Dubbi che già la prestazione show di Messi in Argentina-Arabia Saudita aveva rilanciato: Cristiano Ronaldo è davvero imprescindibile in questo Portogallo?
Per status chiaramente, è il totem e il parafulmine della squadra, il campo però sta rendendo un'altra prospettiva. Perché se Messi ancora oggi è il trascinatore assoluto dell'Albiceleste non solo con goal, ma con giocate a tutto campo che gli consentono di essere sempre presente e centrale nel gioco, CR7 a tratti diventa quasi un limite per il Portogallo.
Prendete la prima conclusione fuori di Ronaldo: Conceicao entra in area, si accentra sul mancino è ha l'occasione per calciare con il suo piede preferito, ma preferisce cercare il suo capitano con un passaggio complicato vanificando l'occasione. E a più riprese la sensazione che si cerchi in ogni modo di innescare CR7 accompagna le giocate dei portoghesi.
Altro effetto, lo spazio che viene tolto ad altri interpreti. Si veda l'ingresso di un altro centravanti come Gonçalo Ramos solo all'83' nonostante il risultato di parità, una scelta tardiva da parte di Martinez che si spiega con le difficoltà di far convivere due attaccanti così se già sulle fasce agiscono giocatori di spinta come Conceiçao o Rafa Leao, entrato al posto di un'altra ala come Pedro Neto (autore dell'assist per Joao Neves).
Ecco perché l'esordio di Ronaldo non è solo deludente ma fa scattare un campanello di allarme in casa Portogallo, servono risposte già a partire dalla prossima partita contro l'Uzbekistan il 23 giugno: quasi una settimana per riordinare le idee e trovare il modo di far tornare CR7 un valore aggiunto e non un freno per la Seleçao.