche, perché il calcio è imprevedibile nonostante l'evidente squilibrio tecnico a favore della squadra di Ruben Amorim. Ma il discorso non è legato tanto a questo.

C'è di mezzo quello che, negli ultimi mesi, è diventato una sorta di tabù: San Siro. Perché sì, di questo si può parlare dando uno sguardo agli ultimi risultati casalinghi dei rossoneri.


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  • L'ULTIMA VITTORIA A MARZO

    D'accordo, in mezzo c'è stata l'estate, la pausa, le ferie. Il campionato non è andato in scena per quasi tre mesi. Ma c'è anche un dato di fatto: l'ultima vittoria del Milan in casa risale a cinque mesi fa.

    Sabato 21 marzo: questa è la data nella quale la formazione allora allenata da Massimiliano Allegri si godeva l'ultima gioia casalinga fino a oggi. L'avversario? Il Torino. Il risultato finale? Un 3-2 sofferto, ma comunque importantissimo in quella che sembrava essere un'agevole corsa verso la Champions League.

    Giusto per capire quante cose sono cambiate da allora: una delle reti veniva messa a segno da Fofana, oggi fuori dai piani di Amorim. E in campo andavano anche i vari Ricci, Nkunku, Gimenez, Tomori, tutti o ceduti o in partenza.

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  • Milan AtalantaGetty Images

    UN RENDIMENTO DISASTROSO

    Da quel momento, il Milan si è incredibilmente inceppato ogniqualvolta è sceso in campo sul proprio campo. E, semplicemente, non ha più vinto nemmeno una partita.

    Fosse solo questo: c'è molto di più. Perché il rendimento a San Siro, da quel 21 marzo fino alla conclusione del campionato, è stato addirittura disastroso.

    Nello specifico, la squadra di Allegri ha conquistato appena un punto nelle ultime quattro partite casalinghe: lo 0-0 contro la Juventus del 26 aprile. Prima e dopo le ha perse tutte: contro l'Udinese (0-3), contro l'Atalanta (2-3), contro il Cagliari (1-2). La gara, quest'ultima, che ha provocato l'estromissione rossonera dalla Champions League.

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  • IL PROBLEMA SAN SIRO

    In generale, nella scorsa stagione il Milan non ha sfruttato nel migliore dei modi l'apporto di uno stadio che ha collezionato più di 73mila spettatori di media a partita.

    Leao e compagni hanno vinto meno della metà delle partite giocate in casa: 9 su 19. Con 5 pareggi e altrettante sconfitte, 3 delle quali arrivate come detto nel rettilineo finale del campionato.

    Meglio è andata fuori casa, con 11 vittorie nelle altre 19 partite. Il numero di pareggi è stato identico (5 anche lì), minore quello delle sconfitte (appena 3).

    Il buon rendimento esterno è stato peraltro confermato nella nuova stagione: il Milan è andato a vincere 2-1 a Torino all'esordio, imponendosi con gioco e autorità e tornando a Milano con tre punti meritati.

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  • E OCCHIO ALLA NEOPROMOSSA

    Ora, i dati sono dati ma non devono essere analizzati in senso assoluto. Nel senso che una certa percentuale di casualità la possono sempre contenere: un pallone che sbatte contro il palo invece di entrare in porta, ad esempio.

    Intanto, però, il Milan di Amorim pare aver cambiato faccia rispetto a quello di Allegri: meno attendista, più giochista, più propenso insomma a costruire calcio che ad adattarsi a quello dell'avversario. Questione di filosofie, diverse l'una dall'altra.

    Per questo c'è la curiosità di capire come il Milan approccerà la partita contro il Venezia. E come proverà ad abbattere il probabile muro che la squadra di Stroppa alzerà nella propria metà campo. Anche qui, lo scorso anno ci è riuscito pochino. Specialmente contro le formazioni neopromosse.

    Ricordate l'esordio casalingo del 2025/26? Andò malissimo, con la Cremonese vincente 2-1 a San Siro. Poi i pareggi contro Pisa e Sassuolo, il ko del ritorno contro gli emiliani. Tanti, troppi punti persi, alla fine fatali per il mancato raggiungimento del quarto posto. Errori che il Milan di Amorim non vuole più ripetere.

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