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Rabiot Bologna MilanGetty Images

Il fattore Rabiot per ripartire in campionato: con il francese è un altro Milan

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“La cosa su cui bisogna essere realisti è che ci metti tanto per costruire, ma poco per distruggere: dobbiamo stare concentrati sul Torino”.Il messaggio lanciato da Allegri subito dopo il ko contro la Lazio non lascia spazio a interpretazioni.

Dopo un ottimo campionato disputato fino a questo momento, adesso il Milan deve scongiurare crolli psicologi evitando di dilapidare il vantaggio maturato sul quinto posto occupato dalla Juventus, oggi distante sette punti.

Necessario dunque ripartire subito, affidandosi agli uomini che al momento offrono più garanzie: da Maignan a Modric fino Rabiot. Ed è proprio il ritorno del francese dopo la squalifica che permette ad Allegri di dormire sonni più tranquilli. Con lui in campo infatti è tutto un altro Milan.

  • IL MILAN CON RABIOT

    Fino a questo momento della stagione Rabiot ha disputato 23 partite (20 in Serie A, 2 in Coppa Italia e una in Supercoppa): con lui in campo il Milan ha vinto 15 gare, pareggiato in cinque occasioni e perso in tre. Per una media punti di 2.17 a partita.

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  • IL MILAN SENZA RABIOT

    Senza il francese è un altro Milan e i numeri lo confermano. Nelle dieci partite tra tutte le competizioni nelle quali l’ex Juventus non ha giocato, la formazione rossonera ha collezionato quattro vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Media punti a gara: 1.60.

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  • IMPORTANZA NON SOLO TECNICA

    I numeri dunque confermano l’importanza di Rabiot all’interno del Milan: il francese in questa stagione ha spesso trascinato i rossoneri con gol – quattro in campionato a cui si aggiungono 5 assist – e prestazioni di primissimo livello. Qualità, corsa, leadership e personalità fanno di Rabiot uno degli intoccabili di questo Milan.

  • JASHARI DELUDENTE

    Senza Rabiot, come detto, è spesso un altro Milan. Un dato che rimarca la centralità del francese, ma anche il rendimento poco all’altezza di chi lo ha sostituito. Contro la Lazio è toccato a Jashari e il belga nell’occasione ha deluso (contro il Como invece aveva fornito segnali incoraggianti): l’ex Bruges non è una mezzala di inserimento come Rabiot, ma ha caratteristiche più di palleggio che nel match dell’Olimpico non hanno pagato.

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