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Diouf InterGetty Images

Il paradosso Diouf all'Inter, brilla da esterno ma non ha cambiato idea: "L'obiettivo è tornare a centrocampo"

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Questa sera, nel posticipo finale della quarta giornata di Serie A contro l'Udinese, Andy Diouf giocherà titolare. E lo farà sulla fascia destra del centrocampo a cinque dell'Inter. Come sempre.

Del resto è ormai quello il suo ruolo naturale, giusto? Sbagliato. Ed è stato lo stesso Diouf a spiegarlo a chiare lettere in un'intervista uscita sull'edizione odierna de L'Equipe.

Sì, l'ex Lens si è adattato alle esigenze di Chivu sia nella passata stagione che nella prima fase di quella attuale. E qualche segnale di apprezzamento l'ha dato. Ma la sua essenza rimane un'altra: è una mezzala e continua a sentirsi tale.


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  • "L'OBIETTIVO È TORNARE A CENTROCAMPO"

    “Non avrei mai pensato di giocare in questa posizione - ha detto Diouf - Partire titolare in partite come questa (martedì scorso contro il Real Madrid, ndr) e giocarne una dopo l'altra… Chi mi conosce sa che non sono un centrocampista ultradifensivo e rimane un po' sorpreso. Qui, da esterno di centrocampo, qualunque cosa accada, sei nella difesa a cinque. Non sei un attaccante".

    Poi, ecco la rivelazione: la sua aspirazione continua a essere un'altra, ovvero tornare a fare la mezzala.

    “Non mi sento né un terzino né un'ala. Il mio obiettivo è tornare a centrocampo, perché è lì che mi sono formato e dove mi sento più a mio agio. Rimango convinto di essere più adatto a quel ruolo. In Italia non mi conoscono ancora bene. Ma se giocare da esterno mi permetterà di avere più spazio e di affermarmi all'Inter, lo farò senza esitazione. Cerco di dare il massimo. Qualunque cosa accada, avrò imparato molto da questa esperienza".

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  • Chivu InterGetty Images

    LA "PAZZA IDEA" DI CHIVU

    Ad avere l'intuizione di allargare il raggio d'azione di Diouf è stato proprio Cristian Chivu, il suo allenatore. La svolta è arrivata nella scorsa stagione, e al netto di qualche naturale difficoltà il ragazzo se l'è cavata.

    Il bel goal al Venezia in Coppa Italia, l'impatto sulla scorbutica gara di Pisa di fine novembre, poi il destro vincente di Bologna all'ultima giornata. Sempre da esterno. Da lì, dalla fascia destra, Diouf ha fatto vedere cose che in pochi, a dire il vero, si sarebbero attesi.

    "Ho la pazza idea di farlo diventare il quinto - avrebbe poi detto Chivu durante il precampionato - L'ha fatto vedere in qualche partita, soprattutto negli ultimi 20 metri, ma non voglio togliergli certezze. Devo essere bravo a convincerlo e a insegnargli determinate cose insieme allo staff, ma ci saranno anche partite in cui potrà fare la mezzala".

    Dopo Inter-Monza, esordio in campionato ottimo per i nerazzurri e pure per lui, Diouf ha ammesso di trovarsi "meglio giorno dopo giorno" nell'inedito ruolo, ma anche che "non è facile". Insomma: si è adattato bene, ma si è pur sempre adattato.

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  • UNO STATO DI NECESSITÀ

    Diouf, che proprio da esterno si è guadagnato la preconvocazione da parte di Zinedine Zidane nella sua prima lista da ct della Francia, serve sulla fascia: poco da fare.

    Dumfries non c'è più, se n'è andato a Madrid lasciando dietro di sé una scia di nostalgia. E al suo posto non sono arrivati né Palestra né Khalaili, entrambi quasi presi ed entrambi clamorosamente sfumati per motivi diversi l'uno dall'altro. Impossibile contare solo su Luis Henrique, molto deludente nella sua prima annata milanese.

    Un nuovo esterno, alla fine, l'Inter lo ha preso davvero: Djed Spence, dal Tottenham. Ma l'ex genoano ha ricominciato ad allenarsi tardi per via del Mondiale, e quando l'ha fatto ha rimediato un problema fisico che gli sta impedendo anche solo di esordire. Come spiegato da Chivu in conferenza, l'inglese "è nel processo di riatletizzazione".

    Diverso è il discorso mezzali: l'Inter ne ha in abbondanza. Anche se ha ceduto Frattesi alla Lazio. C'è Barella, c'è Sucic, c'è Zielinski, c'è l'altro volto nuovo Jones. Ed è anche per questo che Chivu ha deciso di sfruttare la presenza di Diouf in rosa sotto altre vesti.

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  • "NON GLI SI PUÒ RIMPROVERARE NULLA"

    Lo stesso Chivu, in ogni caso, sa bene come sia stato costretto a richiedere uno sforzo a Diouf per fargli fare l'esterno. L'allenatore dell'Inter lo ha ammesso durante la conferenza stampa di vigilia di Inter-Udinese, elogiando il proprio giocatore.

    "Appena vede la porta ha questa spensieratezza e questa personalità nell'andare ad affrontare l'uomo contro uomo, nel cercare di saltarlo. E questo destabilizza. È difficile affrontarlo senza un raddoppio. È un giocatore che dà una soluzione in più. Poi ci saranno momenti in cui il piano gioco sarà diverso e servirà un altro tipo di cose da fare su quel lato. Però per come si è messo a disposizione del gruppo e come ha lavorato in tutto quest'anno non gli si può rimproverare nulla. Siamo molto felici della sua crescita e di quello che sta facendo".

    Per il momento, insomma, si va avanti così. Fino a quando? Magari fino a quando Spence entrerà davvero in condizione, potendo contendere il posto a Diouf sulla destra. Ma pensare di rivedere Andy in mezzo, con quel ben di Dio su cui può contare Chivu, appare complicato nonostante i desideri del calciatore.

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