Pubblicità
Pubblicità

Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.

+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Jonathan David CanadaGetty Images

Il circolo vizioso di David: delude anche col Canada e mette sempre più in difficoltà la Juventus

Pubblicità

Cambiare aria non gli ha fatto bene. Se a marzo Jonathan David dava qualche segnale di vita segnando una doppietta contro l'Islanda, stavolta no, non è andata allo stesso modo.

Il Canada ha strappato il pareggio contro la Bosnia e lo ha fatto pure in maniera meritata: nel finale è stato Larin a trovare il definitivo 1-1 dopo il vantaggio firmato da Lukic nel primo tempo.

Applausi per tutti o quasi da parte del pubblico di Toronto. Ma David gli applausi non se li è presi, come tante volte era già accaduto durante la deludente prima stagione alla Juventus.

  • UN'ORA IN CAMPO, UN GOAL DIVORATO

    David ha avuto solo un'occasione vera per far male alla Bosnia. E sostanzialmente se l'è mangiata, confermando una scarsa fiducia e uno scarso killer instinct.

    Dopo 17 minuti Dedic ha respinto in maniera approssimativa un cross di Johnston, lasciando a David un pallone ideale praticamente all'altezza del dischetto. Solo che l'attaccante juventino si è prodotto in un sinistro debole e centrale, consentendo al portiere Vasilj di accartocciarsi e bloccare a terra.

    Per il resto, poca roba. David ha faticato costantemente a superare la difesa bosniaca e a farsi valere. Tanto che il ct Marsch lo ha tolto dal campo dopo appena un quarto d'ora dall'inizio del secondo tempo, inserendo al suo posto l'omonimo Promise.

    Morale della favola: a una decina di minuti circa dalla fine è stato proprio quest'ultimo, in forza all'Union Saint-Gilloise, a servire un ottimo assist di prima intenzione all'altro subentrato Larin, che in area si è girato e di controbalzo ha fatto secco Vasilj per il definitivo 1-1.

  • Pubblicità
  • Canada v Bosnia and Herzegovina: Group B - FIFA World Cup 2026Getty Images Sport

    "NON ERA NELLA SUA GIORNATA MIGLIORE"

    Appena ha visto David divorarsi quel goal, il ct canadese Jesse Marsch si è lasciato andare a una serie di gesti inconsulti in panchina, perdendo il proprio aplomb da giacca e cravatta e imprecando nei confronti del proprio calciatore.

    Intervistato dopo la conclusione della partita, però, l'ex allenatore del Leeds United ha utilizzato toni più concilianti per parlare della prestazione di David. E in qualche modo lo ha difeso.

    “Johnny non era nella sua giornata migliore, ma è normale che un giocatore non sia sempre al massimo della forma - ha detto - Avremo bisogno che in questo torneo dia il meglio di sé e che trovi il modo di sfruttare questa esperienza per migliorare in vista della prossima partita".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • L'ILLUSIONE DI INIZIO ANNO, POI...

    David è entrato in un circolo vizioso che si trascina dietro ormai dall'inizio della stagione. Da quando, cioè, si era già capito che il suo ambientamento in un nuovo campionato dopo gli anni al Lille non sarebbe stato semplicissimo.

    "Il tempo metterà a posto le cose - diceva David a gennaio in un'intervista a Repubblica - Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all'inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20".

    Non è andata come sperato, alla fine. Nel senso che David si è fermato a 6 reti in campionato, più altre due in Champions League. Totale: 8 in 46 presenze contando tutte le competizioni. Un rendimento modestissimo per qualsiasi attaccante di una grande squadra.

    E dire che a gennaio, più o meno nel periodo di quell'intervista, David pareva finalmente aver ingranato: 4 i goal e 3 gli assist in 7 partite tra campionato e Champions League, un momento della stagione in cui la Juve di Spalletti pareva essere in grado addirittura di giocarsi la seconda piazza.

    Pia illusione. Il finale di stagione ha detto ben altro. Ha detto che i bianconeri non sono andati nemmeno in Champions e che David ha perso spazio col rientro di Dusan Vlahovic, lui sì onorevole. Dall'inizio di febbraio a oggi ha segnato solo una volta, contro il Bologna ad aprile, più una doppietta in quel Canada-Islanda. E i frutti psicologici del digiuno si sono notati anche venerdì contro la Bosnia.

  • Jonathan David JuventusGetty Images

    JUVE, E ORA CHE FAI?

    È una bella - o meglio, brutta - gatta da pelare per un Canada che continua a trattare David come principale riferimento offensivo. Ma è una bella - o brutta - gatta da pelare anche per la Juventus, che nei confronti dell'ex Lille pare ormai aver perso ogni speranza.

    Negli ultimi tempi si è parlato di un possibile inserimento nell'operazione Kolo Muani col PSG, scenario subito scartato. In generale la Juventus valuta David 35 milioni e, naturalmente, è apertissima a una cessione in caso di offerta soddisfacente. Già: ma chi avrà il coraggio di puntare su un attaccante così sfiduciato?

    La Juve sta trattando il Mondiale come vetrina per mettere in mostra David nei confronti di possibili acquirenti. Ma l'esordio del proprio giocatore non è stato dei migliori (eufemismo). E ora la patata rischia davvero di diventare bollente nelle mani bianconere.

    Lavoro affidato a Giovanni Carnevali, nuovo amministratore delegato e direttore generale della Juventus al posto di Damien Comolli. Toccherà a lui rimettere assieme i cocci di un attacco distrutto: dall'addio di Vlahovic all'altro flop Openda, il caso David non sarà certo l'unico da risolvere nelle prossime settimane.

  • Pubblicità
    Pubblicità