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Malagò è il nuovo presidente della FIGC, il programma e gli uomini: Maldini o Massara come direttore tecnico azzurro?

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Tutto come previsto. Nessuna sorpresa dal Consiglio Federale che ha eletto Giovanni Malagò nuovo presidente della FIGC con un'ampia maggioranza.

L'ex numero 1 del CONI, sostenuto anche dalla Lega Serie A, poteva d'altronde contare sui voti della Serie B oltre che dell'Associazione Calciatori e di quella degli allenatori.

Malagò alla fine ha ottenuto quindi poco meno del 70% battendo nettamente lo sfidante Giancarlo Abete. Ma quali saranno le prime mosse del nuovo presidente federale?

La più attesa riguarda sicuramente la nomina del prossimo Ct azzurro, che a meno di sorprese sarà uno tra Antonio Conte e Roberto Mancini. Ma non sono escluse altre novità tra cui l'ingresso in Federcalcio di Paolo Maldini.

  • LA CARRIERA DI MALAGÒ

    "Non sono un Papa nero" ha detto Malagò durante il consiglio federale, sottolineando con queste parole come il suo legame col calcio sia forte da sempre.

    Nato a Roma nel 1959, il padre Vincenzo è stato per anni il vicepresidente della Roma. Squadra per cui Malagò non ha mai nascosto la sua forte simpatia: "Trovo penoso nascondere la propria fede calcistica quando si ottiene popolarità o si ricoprano cariche pubbliche. Basta non essere faziosi, e io non lo sono: me lo riconoscono tutti".

    Malagò da giovane ha praticato con ottimi risultati il calcio a 5 vincendo tre Scudetti e quattro Coppe Italia con la Roma RCB. Inoltre nel 1986 ha partecipato con l'Italia ai Mondiali di futsal.

    La sua carriera da dirigente sportivo invece è iniziata al Circolo Canottieri Aniene di cui è stato presidente, poi ha guidato il comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia di tennis.  Nel 2013 viene quindi eletto presidente del CONI restando in carica fino al giugno 2025 e raccogliendo ottimi risultati. Malagò, ad esempio, è stato uno dei maggiori promotori delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

    Dal 2019 al 2026 è stato membro del board Comitato Olimpico Internazionale. Inoltre in passato ha ricoperto per un breve periodo il ruolo di commissario della FIGC e della Lega Serie A.

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  • COSA HA DETTO MALAGÒ DOPO L'ELEZIONE

    Subito dopo l'elezione a presidente della FIGC, Malagò ha indicato chiaramente le sue priorità in conferenza stampa.

    "Le mie tre stelle polari? Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle 'discrete' personalità. Poi c'è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica. Tra le cose da fare sicuramente provare a dare risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato" ha dichiarato Malagò.

    Uno degli obiettivi del nuovo presidente sono anche gli Europei 2032: "È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi”.

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  • CONTE O MANCINI NUOVO CT DELL'ITALIA?

    Malagò ha preferito invece non sbilanciarsi sul nome del prossimo Ct dell'Italia.

    "Non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po' di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci. L'identikit del futuro Ct? Ho fatto un atto d'amore, di follia lucida, non ci pensavo e non è stata una mia idea ma sono stato coinvolto. L'allenatore a prescindere dal suo curriculum deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto, non si può dire armatevi e partite" ha spiegato Malagò.

    Esclusa, almeno al momento, l'ipotesi di un Ct che arrivi dai quadri federali: "Io penso che in un altro momento storico avrei sposato l’idea che partiva da Valcareggi, Bearzot, Vicini, sono un romantico e Pozzo è quello che ha vinto di più ma in questo momento come fai, con questa pressione anche di opinione pubblica, a ragionare in questo modo. Magari si può avere nel medio termine questo tipo di opportunità e va presa in considerazione".

    Roberto Mancini potrebbe così tornare alla guida della Nazionale dopo l'improvviso addio dell'agosto 2023, ma il nome di Antonio Conte sta prendendo sempre più quota e pare aver addirittura superato quello del collega.

  • L'IPOTESI MALDINI DT E IL PROGRAMMA

    Il lavoro di Malagò, ovviamente, non si limiterà alla scelta del nuovo commissario tecnico. Anzi il presidente federale starebbe pensando di farsi affiancare da una figura interna al mondo del calcio.

    L'ipotesi è quella di nominare un vero e proprio direttore tecnico che faccia da tramite tra la FIGC e il prossimo Ct, che scelga insieme a Malagò gli allenatori delle nazionali giovanili e che possa affiancare il nuovo selezionatore anche negli aspetti più strettamente sportivi.

    In tal senso un profilo adatto potrebbe essere quello di Paolo Maldini che ha già ricoperto il ruolo al Milan e molto legato a Malagò. Ma non è escluso neppure che la scelta possa ricadere su Frederic Massara, che ha appena lasciato la Roma.

    Nel programma del nuovo presidente c'è anche la volontà di chiedere al Governo la reintroduzione del Decreto Crescita fortemente voluta dalle società di Serie A che lo hanno sostenuto. Infine Malagò vorrebbe la cancellazione del divieto di pubblicità del betting e la possibilità che parte dei ricavi derivanti dalle scommesse vengano destinati a investimenti su infrastrutture e settori giovanili.

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