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Tony D'AmicoGetty Images

Chi è Tony D'Amico, nuovo ds della Roma: il legame con Gasperini e il cambio di rotta dopo Massara

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SI volta pagina in casa Roma: dopo il divorzio con Ricky Massara, arrivato cinque giorni dopo il trionfo di Verona, è stato ufficializzato quest'oggi il nuovo direttore sportivo del club giallorosso.

Il nome era noto già da diverse settimane: a Roma arriva Tony D'Amico, che a sua volta ha appena lasciato l'Atalanta dopo quattro anni.

Dalla carriera da dirigente al legame con Gasperini: chi è D'Amico, perché la Roma ha scelto lui come erede di Massara e cosa cambierà nella stanza dei bottoni giallorossa.

  • LA COSTRUZIONE DEL VERONA

    A piazzare D'Amico sotto i riflettori è stato per primo il Verona. Il futuro dirigente giallorosso ha lavorato in Veneto prima come Responsabile Scouting, poi come direttore sportivo. La sua prima grande gioia è stata la promozione in Serie A del 2019, al termine della doppia finale playoff contro il Cittadella.

    Nel maggio del 2022, al momento di annunciarne l'arrivo a Bergamo, l'Atalanta definiva D'Amico "uno dei dirigenti emergenti che più si è messo in luce in questi ultimi anni".

    Originario della provincia di Pescara, 46 anni, D'Amico era reduce dalla costruzione di un Verona d'assalto: neopromosso nel 2019, e apparentemente destinato a un immediato ritorno in Serie B, l'Hellas aveva conquistato due noni e un decimo posto sotto la guida di Ivan Juric e Igor Tudor.

    Da Zaccagni a Simeone, da Pessina a Rrahmani: tanti gli elementi valorizzatisi in quel Verona, tanto da ricevere chiamate dalle grandi del nostro campionato.

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  • IL LEGAME CON GASPERINI

    Gasperini e D'Amico si sono conosciuti, e apprezzati a vicenda, proprio a Bergamo. Per tre anni fila l'Atalanta, reduce dall'ottavo posto del 2021/22 proprio sopra al Verona, si è qualificata in Europa sotto la guida del binomio ds-allenatore.

    Da Koopmeiners a Lookman, passando per Ederson, Retegui e tanti altri: anche qui sono tante le scommesse portate a Bergamo da D'Amico e trasformate in certezze da Gasperini.

    I risultati sul campo sono stati eccellenti: la Dea ha chiuso terza nello scorso campionato, ha sfiorato una Coppa Italia, vinto la storica Europa League di Dublino e sfidato il Real Madrid in Supercoppa Europea. Un ciclo che, forse, è difficilmente ripetibile.

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  • LO SCARSO FEELING CON MASSARA

    A differenza di quello tra Gasperini e D'Amico, il rapporto tra il tecnico e Massara non è mai decollato a Roma. Lo stesso Gasp lo ha sottolineato senza troppi giri di parole qualche settimana fa, confermando lo scarso feeling professionale tra i due.

    "Se siamo complementari? Questo non lo so. Ricky è una bravissima persona, ma posso dirvi che sotto l'aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un collante, un feeling. Ma sempre e solo riferito alla squadra. Non c'è mai stato niente di personale. Sempre nelle richieste professionali, mai personali. Se andrà via? Questo lo decide la società, non sono io a deciderlo".

    Più volte Gasperini si è lamentato di certe mancanze della rosa, a suo dire non colmate dalla dirigenza: prima tra tutte quella di un centravanti, lacuna poi colmata a gennaio con l'arrivo dello strepitoso Malen.

    "Non è che io non fossi contento delle operazioni del direttore sportivo, gli ho sempre lasciato grande libertà. Certi giocatori non li conoscevo. 'Li hai visti, ti piacciono? Prendili, è il tuo mestiere'. Non c'è mai stata una chiusura su nessuno. Da quando sono arrivato il primo giorno, ho sempre detto: 'Rinforziamoci davanti, perché questa è una squadra forte'. Non mi sembrava una cosa così straordinaria, un allenatore nuovo, che ha un modo diverso di giocare, e che fa una richiesta del genere. Su tutto il resto non ho mai messo veti. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Su quello ho sempre cercato di insistere. Poi non è che non sia stato fatto, ma quello era il punto focale della mia richiesta. Era una cosa così difficile da capire? Punto".

    Con l'addio di Claudio Ranieri e la qualificazione alla Champions League, la direzione della Roma è diventata chiara: sempre più poteri sono finiti nelle mani di Gasperini. E l'addio di Massara, da questo punto di vista, è diventato solo una questione di tempo.

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  • COME CAMBIA LA ROMA

    In attesa della riapertura della finestra estiva dei trasferimenti, a Roma è destinata a iniziare una nuova era di serenità. Specialmente nei rapporti tra Gasperini e chi gli orbita attorno, troppo speso intrisi di tensione da quando l'ex allenatore dell'Atalanta è arrivato nella Capitale.

    "Allenatore e direttore sportivo devono lavorare insieme, raccontarsi poche storie e parlarsi con sincerità - diceva ancora Gasperini qualche settimana fa - L'unico obiettivo deve essere il miglioramento della squadra, cercando le giuste caratteristiche per il tecnico parallelamente alla risorse del club. Per me sono ruoli vicini".

    Con D'Amico la missione è riuscita a Bergamo. Tra piazzamenti Champions, campioni portati in rosa e poi valorizzati e il trionfo di Dublino. Anche per questo la Roma ha scelto lui per raccogliere l'eredità di Massara.

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