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Damien ComolliGetty Images

Comolli fa chiarezza: "Senza Champions venderemo un giocatore in più, ma Yildiz non si tocca"

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Damien Comolli, amministratore delegato della Juventus, ha incontrato un gruppo di giornalisti alla Continassa per fare il punto della situazione sulle prospettive del progetto del club bianconero.

Il CEO bianconero ha toccato diversi punti: dal futuro al rapporto con Luciano Spalletti, passando per il mercato.

Di seguito ecco le sue dichiarazioni.

  • "SPALLETTI COINVOLTO SUL MERCATO"

    “Tutto quello che abbiamo fatto è stato condiviso. Luciano è coinvolto sul mercato, dà le indicazioni sui giocatori e lavora a stretto contatto con Ottolini. L’ho scelto io e ho deciso che rinnovasse il contratto. Ma lavoriamo insieme da sette mesi dunque possiamo crescere insieme e migliorare nel nostro lavoro comune”. 

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  • "CI SARÀ UNA CESSIONE IN PIÙ"

    Non ho mai avuto paura di essere licenziato. Ho parlato con John Elkann tante volte. Credo che il lavoro di un amministratore delegato si debba valutare su un ciclo di 5 anni. Dopo la sconfitta con la Fiorentina Elkann mi ha chiesto cosa sarebbe successo in caso di non qualificazione in Champions. Era frustato come tutti noi, ma gli ho detto che non avremmo abbassato le nostre ambizioni. Lui è allineato con i nostri progetti. Magari dovremo vendere qualche giocatore in più di quanto avremmo voluto, ma non ci indeboliremo. Se andrà via qualcuno, arriverà qualcun altro di pari livello o più forte”.

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  • "DOBBIAMO INSERIRE GIOCATORI CON UN CARATTERE FORTE"

    Dopo questa stagione parlare di scudetto sarebbe azzardato. Ma dobbiamo costruire una squadra che abbia le potenzialità per lottare per ogni obiettivo. La base c’è, dovremo inserire giocatori di mentalità e con un carattere forte. E qui che dobbiamo migliorare. Spalletti è d’accordo su questo, mi ha anche chiesto se gli algoritmi possono aiutare a individuare giocatori con queste caratteristiche".

  • "NIENTE CHAMPIONS? UN FALLIMENTO"

    “Fa male, molto male non aver centrato il quarto posto soprattutto per averlo avuto lì a portata di mano dopo la vittoria con il Lecce, che aveva parzialmente compensato il pari con il Verona, ma poi siamo caduti proprio all’ultimo con la sconfitta contro la FiorentinaMi prendo la piena responsabilità per questo fallimento, dobbiamo migliorare per tornare vincenti, per gli azionisti e soprattutto per i tifosi. La Juventus, per storia e tradizione, deve ambire a risultati migliori. È una frustrazione pensare che potevamo arrivare in Champions, c’eravamo vicini e poi non ci siamo riusciti. Ma se è andata così vuol dire che qualcosa è mancato, da parte di tutti, e certe mancanze vanno assolutamente colmate. È un fallimento, non lo nascondo, ma ora bisogna guardare avanti per trovare nuove idee”.

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  • "NON ABBASSEREMO LE NOSTRE AMBIZIONI"

    “Qualcosa abbiamo già iniziato a farlo sul fronte medico, sullo scouting, con il direttore sportivo Marco Ottolini che sta implementando il reparto. La nostra è una squadra unita in cui crediamo fortemente, ma adesso servono miglioramenti da vedere sul campo, dove invece siamo caduti. Quello fatto questo anno non è tutto da buttare, è la base per il futuro, ma non possiamo scappare dal fallimento. Non solo io, ma tutte le componenti. Spalletti ha detto che non ha dormito la notte. Ma anche io non dormo da giorni, quello che provo è un dolore fisico, come un colpo allo stomaco. Ci dispiace aver deluso azionisti e tifosi. Tutti provano le stesse sensazioni e io ho fiducia cieca in tutto lo staff, nelle persone e nelle idee. Non c’erano un piano A e un piano B prima del derby, e non ci sono adesso. C’è solo un piano per riportare al successo la Juventus che deve tornare competitiva ai livelli più alti. Non abbasseremo mai le nostre ambizioni”.

