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thomas Strakosha lazioGetty Images

Giovani Promesse - Thomas Strakosha, la sicurezza della Lazio tra i pali

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Nella Lazio è diventato una certezza dopo poche partite, oggi è uno dei migliori portieri della Serie A. Thomas Strakosha è una garanzia per i biancocelesti. Si è confermato anche nel derby, in cui il portiere classe 1995 albanese ha tenuto la porta inviolata. È la 33esima volta che gli succede in 110 presenze con la Lazio, la terza contro la Roma. In quella che per lui, come per tutta la squadra biancoceleste, è una partita speciale.

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    LA PRIMAVERA E I TRIONFI CON LA LAZIO

    Nello storico derby vinto in finale di CoppaItalia del 2013 l’allora 18enne Strakosha era in panchina: era il terzo portiere dopo il titolare Marchetti e Bizzarri. Veniva da un successo nel campionato Primavera, vinto da titolare, ma era già nel giro della prima squadra. Nelle giovanili della Lazio ci era arrivato nel 2012 dopo aver lasciato la Grecia. Lui, albanese, ma nato e cresciuto ad Atene sulle orme dei suoi idoli: GianluigiBuffon e suo papà, FotoStrakosha.
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    DA FOTO A THOMAS STRAKOSHA: UNA FAMIGLIA DI PORTIERI

    Quando Thomas nasceva, suo padre giocava nell’Olympiakos: ci è rimasto dal 1992 al 1997, poi ci è tornato nel 2014 per allenare i portieri nelle squadre giovanili. Foto Strakosha, 73 presenze nella nazionale albanese, vede ora giocare suo figlio all’Olimpico da titolare, dove è stato anche lui una volta con il Panionios: quarti di finale di Coppa delle Coppe 1999, l’ultima edizione del trofeo, vinta dalla Lazio. Così come quella partita, 3-0. Ci è voluto l’arrivo di Thomas per far dimenticare a Foto quella brutta trasferta europea in uno stadio che ora sicuramente gli è caro. GIF Thomas Strakosha
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    L'ESORDIO E IL PESO DI MARCHETTI

    Una situazione simile a quella che vive Strakosha figlio con lo stadio di San Siro, dove poche settimane fa ha parato due rigori all’Inter e portato la Lazio in semifinale di Coppa Italia. A Milano il numero uno albanese ha trovato la sua prima presenza in Serie A, quasi a sorpresa: il forfait di Marchetti a pochi minuti dal fischio d’inizio lo ha catapultato in campo per la prima di tante presenze. Strakosha ha preso la titolarità in via definitiva al posto del portiere ex Cagliari e AlbinoLeffe pochi mesi dopo. A Marchetti, per sua stessa ammissione, deve tantissimo per la sua crescita.

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    L'APPRENDISTATO IN SERIE B

    La fiducia l’ha trovata con la continuità, quella che in Serie B non era riuscito ad avere nel suo anno in prestito alla Salernitana nella stagione 2015/16: partiva con i gradi di titolare, persi però dopo poche giornate di prestazioni negative. In pochi dopo quel deludente anno in Serie B credevano che Strakosha avesse le potenzialità per imporsi in Serie A, specialmente con una maglia pesante come quella della Lazio.

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    L'ARRIVO IN NAZIONALE E LA CONCORRENZA

    Nel giro di pochi anni però è diventato una certezza nel suo club. Ora punta a diventarlo anche nella nazionale albanese, sulle orme di suo padre: finora ha collezionato soltanto 8 presenze, soprattutto a causa della forte concorrenza del suo ex compagno alla Lazio EtritBerisha, con cui si alterna nel ruolo di titolare. Ora, con 110 presenze nella Lazio, alla terza stagione da titolare, Strakosha migliora partita dopo partita e punta a superare l’attuale numero 1 dell’Albania.
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    LO ZAMPINO DI TARE

    Con lui, oltre alla nazionalità, condivide l’esser stato voluto dal direttore sportivo IgliTare, che lo ha strappato dalle mani della Roma. Lo ha confessato Strakosha stesso: “Sarei potuto andare alla Roma. Sono stato influenzato da Tare, con la sua personalità ti colpisce dal punto di vista psicologico. Ha una soluzione per tutte le situazioni che affronta”. Una di queste soluzioni è stata garantire a Simone Inzaghi una certezza in porta, già a 23 anni.

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