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Vlahovic addio hdGOAL

Ma Vlahovic può davvero restare alla Juventus? Perché una permanenza rimane difficile anche dopo l'addio di Comolli

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Rullo di tamburi: e se Dusan Vlahovic alla fine rimanesse alla Juventus, una decina di giorni dopo che le strade del centravanti serbo e della società si sono divise?

Le voci hanno cominciato a rimbalzare un paio di giorni fa e non hanno perso di consistenza nelle ultime ore. Non a caso, in coincidenza con l'addio alla Juve di Damien Comolli e l'arrivo a Torino di Giovanni Carnevali.

Cambia tutto, sussurra qualcuno. Vlahovic attende solo di essere richiamato, azzarda qualcun altro. E via dicendo.

La situazione, in realtà, pare essere leggermente più complicata di così. E a dirlo è proprio quel che è accaduto nei primi giorni di giugno, quelli che alla fine hanno portato alla rottura.

  • LA RICHIESTA DI VLAHOVIC

    Vlahovic, nella scorsa stagione, ha percepito 12 milioni di euro netti. Un valore considerato uno sproposito a Torino, sia per l'impatto sulle casse che in rapporto all'effettivo apporto in campo del serbo, che tra altalene di rendimento e infortuni ha liberato le catene solo nel finale di campionato.

    Per rinnovare, Vlahovic si sarebbe accontentato di un ingaggio inferiore: 8 milioni di euro netti a stagione. Oltre a un ricco bonus alla firma. Un valore che la Juventus non è mai stata disposta a concedergli, a maggior ragione dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League.

    Proprio per questo motivo, il più importante in sede di trattative, si è arrivati al nulla di fatto. La Juventus e Vlahovic si sono salutati, non senza tensione, e l'ex centravanti della Fiorentina è stato invitato a trovarsi una squadra che possa venire incontro alle sue esigenze economiche.

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  • Giovanni Carnevali SassuoloGetty Images

    DA COMOLLI A CARNEVALI

    Ora, gli avvenimenti degli ultimi giorni sono noti e avvenuti sotto gli occhi di tutti: Damien Comolli ha pagato con il licenziamento i troppi errori commessi alla guida della Juventus e al suo posto è arrivato Giovanni Carnevali dal Sassuolo.

    La domanda che si pongono tutti è consequenziale: ma ora che a gestire le operazioni c'è l'ex dirigente neroverde, cambierà qualcosa nella vicenda Vlahovic?

    Una risposta ben definita sarebbe semplicistica, almeno in questo momento. E così rimane una certezza: quegli 8 milioni pretesi da Vlahovic al tavolo delle trattative. Una richiesta che, presumibilmente, non è scesa nel giro di pochi giorni.

    Vlahovic, in sostanza, ha in mente un ingaggio da top a prescindere dal dirigente con il quale si ritrovi a interloquire: che si tratti di Comolli, di Carnevali o di chiunque altro. Così come la missione dell'ex neroverde non cambierà rispetto al predecessore: tentare di contenere i costi senza gli introiti della Champions.

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  • MA IN EUROPA NULLA SI MUOVE

    Ecco: se mai dovesse riaprirsi uno spiraglio nel corso delle prossime settimane, il che nel folle mondo del mercato non è mai uno scenario da scartare, ciò potrebbe avvenire in virtù di un'altra considerazione.

    Quale? L'interesse tiepido delle altre squadre nei confronti di Vlahovic. A partire dal Milan, dove non allena più Massimiliano Allegri e che, proprio come la Juventus, non potrà permettersi di pagare un super ingaggio a un singolo calciatore dopo aver bucato la qualificazione alla Champions League.

    In Europa il discorso è leggermente diverso, ma si resta sulla stessa lunghezza d'onda. Nel senso che nessun club ha fin qui dimostrato questo grande interesse nei confronti di Vlahovic, nonostante la possibilità di portarsi a casa un parametro zero. Né in Spagna, né in Inghilterra, né in Germania.

    Se l'ex viola non riceverà una proposta considerata adeguata in breve termine, con il rischio di non partecipare a un'adeguata preparazione estiva, ecco che la pista Juventus potrebbe riaprirsi. Ma, appunto, siamo nel campo di tutti i "se" possibili e immaginabili. E servirà un passo indietro da parte del calciatore.

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  • Luciano SpallettiGetty Images

    SPALLETTI IN ATTESA

    L'altra certezza è che, dopo averlo ritrovato nel finale di stagione, Luciano Spalletti avrebbe contato volentieri su Vlahovic anche nella prossima. E non solo per il valore del giocatore, pur mai espresso completamente nei quattro anni e mezzo alla Juventus.

    L'attacco juventino, a oggi, è un dilemma totale. Vlahovic se n'è andato e così rimangono Jonathan David e Lois Openda. Ovvero due delle più grosse delusioni stagionali dei bianconeri, che dall'ex Lille e soprattutto dall'ex Lipsia non hanno mai ricevuto un apporto sufficiente. Senza dimenticare Arek Milik, quasi mai a disposizione di Spalletti.

    David, peraltro, ha iniziato in maniera negativa anche i Mondiali in cui è impegnato con il Canada: nella gara d'esordio contro la Bosnia si è mangiato un goal e ha offerto una prestazione non sufficiente, venendo richiamato in panchina dal ct Marsch dopo un'ora di gioco.

    Però si torna sempre lì: alla forbice troppo ampia tra quel che Vlahovic potrebbe guadagnare e quel che la Juventus sarebbe disposta a offrirgli. A prescindere da ogni valutazione di campo o tecnica, a prescindere da tutto il resto. Ed è per questo che un dietrofront, allo stato attuale delle cose, è da considerarsi piuttosto complicato.

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