Si può definire Lazar Samardzic un talento ancora incompiuto? Sì, forse si può. Del resto basta dare un occhio al modo in cui si è snodato il suo biennio all'Atalanta per capire come non tutto sia andato per il verso giusto.
Il mancino serbo ha qualità da vendere, ma raramente è riuscito a metterla in mostra in maniera compiuta e utile alla squadra. A prescindere dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra: da Gian Piero Gasperini a Raffaele Palladino, passando per il breve interregno di Ivan Juric.
La speranza di Samardzic, così, ha un nome e un cognome: Maurizio Sarri. Ovvero il prossimo allenatore della Dea, pronto a sbarcare a Bergamo dopo aver ufficialmente detto addio alla Lazio.




