Adzic, arrivato nelle scorse settimane dalla Juventus, è reduce da una stagione che prometteva parecchio. Soprattutto per quel che era accaduto nel settembre di un anno fa, il suo mese fortunato.
Ricordate Juventus-Inter 4-3, no? Il destro vincente in pienissimo recupero, quello della vittoria e dell'estasi bianconera, era stata sua. Con la gentile collaborazione del disattento Sommer, sì. Ma intanto i titoloni su questo baby prodigio montenegrino avevano cominciato a sprecarsi.
Il resto dell'annata ha confermato quel che in realtà si era sospettato: che Adzic era troppo acerbo per prendersi davvero un posto nel cuore della Juventus e dei suoi due allenatori, Igor Tudor prima e Luciano Spalletti poi. Alcune prestazioni, come quella di Bodo, hanno deluso e afflitto. E il minutaggio è diventato quasi inesistente.
"L'ho fatto giocare poco, ma gli vedo un grande piede, un grande motore, una scocca importante - ha detto Spalletti a un certo punto - quando va a fare duelli fisici tiene botta. Vorrei trasferirgli più serenità nelle scelte nei vari momenti della partita. A volte si trova in delle zone di campo dove non può permettersi di perdere il pallone o gestirlo in maniera tranquilla, invece fa un po' di confusione. In altri posti, dove può farci vedere il suo pensiero, fa come se fosse in una zona a rischio. In generale sono queste le cose da mettere a posto".