Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Devin OzekGetty Images

Chi è Devin Ozek, possibile nuovo direttore sportivo del Milan: può essere l'erede di Tare

Pubblicità

Si entra nella settimana chiave per disegnare il nuovo Milan dopo il repulisti di 14 giorni fa ordinato da Gerry Cardinale. Questa è la speranza considera che il Diavolo ha già accumulato un considerevole ritardo rispetto alle concorrenti della nostra serie A. Arrivati all'8 luglio il Milan è ancora senza allenatore, CEO e senzauna figura che possa dare una direzione alla struttura sportiva, Direttore Sportivo e Tecnico.


Il fondo d'investimeto anglo americano, che detiene le quote di maggioranza del Milan, tramite agenzie di head hunters, sta valutando diversi profili e candidature. L'ultimo porta a un giovane direttore sportivo capce e già vincente nonostante sia solo un classe 1995:  Devin Ozek.

  • CHI E' OZEK

    Nato nel 1995 in Germania, Ozek è figlio di madre tedesca e padre turco, con un passato da calciatore nelle categorie inferiori tedesche e un ritiro precoce nel 2016 a 21 anni. 

    Nel 2017 inizia la carriera dirigenziale come scout e football career manager presso Rolfes & Elsasser, società legata a Simon Rolfes. Nel 2021 Ozek entra al Bayer Leverkusen come scout e poi come responsabile delle relazioni internazionali, fino al ruolo assunto nell’estate 2022 da assistente direttore al fianco del DS Simon Rolfes. 

    Ozek possiede licenza UEFA B e parla fluentemente turco, tedesco e inglese.

  • Pubblicità
  • IL MODELLO BAYER

    Nell’avventura al Bayer Leverkusen, Devin Ozek opera sotto Simon Rolfes, CEO per l’area sportiva. 

    In quel periodo lavora al fianco di Kim Falkenberg per quanto riguarda scouting e ricerca e si occupa di ciò che riguarda la pianificazione della prima squadra: l’individuazione dei profili necessari, le trattative in mercati specifici, la gestione dei prestiti e lo sviluppo delle relazioni internazionali 

    Tra i meriti di Ozek nei suoi quattro anni al Bayer c’è quello legato al mercato in uscita, come ha sottolineato lui stesso in un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio

    “Abbiamo lavorato molto per ottimizzare il meccanismo della cessione dei calciatori”, ricordando che “prima avevamo problemi nel vendere”, soprattutto nel piazzare i profili fuori dal progetto.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • L'ATTENZIONE PER L'ITALIA

    L’Italia, per Ozek, è “uno dei mercati più stimolanti” perché qui “il calciatore è ancora visto come una stella”. 

    "Ci si incontra molte volte prima di chiudere una trattativa” e la frase tipica è “Vieni a Milano e poi vediamo”, mentre in Germania “si preferiscono le call”; aggiunge che può accadere di ritrovarsi con “il triplo delle persone” attese e, senza appuntamenti fissati, anche “10 appuntamenti in un giorno”. 

    Ozek osserva inoltre che in Italia circolano “moltissime informazioni pubbliche” sui calciatori e che il giudizio sulla persona incide su quello delle prestazioni, e torna sul tema degli esuberi sostenendo che le squadre italiane hanno spesso difficoltà a liberarsene, nella sua valutazione riportata dall’intervista.

    Ozek ha avuto un ruolo nel processo di nomina di Alonso e in alcune operazioni di mercato, come quelle di Grimaldo e Boniface e alla cessione di Moussa Diaby all’Aston Villa.

    Su Granit Xhaka, Ozek definisce l’operazione un “grande colpo” firmato da Carro e Rolfes e parla di lavoro di squadra anche sulle trattative chiuse “in 36 ore”: Kossounou ceduto all’Atalanta e Mukiele preso dal PSG, con Ozek ha definito l’affare “in Italia” mentre Rolfes e Falkenberg chiudevano a Parigi nello stesso momento. E' stato sicuramente un pezzo fondamentale per la vittoria della Bundesliga con XabiAlonso alla guida: un'annata storica per il club tedesco, che ha vinto anche la CoppadiGermania e ha raggiunto la finale di EuropaLeague, poi persa contro l'Atalanta.

  • UNA STAGIONE AL FENERBAHCE

    La scorsa estate approda al Fenerbahce: il classe 1995 è stato definito “una delle stelle nascenti in chiave dirigenziale del calcio tedesco”, sottolineando il “ruolo fondamentale” ricoperto nella stagione del titolo di Bundesliga del Bayer 04 Leverkusen e nella crescita europea del club tedesco. 

    Nella sua prima finestra di mercato Ozek è riuscito a chiudere operazioni di rilievo in entrata come Edson Alvarez dal West Ham, Nelson Semedo dal WolverhamptonAkturkoglu dal Benfica, Dorgeles Nene dal Salisburgo, Ederson dal Manchester City, Marco Asensio dal PSG e Archie Brown dal Gent (quest’ultimo soffiato proprio al Milan in extremis). Ora, dopo una sola stagione, è libero sul mercato.

  • Pubblicità
    Pubblicità