Nella fase a gironi, il Fluminense ha vinto una partita (4-2 ai sudcoreani dell'Ulsan) e ha pareggiato le altre due: 0-0 all'esordio contro il Borussia Dortmund, 0-0 anche nella sfida decisiva per il passaggio del turno contro i sudafricani del Mamelodi Sundowns.
Il fatto che in due partite su tre il Flu abbia mantenuto la porta inviolata, nonostante una fase difensiva a volte scricchiolante, non è casuale. E il merito va ricondotto principalmente a un elemento: Fabio Deivson Lopes Maciel, per tutti Fabio e basta. Che non è solo il portiere del Tricolor, ma anche un simbolo e patrimonio storico del calcio brasiliano.

Fabio ha la bellezza di 44 anni. Anzi, quasi 45: li compirà il prossimo 30 settembre. Eppure è un titolare fisso, indiscusso e indiscutibile della squadra di Renato Gaucho, che lunedì sera sfiderà la favoritissima Inter negli ottavi di finale del Mondiale per Club.
La riprova di come si stia parlando di un highlander, di un elemento ancora sopra le righe nonostante l'età avanzata, è data dal fatto che a maggio il Fluminense gli ha rinnovato il contratto: scadeva a dicembre di quest'anno, ora è stato allungato di altri 12 mesi. E nessuno, ma proprio nessuno, ha avuto nulla da ridire.
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