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Closing Ceremony - Milano Cortina 2026 Winter Paralympic Games: Day 9Getty Images Sport

Giovanni Malagò eletto nuovo presidente della FIGC: battuto Abete, è lui il successore di Gravina

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Oggi è stato il giorno della ripartenza per il calcio italiano. In questo lunedì 22 giugno, l'Italia ha conosciuto ufficialmente il nome del suo nuovo presidente federale: quello di Giovanni Malagò. Oggi è in andata in scena l'assemblea elettiva della FIGC che ha eletto il numero uno della Federazione dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, a seguito della mancata (la terza consecutiva) qualificazione ai Mondiali.

L'appuntamento ha preso il via alle 8.30 in prima convocazione e alle 11 per la seconda al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel a Roma. I candidati erano Malagò, che ha concluso il suo mandato da presidente del CONI, e Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e già numero uno della Federcalcio tra il 2007 e il 2014.

Alla fine, come da previsioni, a trionfare è stato Malagò, che è stato eletto con il 68,58% dei voti.

  • "DA SOLO NON POSSO FARE NIENTE"

    Queste sono le prime parole di Malagò al termine dell'elezione a presidente della FIGC al posto di Gravina:

    “È veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto”.

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  • IL FAVORITISMO DI MALAGÒ

    Il favorito di questa sfida alla presidenza della FIGC era proprio Malagò, supportato dalla Lega Serie A che sin dallo scorso 13 aprile lo ha designato come suo candidato ideale.

    Malagò ha incontrato tutti i rappresentati del mondo del calcio prima di passare a depositare il suo programma: e così, dopo la A, anche calciatori e allenatori gli hanno fornito il loro consenso al 30 aprile, aumentando la sua percentuale del 30% dei voti andando a unire tutte le componenti tecniche. La maggioranza è diventata ancora più larga con il 3,7% (ricorda La Gazzetta dello Sport) del Comitato regionale della Lombardia e con la Lega Serie B e il suo 6%.

    Al 13 maggio, Malagò ha depositato la sua presentazione formale della candidatura, forte di un abbondante 56% delle preferenze di voto. Malagò ha anche superato le ipotesi di commissariamento e di presunta ineleggibilità e arriva pronto a questo voto con il favore dei pronostici e senza il rischio di veder arrivare in corsa qualche possibile ricorso.

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  • IL PROGRAMMA DI MALAGÒ

    Malagò ha portato tre priorità assolute:

    1 - Trattare con il Governo per la reintroduzione del Decreto Crescita o di una modalità adatta a incentivare l’acquisto di grandi giocatori dall’estero. Tale agevolazione fiscale era stata abolita nel gennaio 2024 e aveva permesso l'arrivo di grandi campioni che restituivano visibilità e appeal al torneo;

    2 - Cancellare il divieto di pubblicità sul betting, introducendo anche una percentuale destinata al calcio sui ricavi derivati dalle scommesse sulle stesse partite;

    3 - Utilizzare i ricavi e dei sostegni fiscali per reinvestire sui settori giovanili e sulle infrastrutture, rendendo il calcio maggiormente accessibile e e valorizzando talenti e vivai.

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  • COME SI È VOTATO

    Ora, ricordando come l'assemblea abbia eletto non solo il presidente, ma anche i consiglieri federali in rappresentanza delle diverse componenti, passiamo in rassegna il sistema di voto, come ricordato anche dai colleghi di Calcio&Finanza: ogni delegato ha pesato in base alla percentuale assegnata alla propria componente sul totale dei voti fissato a 516.

    Di seguito, ecco la suddivisione dei delegati dell’assemblea elettiva:

    • Serie A – 20 delegati (il voto di ciascuno è valso 4,644 per una somma complessiva di 92,88), il 18%;
    • Serie B – 20 delegati (1,548, per una somma totale di 30,96), il 6%;
    • Lega Pro – 56 delegati (1,106, per una somma totale di 61,936), il 12%;
    • LND – 99 delegati (1,772, per una somma totale di 175,428), il 34%;
    • Calciatori – 52 delegati (1,984, per una somma totale di 103,168), il 20%;
    • Allenatori – 26 delegati (1,984, per una somma totale di 51,584), il 10%.

    L’assemblea elettiva risultava validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno 137 delegati che rappresentassero almeno 259 voti assembleari, mentre in seconda convocazione bastavano 96 delegati per almeno 172 voti, spiega Calcio&Finanza.

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