Hai più di 18 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Yamal Oyarzabal Spain GFXGetty/GOAL

La Spagna è questa qui: dimenticata la figuraccia contro Capo Verde, il Mondiale delle Furie Rosse è cominciato

Pubblicità

Ok, che la Spagna potesse vincere e vincere bene contro l'Arabia Saudita era da mettere in conto. Però l'attesa prima della partita era particolare, decisamente strana.

C'era, cioè, quell'alone di mistero derivante dal clamoroso 0-0 dell'esordio contro Capo Verde. Una figuraccia, senza se e senza ma, con tutto il rispetto per la matricola africana. E, almeno teoricamente, un campanello d'allarme in vista di quel che sarebbe venuto dopo.

La domanda era unanime: ma la Spagna è davvero questa qui? Quella che si è fatta ipnotizzare da Vozinha e dai suoi compagni? Quella che non è riuscita a segnare neppure una volta? E no, l'assenza iniziale di Yamal non poteva essere considerata un alibi.

Pochi giorni più tardi, ecco la risposta: la Spagna è questa qui. Quella che ha stracciato l'Arabia Saudita, quella che ha conquistato di goleada la prima vittoria al Mondiale. Quella che, sì, è destinata a proporsi come favorita per la conquista del torneo.

  • IL SIMBOLO È OYARZABAL

    Il simbolo del 4-0 di Atlanta è l'uomo che, un paio d'anni fa, ha regalato l'Europeo alla Spagna: Mikel Oyarzabal. Uno che non è abituato a stare sotto i riflettori, non è abituato a prendersi le copertine. È abituato, questo sì, a rispondere presente quando viene chiamato in causa.

    Contro Capo Verde non lo aveva fatto, a dire il vero. Con quell'incredibile record documentato dagli statistici: era diventato il primo giocatore dal 1966 non toccar palla per i primi 30 minuti di una partita dei Mondiali. Aveva deluso, come tanti. Si era preso un'insufficienza, come tanti. Ma ha rialzato la testa.

    Gli è bastato un tempo, prima di essere tolto all'intervallo da De la Fuente, per lasciare il segno in maniera tangibile: prima l'assist per l'1-0 di Yamal, poi una doppietta nel giro di tre minuti, dal 21' al 24'. Oltre a una traversa colpita di trivela: sarebbe stato il goal più bello dei Mondiali.

  • Pubblicità
  • YamalGetty Images

    ECCO YAMAL

    Ancora una volta, Lamine Yamal ha giocato a mezzo servizio. Nel senso che per una parte di gara è rimasto in campo e per l'altra no. Con la differenza, rispetto a lunedì scorso, che la partita stavolta l'ha disputata dall'inizio.

    De la Fuente lo ha schierato in un tridente mobilissimo completato da Oyarzabal e da Baena. E l'astro del Barcellona non ha tradito, facendosi trovare pronto dopo una decina di minuti (10, come il numero di maglia che ha in Catalogna ma non con la Nazionale) per deviare in rete un perfetto centro basso di Oyarzabal.

    Yamal ha messo minuti nelle gambe. Ha provato qualche numero dei suoi, ha giocato coi compagni. Una volta lo si è pure visto rincorrere il terzino avversario lanciato in contropiede, Al Harbi, fermandolo in fallo laterale. Ottimi segnali.

    "È qualcosa di davvero speciale - ha detto Lamine all'edizione spagnola di DAZN dopo la partita - Ho sempre sognato di essere a un Mondiale e segnare alla mia prima partita è un sogno che si avvera. L'altro Mondiale (quello del 2022, ndr) lo guardavo in classe...".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • DOMINIO ASSOLUTO

    In generale, è stato un dominio assoluto da parte della Spagna. L'Arabia Saudita ha resistito appena una decina di minuti contro un avversario famelico, voglioso di riscatto. Poi è crollata senza alcuna possibilità di replica.

    I numeri, messi a disposizione dal sito della FIFA, sono eloquenti. 58% di possesso palla contro 33% (più un 8% di palla contesa), 21 tiri contro 3 di cui 8 in porta (contro appena uno), 708 passaggi contro 379. Tutto piuttosto eloquente.

    Il risultato è stato la logica conseguenza di tutto questo. Dopo 24 minuti la partita era già in archivio grazie alla doppietta di Oyarzabal, dopo 49 si è definitivamente chiusa con l'autorete di Tambakti.

  • TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

    Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

    Segui GOAL su Google
  • FBL-WC-2026-MATCH38-ESP-KSAAFP

    LE PAROLE DI DE LA FUENTE

    Felice anche Luis De la Fuente, il ct. Che dopo il 4-0 ai sauditi ha voluto esprimere un paragone con lo 0-0 con Capo Verde, analizzando quel che non è andato lunedì e ha invece funzionato oggi.

    "Le partite sono diverse, ma l'approccio è sempre simile. Abbiamo disputato un primo tempo eccezionale e anche un ottimo secondo tempo, il che ci permette di continuare il nostro lavoro e affrontare al meglio le importanti partite che ci attendono".

    "La concretezza sotto porta era l'aspetto su cui avevamo insistito maggiormente - ha proseguito l'allenatore spagnolo - ne avevamo parlato con i giocatori ed eravamo tutti d'accordo sulla necessità di maggiore profondità e incisività. Oggi si è visto. Oltre alla sensazione, fin dal primo minuto, di voler sopraffare l'avversario. Ma ora ci diciamo che dobbiamo continuare a migliorare".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • FAVORITA

    E dunque, ecco la Spagna. Nazionale che non sarà forse la favorita assoluta dei Mondiali, ma una delle due favorite assolutamente sì.

    In cima ai pronostici ci sono le Furie Rosse e la Francia. Poi Argentina, Inghilterra, Brasile, Germania e tutte le altre. Le due sudamericane hanno ottenuto un 3-0 a testa, gli inglesi hanno calato il poker contro la Croazia, i Bleus ci hanno messo un po' a ingranare contro il Senegal.

    I conti, naturalmente, si faranno più avanti. Ovvero nella fase a eliminazione diretta, che prenderanno il via domenica con i sedicesimi di finale. La Spagna ci sarà, è già praticamente certa della qualificazione. E ora, 16 anni dopo il trionfo di Johannesburg, si prepara di nuovo a sfidare il mondo.