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Modric Juventus MilanGetty Images

Dal +10 al +3: come Milan e Juventus sono arrivate al possibile aggancio in un mese e mezzo

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La classifica dice che il Milan ha 66 punti, come il Napoli, e la Juventus ne ha 63. Entrambe, insomma, sono lì. I rossoneri secondi, i bianconeri quarti. E domenica sera andrà in scena una sorta di scontro diretto per la Champions League.

Solo che un mese e mezzo fa la situazione era ben diversa. Con il Milan a sognare uno Scudetto sempre meno possibile ma non ancora impossibile, e la Juve ad arrancare dietro alle prime quattro posizioni, con chances più concrete che mai di dover disputare l'Europa League nella prossima stagione.

Come si è arrivati al +3 in classifica e al possibile aggancio che domenica sera si concretizzerebbe in caso di colpo juventino a San Siro? I motivi che hanno portato all'avvicinamento della squadra di Luciano Spalletti a quella dell'ex Massimiliano Allegri.

  • Estupinan MilanGetty Images

    ANCHE 10 PUNTI DI MARGINE

    Nel dettaglio, il Milan è arrivato ad avere anche 10 punti di vantaggio sulla Juventus: è accaduto tra la fine di febbraio e la prima metà di marzo, sia dopo la ventisettesima giornata che dopo la ventottesima.

    I rossoneri hanno raggiunto la doppia cifra domenica 28 febbraio, battendo 2-0 la Cremonese e assistendo al 3-3 tra Roma e Juve. E l'hanno mantenuta una settimana più tardi, vincendo il derby 24 ore dopo il netto successo bianconero contro il Pisa. Ai tempi la squadra di Allegri sognava ancora lo Scudetto, quella di Spalletti non era nemmeno in zona Champions.

    Il margine tra Milan e Juventus era stato ampio già in diverse occasioni in precedenza: 8 punti alla quattordicesima, alla diciottesima, alla venticinquesima e alla ventiseiesima, 7 invece alla ventunesima. 4 giornate fa, alla trentesima, il distacco era invece di 9 lunghezze: amplissimo anche quello.

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  • IL CROLLO DEL MILAN

    Considerato all'inizio della stagione non in grado di lottare per lo Scudetto, il Milan è rimasto lì a giocarsela quasi fino in fondo. E questo è un merito della squadra, di Allegri, di tutti coloro che sono riusciti a rimanere sulla scia dell'Inter.

    Poi qualcosa si è rotto. Le sconfitte hanno cominciato ad arrivare un po' più spesso, il tutto mentre i rivali riacquisivano sicurezza e risultati. Il Milan ha perso slancio, vigore mentale e fisico. E i risultati sul campo ne sono stati la logica conseguenza.

    "Quando sei in cima e nel finale di stagione perdi il sogno Scudetto hai un momento di rilassamento - ha spiegato Allegri dopo lo 0-3 contro l'Udinese - Sono sicuro che reagiremo, questa sconfitta ci fa capire che il posto Champions è davvero a rischio".

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  • Juventus FC v Bologna FC 1909 - Serie AGetty Images Sport

    IL FATTORE SPALLETTI

    Contemporaneamente, alla Juventus va dato atto di non avere mai mollato. Anche i bianconeri hanno avuto il loro bel momento complicato, proprio nelle settimane del massimo svantaggio dal Milan, ma in qualche modo sono rimasti in scia.

    Tutto quel che è successo alla fine di febbraio avrebbe ammazzato anche un toro. E certamente avrebbe distrutto psicologicamente altre squadre. L'eliminazione dalla Champions League ma anche dalla Coppa Italia, la partita contro l'Inter persa in quel modo, il brutto ko nello scontro diretto contro il Como, gli errori individuali a catena (Di Gregorio, Cabal, eccetera). Di tutto e di più.

    Da quel momento la Juventus ha saputo ricompattarsi, ripartire. Si è ritrovata con le spalle al muro e da lì ha trovato la forza di cominciare a macinare punti. Come ha raccontato Spalletti, dopo la partita di ritorno col Galatasaray "ci siamo sentiti tutti figli della stessa mamma".

    A proposito di Spalletti: il vero fattore della rinascita juventina pare essere proprio lui. Lui col suo gioco, lui con la sua capacità di ricostruire l'ambiente dopo i primi mesi negativi con Tudor, lui con le sue alchimie tattiche. Lo ha capito anche la società, che gli ha fatto firmare il rinnovo del contratto fino al 2028.

  • Christian Pulisic Milan 2026Getty

    UN ATTACCO CHE NON GIRA

    Quel che continua a balzare agli occhi ormai da diverse settimane è il rendimento poco felice (eufemismo) dell'attacco del Milan. I problemi sono noti e sono i soliti, testimoniati dai numeri: negli ultimi mesi i componenti del reparto offensivo sono andati a segno appena due volte, sempre con Leao.

    Il portoghese continua a viaggiare a corrente alternata ed è afflitto dai soliti problemi e problemini fisici. Pulisic nel 2026 non ha ancora segnato. Gimenez è rientrato da poco da un serio infortunio. Fullkrug ha lasciato traccia col Lecce a gennaio, per il resto poco altro. E Nkunku non è mai riuscito a prendersi veramente il Milan.

    A tirare la carretta sono stati così altri: dal solito Rabiot, a segno anche a Verona, a un Estupinan divenuto eroe improbabile del derby. Ma non è bastato per evitare uno scivolone dopo l'altro, dai ko contro Lazio e Napoli al disastro interno contro l'Udinese.

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  • L'IMPATTO DI BOGA

    Contemporaneamente, per sopperire alle difficoltà di David (che però col Bologna è andato a segno...), la Juventus ha trovato il suo uomo nuovo: Jeremie Boga. Lui sì, a differenza di Fullkrug, acquisto impattante del mercato di gennaio.

    Il francese ex Sassuolo e Atalanta ha segnato 4 volte fin qui. In una sola occasione in maniera ininfluente: nel 4-0 al Pisa. Per il resto ha portato 7 punti in cascina alla Juventus, riaprendo lo scontro diretto apparentemente chiuso a doppia mandata in casa della Roma e vincendo la resistenza di Udinese e Atalanta.

    Anche questo ha contribuito a una riduzione progressiva, ma continua, del margine tra Milan e Juventus. Una riduzione che, domenica sera a San Siro, potrebbe anche trasformarsi in aggancio: appena un mese e mezzo fa non lo avrebbe immaginato proprio nessuno.