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Spence InghilterraGetty Images

La strana storia di Spence: al Tottenham e ai Mondiali ha convinto a sinistra, ma all'Inter serve a destra

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Djed Spence ha appena contribuito a scrivere un pezzo di storia. Perché sì, l'Inghilterra non ha ancora smaltito la delusione per il ko contro l'Argentina, ma intanto prima di sabato si era piazzata sul podio dei Mondiali solo una volta, nel 1966.

Lo hanno fatto, i Tre Leoni, battendo orgogliosamente la Francia nella finalina con un 6-4 da fuochi d'artificio. E lo hanno fatto anche grazie al contributo del loro terzino silenzioso, titolare in difesa così come lo era stato mercoledì scorso nella sfortunata semifinale contro Messi e compagni.

Ora che il Mondiale è finito, Spence potrà pensare concretamente al proprio futuro. Che potrebbe essere di nuovo in Italia, stavolta all'Inter, dopo il prestito semestrale al Genoa del 2023/24. Ma con la certezza, nel caso accadesse, di dover traslocare da una fascia all'altra.


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  • CONVINCENTE A SINISTRA

    Spence è uno dei giocatori chiamati un po' a sorpresa dal ct Thomas Tuchel a maggio, al momento di stilare la lista definitiva delle convocazioni dell'Inghilterra. Il ct tedesco ha incluso lui ed escluso Alexander-Arnold, e questo in Inghilterra ha fatto scalpore.

    Il merito dell'ex genoano è stato quello di farsi trovare pronto quando Tuchel lo ha chiamato in causa. Soprattutto sulla fascia sinistra della retroguardia a quattro inglese, nonostante qui si parli di un destro naturale.

    Spence è partito titolare quattro volte, contro la Repubblica Democratica del Congo ha faticato, contro l'Argentina se l'è cavata più che bene ma è crollato nel finale come tutti. Ma contro la Francia è stato uno dei migliori, nonostante un secondo tempo che ha visto l'Inghilterra rischiare di gettare al vento il quadruplo vantaggio ottenuto prima dell'intervallo.

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  • Djed Spence TottenhamGetty Images

    ANCHE AL TOTTENHAM

    E dire che Spence non era certo reduce da una stagione da sogno al Tottenham. Sì, si era preso il posto da titolare e in Premier League aveva collezionato 30 presenze, ovvero il suo massimo, ma le difficoltà degli Spurs avevano coinvolto anche lui.

    Anche a Londra Spence ha giocato prevalentemente a sinistra. Si è giocato il posto con l'ex veronese e udinese Udogie, ha dato vita a un ballottaggio. Quasi sempre ha giocato su quella fascia. Anche perché a destra troneggiava Pedro Porro, l'attuale titolare della Spagna, che stasera si giocherà il Mondiale contro l'Argentina.

    Alla fine Tuchel ha deciso di portare anche lui in Nord America come jolly. E Spence è servito sia a destra che a sinistra, riuscendo però a stabilizzarsi sulla corsia mancina nelle due partite più importanti: la semifinale e poi la finale per il terzo e quarto posto, la partita che ha consentito all'Inghilterra di conquistarsi la medaglia di bronzo.

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  • MA ALL'INTER SERVE A DESTRA

    L'inghippo, se così si può chiamare, sta proprio qui: l'Inter, che sta puntando forte su Spence e ha fatto di lui una delle prime scelte se non la prima scelta, lo vuole per colmare il vuoto formatosi a destra.

    Un vuoto che assomiglia quasi a una maledizione. Cominciata con il lungo infortunio e poi l'addio di Dumfries, proseguita con il "dirottamento" di Palestra verso il Chelsea, alimentata infine dalla mancata idoneità di Khalaili alle visite mediche col CONI nonostante un accordo già raggiunto con l'Union Saint-Gilloise.

    L'Inter ha quindi virato su altri elementi: da Guela Doué al fiorentino Dodô, tanti nomi sono usciti allo scoperto. Così come quello di Spence, che conosce abbastanza bene il nostro campionato avendovi militato con il Genoa.

    L'inglese, casomai arrivasse a Milano, sarebbe così costretto a riprogrammare movimenti e schemi mentali. E a cambiare zona di campo, appunto: a sinistra c'è Dimarco, a destra solo il deludente Luis Henrique e l'adattato Diouf dopo il trasferimento di Dumfries al Real Madrid.

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  • LE PREFERENZE DI SPENCE

    Ma Spence che cosa pensa di tutto questo? Innanzitutto si parla di un jolly che ha come primo obiettivo quello di mettersi a disposizione della squadra. Che si tratti di giocare sulla fascia sinistra oppure sulla fascia destra, poco cambia.

    Al Tottenham l'ex genoano si è messo a disposizione di Roberto De Zerbi e dei vari allenatori che si erano dati il cambio prima di lui a sinistra. E così ha fatto in Nazionale con Tuchel. Ma nell'aprile del 2024, parlando a DAZN dopo una gara persa contro la Lazio, ammetteva che la corsia di destra "è la posizione dove mi sento più a mio agio".

    Anche i giornalisti inglesi gli hanno chiesto quale sia la sua posizione preferita in campo prima dei Mondiali. E lui ha risposto così:

    "Io sono un terzino destro naturale, ma ho giocato a sinistra per un paio d'anni. Sto ancora imparando il ruolo, cercando di migliorare, ma la versatilità è un buon punto di forza. Non gioco a destra da molto tempo, ma è comunque un ruolo in cui mi trovo bene e spero di poter giocare lì nel torneo. Se non fosse così, sarei comunque contento di farlo a sinistra.

    Tutti sanno quanto sono bravo nell'uno contro uno, ma in fase offensiva giocare a sinistra è un po' diverso perché non è il mio lato naturale. Ci sono ancora cose che posso migliorare e devo cercare di essere più presente in attacco".

    Il dilemma potrebbe arrivare alla conclusione in caso di passaggio all'Inter. A Milano serve uno che arrivi e si prenda la maglia da titolare a destra, punto. Anche perché la corsia opposta è ben coperta da Dimarco e Carlos Augusto. Con Spence pronto a giocare anche lì in caso di necessità.

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