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Juventus Spal Pjanic Serie A 2019/2020

È la Juventus di Pjanic: il bosniaco sempre più al centro del gioco

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GIà dall’inizio della sua avventura sulla panchina della Juventus, MaurizioSarri aveva identificato in lui un punto fermo nell’applicazione della sua idea di calcio. Oggi, dopo tre mesi di lavoro, il tecnico raccoglie i frutti del suo lavoro e si gode probabilmente la miglior versione di Miralem Pjanic da quando veste la maglia bianconera.

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Anche contro l’Inter il centrocampista bosniaco è stato protagonista assoluto, risultando uno dei migliori in campo al triplice fischio finale. Ha messo la sua forte impronta sulla vittoria, non soltanto con l’assist per Paulo Dybala dopo soli quattro minuti di gioco, ma con una prestazione da centrocampista totale. Per la verità non la prima in questa stagione. Anzi.

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    PJANIC DA SOGNO: IL REGISTA IDEALE

    I famosi 150 palloni a partita che Sarri vorrebbe toccasse non li ha ancora raggiunti. In casa dell’Inter però il bosniaco ha toccato ancora la tripla cifra a quota 100 tocchi, con 83 passaggi riusciti (precisione dell’84,3%). 61 di questi sono stati effettuati nella metà campo avversaria, con una precisione dell’86,9%. Tra le percentuali che evidenziano la prestazione di altissimo profilo c'è anche quella dei dribbling riusciti: il 90% di quelli tentati. In più a condire le statistiche c’è anche l’assist decisivo per il sinistro di Dybala, un’intuizione da fuoriclasse appena ha visto la difesa dell’Inter fuori posizione. E, ancora una volta, una giocata risolutoria.

    UBI Inter-Juventus Pjanic
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    SEMPRE PIÙ DECISIVO

    Con quell’assist Pjanic è entrato nel tabellino per la terza gara consecutiva in Serie A. Nelle ultime due aveva trovato il goal, prima contro il Brescia in trasferta e poi contro la SPAL in casa, in entrambi i casi da fuori area con il suo destro. Poi è arrivato anche il passaggio decisivo, in verticale, come piace a Sarri, che a più riprese ha chiesto al suo regista di giocare più la palla in verticale e meno in orizzontale, direttamente sugli attaccanti: ieri sera 27 dei suoi passaggi sono stati indirizzati ai quattro che si sono alternati nell’attacco della Juventus.

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  • Miralem Pjanic - JuventusGetty Images

    LA CRESCITA IN INTERDIZIONE

    La dimensione del bosniaco classe 1990 non è però soltanto offensiva. Anche in fase di non possesso l’ex Roma è diventato un giocatore più efficiente, bravo a lavorare in interdizione soprattutto sulle linee di passaggio. Lo dimostrano le 10 palle recuperate nella notte di San Siro, il migliore della Juventus e il secondo in assoluto nel match dopo Stefan De Vrij, arrivato a 11. Meno falli rispetto agli anni scorsi e più concretezza, quella di cui aveva mostrato sprazzi anche nella stagione 2016/17. Mai però a questo livello e soprattutto con questa continuità, contro ogni tipo di avversario.

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    L'INSOSTITUIBILE DIRETTORE D'ORCHESTRA

    In questo momento la Juventus è nelle sue mani: si è guadagnato con le prestazioni lo status di insostituibile in una rosa piena di campioni come lui. È uno dei 5 ad aver superato i 700 minuti di utilizzo: gli altri sono l’attuale capitano Leonardo Bonucci, unico a non aver mai saltato un minuto, Alex Sandro, Cristiano Ronaldo e Blaise Matuidi. L’ossatura degli insostituibili di una Juve in grande spolvero, che sembra sempre più un’orchestra come la desiderava Sarri. E a dirigerla, al centro, c’è Miralem Pjanic. Il ‘pianista’ che abbandona il piano e prende in mano la bacchetta. Banner Ubi Banca
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