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Juventus sconfittaGetty Images

Juventus fuori dalla Champions? Sul campo non succede da 15 anni: i bianconeri verso uno storico fallimento e ora rischiano tutti

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"Le cose della vita sono altre" ha sbottato Luciano Spalletti a 'Sky Sport' subito dopo il fischio finale di Juventus-Fiorentina, cercando di sdrammatizzare in qualche modo quanto successo domenica all'Allianz Stadium.

Dal punto di vista sportivo però quello che rischia concretamente di consumarsi nell'ultima giornata di campionato per i bianconeri è un vero dramma.

Basti pensare che non centrare la qualificazione alla prossima Champions League significherebbe chiudere col peggior piazzamento sul campo degli ultimi quindici anni.

Ce ne sarebbe abbastanza, insomma, per giustificare l'ennesima rivoluzione. A tutti i livelli: dalla dirigenza ai giocatori, passando per l'allenatore.

  • FALLIMENTO SPORTIVO

    Inutile girarci intorno. Quella offerta dalla Juventus contro i viola è stata una prestazione incomprensibile per una squadra che, con buona pace di Spalletti, sportivamente parlando si stava giocando proprio "vita o morte".

    E invece, soprattutto nel primo tempo, i bianconeri in campo non hanno messo nulla di quanto serve per vincere una partita di calcio: idee, grinta, corsa. Un gruppo svuotato di energie fisiche e nervose.

    "Chiaro, questo è un risultato bruttissimo: abbiamo fatto una partita pessima sotto tanti punti di vista, mentre sotto altri l'episodio non ci è girato a favore" ha spiegato lo stesso Spalletti a fine partita.

    Un'ammissione di colpa a metà che non basta a giustificare quello che, in caso ormai probabile di mancata qualificazione alla prossima Champions League, sarebbe un fallimento sportivo.

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  • PAROLE NON DA JUVENTUS

    Il lavoro svolto da Luciano Spalletti da quando è subentrato sulla panchina bianconera al posto di Igor Tudor è sotto gli occhi di tutti.

    Ma le sue parole dopo la bruttissima sconfitta casalinga contro la Fiorentina non sono da Juventus.

    "Siamo dentro l’Europa League, potevi essere fuori anche da quella" ha infatti dichiarato Spalletti. E ancora: "Do un giudizio molto positivo alla stagione della Juventus. Degli episodi ci hanno condannato a una stagione solo grande e non grandissima. Questa squadra ha giocato un grande calcio e ha fatto vedere dei passi avanti notevoli. Al di là di un risultato che ti butta all’aria tutto si è giocata una grande stagione”.

    Detto che la crescita sotto il profilo del gioco è risultata evidente in molte partite negli ultimi mesi, in realtà neppure la cura Spalletti è riuscita ad evitare i troppi passaggi a vuoto di una squadra che spesso si scioglie sul più bello mostrando un ormai cronico deficit di personalità. Oltre che di qualità tecnica.

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  • IL PEGGIOR RISULTATO DEGLI ULTIMI QUINDICI ANNI

    "A voi vi piace fare dei falliti, gli date questo carico qui ai risultati di vita o di morte, sull’aver buttato via una stagione: è una partita. Era una partita da vincere, ma le partite della vita sono altre. Questo fatto che è tutto perso, tutto finito, tutto buttato all'aria è la cosa sbagliata, dove si mettono tutti in prigione quelli che fanno sport e fanno calcio.

    Poi lo sappiamo che non andando in Champions la società perde dei soldi, ma parlare di partita della vita o della morte o della guerra, non va bene: sono partite di calcio e i calciatori ne risentono forzatamente" ha sottolineato ancora Spalletti.

    Tutto vero, tutto giusto. Ma se giochi o alleni nella Juventus certe pressioni devi saperle sostenere. Cosa che invece molti calciatori dell'attuale rosa hanno già dimostrato più volte di non riuscire a fare.

    Ed ora la società rischia di vedere sfumare gli incassi della prossima Champions League ma anche l'appeal internazionale che la partecipazione regala in sede di mercato.

    Senza contare che, come detto, la Juventus potrebbe chiudere questo campionato col peggior risultato degli ultimi quindici anni. Dato che, sul campo, i bianconeri in questo periodo si sono sempre piazzati tra le prime quattro.

    L'ultima volta in cui rimasero fuori dalla Champions risale addirittura alla stagione 2010/11 quando in panchina c'era Luigi Delneri, dunque ancora prima del ciclo dei nove Scudetti consecutivi. In quel caso la Juventus si piazzò addirittura settima.

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  • FUTURO IN DISCUSSIONE

    Ovvio quindi che, nel caso in cui la Juventus restasse davvero fuori dalla prossima Champions League, tutto possa tornare in discussione.

    A rischiare più di tutti è l'attuale dirigenza ed in particolare Damien Comolli. Il francese, arrivato la scorsa estate per sostituire Cristiano Giuntoli, pagherebbe un mercato non all'altezza nonostante la recente nomina come amministratore delegato.

    Chi dovrebbe sicuramente restare invece è Giorgio Chiellini che negli ultimi mesi ha già ottenuto più potere decisionale a livello sportivo. Mentre anche sul mercato qualcosa potrebbe cambiare.

    Il rinnovo di Vlahovic, seppure a cifre nettamente più basse rispetto a quelle attuali, sembra allontanarsi così come rischia di sfumare definitivamente il sogno Bernardo Silva mentre Alisson potrebbe arrivare ugualmente anche senza Champions. Inoltre molti giocatori dell'attuale rosa possono finire sul mercato: da Bremer e Cambiaso.

    L'unico punto fermo, ad oggi, resta Kenan Yildiz anche se pure il turco nelle ultime uscite ha deluso, forse condizionato dal problema al ginocchio che si trascina da tempo.

    Infine c'è il capitolo Spalletti. L'allenatore ha appena rinnovato fino al 2028 e dunque nelle idee della società sarà la guida tecnica della Juventus anche nella prossima stagione a prescindere dal piazzamento finale.

    Ma dopo la partita persa contro la Fiorentina è stato lo stesso Spalletti ad annunciare un confronto con la proprietà: "Sì, in settimana parlerò con Elkann…ci parliamo spesso, ci parlerò perché devo presentare il mio lavoro, qualcosa di meglio di ciò che ho fatto fino ad ora…".

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