Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità

Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.

+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Dovbyk Adzic Bologna SassuoloGetty Images

Il settembre d'oro di Adzic, l'urlo di Dovbyk: Bologna-Sassuolo è stata una doppia svolta

Pubblicità

Il primo punto del Bologna, il quarto del Sassuolo. A recriminare dopo il 2-2 del derby del Dall'Ara sono i neroverdi, però, ripresi quando sembravano ormai certi di portarsi a casa l'intero bottino.

I protagonisti della gara, spettacolare come tante altre in questo "insolito" inizio di campionato? Vasilije Adzic da una parte, Artem Dovbyk dall'altra. Un goal per ciascuno, fondamentale quello dell'ucraino per tenere a galla un Bologna in fase di affondamento.

Che cos'hanno in comune? Il fatto che proprio Bologna-Sassuolo potrebbe aver segnato una doppia svolta: nella stagione di entrambi, ma anche nella fase della carriera di entrambi.


50 € di bonus
etoro logo

50€ in asset con investimento min. di 100€

Per maggiorenni, solo nuovi clienti. 

Per richiederlo:

  1. Crea un account su eToro.
  2. Deposita 100 €.
  3. Ricevi 50 € in asset.

Consulta i Termini e Condizioni.

Disclaimer: eToro è una piattaforma di investimento multi-asset. Il valore dei tuoi investimenti può aumentare o diminuire. Il tuo capitale è a rischio. Si applicano termini e condizioni.


Ricevi50 €


  • IL SETTEMBRE D'ORO DI ADZIC

    Adzic, arrivato nelle scorse settimane dalla Juventus, è reduce da una stagione che prometteva parecchio. Soprattutto per quel che era accaduto nel settembre di un anno fa, il suo mese fortunato.

    Ricordate Juventus-Inter 4-3, no? Il destro vincente in pienissimo recupero, quello della vittoria e dell'estasi bianconera, era stata sua. Con la gentile collaborazione del disattento Sommer, sì. Ma intanto i titoloni su questo baby prodigio montenegrino avevano cominciato a sprecarsi.

    Il resto dell'annata ha confermato quel che in realtà si era sospettato: che Adzic era troppo acerbo per prendersi davvero un posto nel cuore della Juventus e dei suoi due allenatori, Igor Tudor prima e Luciano Spalletti poi. Alcune prestazioni, come quella di Bodo, hanno deluso e afflitto. E il minutaggio è diventato quasi inesistente.

    "L'ho fatto giocare poco, ma gli vedo un grande piede, un grande motore, una scocca importante - ha detto Spalletti a un certo punto - quando va a fare duelli fisici tiene botta. Vorrei trasferirgli più serenità nelle scelte nei vari momenti della partita. A volte si trova in delle zone di campo dove non può permettersi di perdere il pallone o gestirlo in maniera tranquilla, invece fa un po' di confusione. In altri posti, dove può farci vedere il suo pensiero, fa come se fosse in una zona a rischio. In generale sono queste le cose da mettere a posto".

  • Pubblicità
  • LA JUVENTUS LO OSSERVA

    La Juventus, tra luglio e agosto, ha deciso di lasciarlo partire proprio per questo motivo: per consentirgli di spiegare le ali, per dargli libertà in un club con pressioni e concorrenza evidentemente minori.

    "Prestito con diritto di opzione e controopzione": questa, tecnicamente, è la formula attraverso cui Juve e Sassuolo si sono accordate per il trasferimento di Adzic. Tradotto: i neroverdi potranno acquistare il montenegrino a titolo definitivo, ma a Torino si terranno in caldo la possibilità di riportarselo a casa.

    Dipenderà da Vasilije. Che intanto si è guadagnato la fiducia di Alberto Aquilani, il suo nuovo allenatore, e la sta ripagando: prima del Bologna aveva già punito il Cesena in Coppa Italia. Oltre a un tacco-assist per Volpato contro il Torino.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • L'URLO DI DOVBYK

    Adzic sarebbe stato il protagonista principale di Bologna-Sassuolo: positivo in mezzo al campo, mortifero davanti a Skorupski dopo aver superato con un rimpallo Heggem.

    Non è stato così, però. Al primo minuto di recupero Artem Dovbyk ha deciso di rovinargli la festa. L'ex centravanti della Roma si è ritrovato tra i piedi la palla giusta in area di rigore, si è girato verso Muric e da pochi passi lo ha superato col sinistro, facendo esplodere il Dall'Ara in un mix di gioia e sollievo.

    Un'esplosione che ha coinvolto lo stesso ucraino, senza freni in un'esultanza sentita e sincera: si è tolto la maglia, ha mostrato i muscoli, ha deformato i muscoli del volto in un urlo di pura liberazione.

    Sì, Dovbyk si è fatto pure ammonire. Ammonizione scontata, proprio per essersi sfilato la maglia. Ma è stato un giallo tra i più dolci della propria carriera.

  • TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

    Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

    Segui GOAL su Google
  • IL DUELLO CON PICCOLI

    Anche Dovbyk, come Adzic, ha una voglia enorme di lasciarsi alle spalle una stagione da dimenticare. Per altri motivi, se vogliamo: da una stima mai troppo forte di Gian Piero Gasperini nei suoi confronti a quell'infortunio che, di fatto, ha chiuso in largo anticipo la sua annata.

    Dovbyk è stato quasi costretto a cambiare aria: il Bologna ha puntato su di lui, gli ha dato fiducia, lo ha scambiato con un pezzo pregiato come Santiago Castro. Lo ha aspettato, ben sapendo che Artem non sarebbe arrivato in Emilia nelle condizioni migliori dopo aver saltato una serie di mesi nella scorsa stagione.

    Piano piano, ecco qui Dovbyk. La zampata vincente contro il Sassuolo è il primo assaggio di quel che l'ex Pichichi della Liga è in grado di fare. Tedesco ci crede, lo ha voluto, ne ha apprezzato l'arrivo.

    Certo, in questo momento il centravanti titolare è Roberto Piccoli. Tre volte su tre in campionato è partito lui dall'inizio, con Dovbyk subentrato dalla panchina. Anche l'ex viola è andato a segno, e pure questa è una gran bella notizia per il Bologna. Che ora spera di aumentare quell'unico punto accanto al proprio nome in classifica.

  • Pubblicità
    Pubblicità