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Frattesi LazioGetty Images

Frattesi alla Lazio è un incastro totale: il classico esempio di operazione di mercato perfetta

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Davide Frattesi via dall'Inter. Ma quante volte l'abbiamo già sentita questa? In estate, in inverno, poi ancora l'estate successiva e l'inverno successivo. Solo che stavolta sì, è tutto vero.

La Lazio è pronta ad accoglierlo in prestito con diritto di riscatto, che diventerà obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Ultimi dettagli risolti e accordo di massima trovato tra il club nerazzurro e quello biancoceleste, pronti ora a finalizzare completamente la trattativa e ad arrivare alla classica fumata bianca.

Quanto a Frattesi, pochi trasferimenti avrebbero potuto avere un risvolto migliore di questo. Per diversi motivi. E anche se l'ex centrocampista del Sassuolo dovrà forzatamente abbassare l'asticella delle proprie ambizioni.


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  • Frattesi InterGetty Images

    FINALMENTE "LIBERO"

    Intendiamoci: non è che l'Inter sia una prigione. Non lo è per nessuno. Ma se ti piace giocare a calcio e hai davanti gente come Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan, oltre al rinato Zielinski e all'emergente Sucic, beh, rischia di diventarlo.

    Dal momento in cui Frattesi è arrivato a Milano, ovvero dall'estate del 2023, lo spazio nella rosa è sempre stato poco. Pochissimo, anzi. A prescindere dall'allenatore di turno: la situazione era poco piacevole quando in panchina sedeva Simone Inzaghi e non è cambiata dopo l'arrivo di Cristian Chivu.

    22 sono le presenze collezionate dall'ex neroverde nella scorsa stagione. Meno di quelle dell'anno prima (32), che a loro volta erano state meno di quelle dell'anno prima ancora (36). Con un comune denominatore: una maglia da titolare che Davide non è mai riuscito a tenersi stretta con continuità.

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  • PERFETTO PER LA LAZIO

    Frattesi è perfetto per la Lazio soprattutto per questo motivo: perché risponde in maniera ideale alle caratteristiche che i biancocelesti e Rino Gattuso stanno cercando in questo momento.

    Dopo l'addio di Guendouzi a gennaio, la Lazio non è mai riuscita a colmare davvero quel vuoto. Sì, Taylor si sta dimostrando un elemento all'altezza e sarà certamente titolare nel 4-3-3 dell'ex commissario tecnico della Nazionale. Ma lui da solo non bastava.

    Serviva una seconda mezzala di rilievo, ruolo quest'ultimo che attualmente è occupato da Dele-Bashiru dopo l'addio a parametro zero di Basic, finito al Venezia. Una mezzala capace di inserirsi, di segnare, di portare intensità: Frattesi ha tutte queste peculiarità.

    L'incastro non sarebbe stato così perfetto alla Juventus per un semplice motivo: Luciano Spalletti gioca con due centrali di centrocampo, non con tre. Un sistema di gioco che Frattesi non sperimenta ormai da anni, dai tempi del Sassuolo, avendo sempre fatto la mezzala nel triennio interista.

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  • IL LEGAME CON LA CAPITALE

    Frattesi si prepara inoltre a tornare a respirare l'aria di casa. Ovvero di Roma, la città in cui è nato (è di Fidene, a una decina di chilometri di distanza), è cresciuto sia socialmente che calcisticamente e in cui, di fatto, è diventato qualcuno prima di esplodere davvero al Sassuolo.

    Ricordate? Frattesi la maglia della Lazio l'ha già indossata. Anche se soltanto a livello giovanile. Lo ha fatto per quasi un decennio, dal 2006 al 2014, prima di passare alle giovanili... della Roma. Conosce, insomma, entrambi i lati della Capitale: quello biancoceleste e quello giallorosso, quello dell'Aquila e quello della Lupa.

    C'è anche la nota questione del tifo di Frattesi. Da giovanissimo, quando militava nelle giovanili della Lazio, il calciatore si è fatto immortalare accanto ai campioni biancocelesti della Coppa Italia 2013, quella della finale Roma-Lazio e della zampata di Lulic. Anni dopo avrebbe però dato un rene pur di tornare in giallorosso dal Sassuolo. E qualche dichiarazione d'amore verso la Roma l'ha rilasciata.

    "Da bambino ero romanista o laziale? Non lo dico. Sono stato benissimo con entrambe le maglie", ha detto Frattesi un paio d'anni fa in un'intervista a Repubblica. Lasciando così in sospeso un mistero che nel corso del tempo ha diviso le due anime del tifo capitolino.

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  • RITROVA GATTUSO

    Alla Lazio, Frattesi ritroverà Rino Gattuso dopo i pochi mesi trascorsi insieme in Nazionale. E stavolta sì, l'ex commissario tecnico azzurro farà del nuovo acquisto un perno della propria squadra.

    Perché "stavolta"? Perché non è che il tecnico laziale abbia dato tutto questo spazio a Frattesi nell'Italia: Davide ha collezionato soltanto una presenza da titolare sotto la sua guida, nell'1-4 di San Siro contro la Norvegia, rimanendo in panchina dal primo all'ultimo minuto in tre delle rimanenti sette partite.

    Frattesi non è stato schierato dall'inizio da Gattuso neppure in Bosnia, nell'ennesima notte nera dell'Italia e del nostro calcio: è subentrato nel finale dei tempi regolamentari al posto del compagno di club Barella, vivendo l'agonia dei supplementari e le lacrime dei rigori.

    Quattro mesi e mezzo dopo Zenica, Gattuso e Frattesi hanno sete di rilancio. In una Lazio impoverita, senza coppe europee, in preda alle solite tensioni tra il tifo e il presidente Lotito, con ambizioni ridimensionate rispetto a qualche anno fa. Ma intanto l'arrivo dell'interista è un gran bel segnale.

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