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Franco Vazquez River Plate BelgranoGetty Images

Il trionfo del Mudo Vazquez, campione d'Argentina a 37 anni: il Belgrano batte il River Plate e scrive la storia

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37 anni e non sentirli. Franco Vazquez, per tutti "el Mudo", ha appena vissuto la serata più bella proprio agli sgoccioli della carriera. Ancor più delle promozioni con Palermo e Cremonese.

Vazquez oggi gioca nel Belgrano, formazione argentina della città di Cordoba. Squadra che, domenica sera, si è laureata per la prima volta campione nazionale battendo per 3-2 il River Plate nella finalissima del Torneo Apertura, uno dei due in cui è suddiviso annualmente il campionato locale.

Anche l'ex rosanero ha dato un contributo sostanziale al trionfo. Lasciandosi andare poi a lacrime di gioia, così come compagni di squadra e tifosi.

  • APPORTO DECISIVO

    Il River, favorito, è passato in vantaggio per due volte: prima con l'ex interista Colidio e poi, a mezz'ora dalla fine, con Galvan. Nel mezzo ha pareggiato Morales per il Belgrano con un'incornata sugli sviluppi di un corner.

    Nel finale, dall'84' all'87', è andato però in scena l'incredibile: "Uvita" Fernandez ha firmato la doppietta della rimonta e del titolo, prima trasformando un calcio di rigore e poi con un sinistro sporco da pochi passi, ribaltando tutto e consegnando clamorosamente il trofeo al Belgrano.

    Chi ha fornito l'assist per il 3-2? Proprio Vazquez. Che ancora una volta è partito dalla panchina, ma che ha recuperato e crossato il pallone decisivo. Facendosi pure perdonare il rigore - comunque ininfluente - sbagliato in semifinale contro l'Argentinos Juniors.



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  • UN'ALTRA GIORNATA STORICA

    Il Belgrano ha così toccato l'apice della propria storia, 121 anni dopo la propria fondazione. Mai il Pirata aveva vinto un titolo nazionale, accontentandosi al massimo di buone partecipazioni al massimo campionato.

    Il River Plate evidentemente gli porta bene: già nel 2011 il Belgrano aveva fatto la festa ai Millonarios. Solo che quella volta si trattava di un drammatico doppio spareggio salvezza, vinto proprio dal Pirata e divenuto leggendario in quanto costato al River la retrocessione nella seconda serie.

    Curiosità: Vazquez c'era anche lì. Sarebbe passato al Palermo l'anno successivo. 15 anni dopo è tornato e ha portato il Belgrano sul tetto d'Argentina contro ogni pronostico.

    15 anni fa era lo stesso anche l'allenatore: il "Ruso" Ricardo Zielinski. Un altro che ha riabbracciato il Belgrano dopo tanto tempo, un altro che, proprio come il suo club, prima di domenica sera non aveva vinto nulla nella propria carriera.

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  • IL SECONDO TRIONFO

    Vazquez, al contrario del Belgrano e di Zielinski, qualcosina aveva vinto in carriera. Pochissimo, però, a dispetto di una classe divenuta iconica: appena un'Europa League col Siviglia, una delle tante conquistate dagli andalusi.

    L'anno era il 2019/2020, la stagione spaccata in due dal Covid. L'avversaria? L'Inter di Antonio Conte, battuta 3-2 a Colonia nella celebre finale dell'autorete decisiva di Lukaku.

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  • "HO SEMPRE SOGNATO DI TORNARE"

    Emozionatissimo Vazquez, ma anche ironico, al termine della partita. Quando un giornalista argentino gli ha chiesto come abbia fatto a portare tranquillità alla squadra dopo il proprio ingresso in campo, lui ci ha scherzato su:

    "Saranno i capelli bianchi, non lo so...".

    Di capelli bianchi, in realtà, Vazquez ne ha ancora pochi. Semmai è la classe a non essere scomparsa nonostante l'età avanzata. Oltre alla voglia di scrivere una pagina di storia per il club dove si è fatto conoscere.

    "Ho sempre sognato di tornare e dare una gioia a tutte queste persone. C'ero già riuscito nel 2011. Ho pensato molte volte di tornare, non riuscivo a decidermi, e credo che quest'anno fosse il momento giusto. È andato tutto per il meglio, non potevo chiedere di più".

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