  • "HO SCELTO IO SPALLETTI AL POSTO DI TUDOR"

    “Sono sorpreso di queste informazioni false. Tra noi c’è un buon rapporto. Sia all’interno del team, ma anche quando siamo faccia a faccia solo noi due.  Abbiamo già lavorato insieme nel mercato di gennaio. I giocatori che sono arrivati erano condivisi con Luciano. Ci ha già detto chi vuole per la prossima stagione, faremo di tutto per accontentarlo, è già pienamente coinvolto in questo progetto. Vi ricordo che ho scelto io Luciano al posto di Tudor. Ero convinto che fosse la persona giusta per riportare in alto la Juve e dopo 7 mesi ne sono ancora convinto al 100%. Per questo ho insistito che lui prolungasse il contratto”.

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  • "YILDIZ MI HA DETTO CHE LA JUVE E' IL SUO AMORE"

    "Vendere Yildiz? No. Yildiz resta. Kenan è il presente e il futuro della Juve, il vice capitano, è importantissimo per noi. Mi ha detto che la Juve è il suo amore, me lo ha detto dopo la sconfitta con la Fiorentina, ha voglia di lottare per questa maglia e riportare la Juve in alto".

  • LA SITUAZIONE ECONOMICA DELLA JUVE

    "Non ci sarà bisogno di ricapitalizzazione. Dovremo rispettare i parametri Uefa, ma possiamo comunque operare con serenità. Nella prossima stagione o al massimo in quella 2027/28 raggiungeremo il pareggio di bilancio".

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  • GLI ALGORITMI

    “Gli algoritmi funzionano, li usano società vincenti, ma non sono l’unico metodo di valutazione. E’ un metodo per filtrare e velocizzare le scelte, in modo anche più economico, risparmiando risorse. Ci aiutano anche a valutare un calciatore dal punto di vista caratteriale. Perché per giocare alla Juve bisogna essere capaci di reggere le pressioni. Anche Spalletti è interessato a questo aspetto, perché personalità e carattere dei giocatori sono importantissimi”.

  • "PERICOLOSO PARLARE DI SCUDETTO"

    “Il nostro obiettivo è di costruire una Juve di nuovo vincente. Certo non si dovranno aspettare 3 o 5 anni, ma non posso dare garanzie per la prossima stagione. Ci sono troppe variabili. L’Europa League sarà un obiettivo importante, l’ultima volta siamo arrivati in semifinale, vogliamo fare meglio. Per lo scudetto è più complicato. La prossima sarà una stagione competitiva, saremo ambiziosi, ma parlare di scudetto è pericoloso”.

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  • IL FUTURO DI VLAHOVIC

    "Su Vlahovic dico che vorremmo andare avanti, ma come non lo so. Dusan e suo padre, l'ultima volta che avevamo parlato, dicevano che avremmo parlato a fine stagione in base anche al raggiungimento della Champions. A Natale ci siamo chiusi in una stanza io e Dusan, lui mi ha garantito che non si sarebbe mosso nella finestra trasferimenti di gennaio e così è stato. Noi vorremmo continuare con il nostro centravanti, ma dipende da Dusan e da suo papà".


  • LA STAGIONE DI ZHEGROVA

    "Su Zhegrova, il club sapeva che poteva esserci frustrazione, ma abbiamo scelto di portarlo perché ha una capacità molto chiara: può creare qualcosa dal nulla. Può uscire da una situazione con il destro o con il sinistro, ha una qualità specifica che sia l'algoritmo sia lo scouting ci avevano mostrato. C'era un accordo chiaro con il giocatore, che conosceva il suo ruolo. Capisco la sua frustrazione. Mi ha detto: "Se avessi segnato quel gol, forse avrebbe cambiato la mia stagione e la mia carriera". Gli ho risposto: "Sì, è possibile, ma ora devi essere abbastanza forte mentalmente per reagire". Siamo felici del suo contributo e anche l'allenatore è felice del suo contributo".

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  • IL FLOP DI OPENDA

    "Il discorso su Openda è diverso. Dopo la partita contro il Monaco, intorno al 28 gennaio, in cui aveva iniziato dall'inizio, non ha mostrato molto. Qui torniamo al tema della personalità e della capacità di adattarsi. La lista dei club che volevano Openda la scorsa stagione, anche in Champions League, era molto lunga. So che è un giocatore che ha mercato. Abbiamo analizzato molto e abbiamo parlato con lui per capire che cosa non abbia funzionato".