L’Italia, per Ozek, è “uno dei mercati più stimolanti” perché qui “il calciatore è ancora visto come una stella”.
"Ci si incontra molte volte prima di chiudere una trattativa” e la frase tipica è “Vieni a Milano e poi vediamo”, mentre in Germania “si preferiscono le call”; aggiunge che può accadere di ritrovarsi con “il triplo delle persone” attese e, senza appuntamenti fissati, anche “10 appuntamenti in un giorno”.
Ozek osserva inoltre che in Italia circolano “moltissime informazioni pubbliche” sui calciatori e che il giudizio sulla persona incide su quello delle prestazioni, e torna sul tema degli esuberi sostenendo che le squadre italiane hanno spesso difficoltà a liberarsene, nella sua valutazione riportata dall’intervista.
Ozek ha avuto un ruolo nel processo di nomina di Alonso e in alcune operazioni di mercato, come quelle di Grimaldo e Boniface e alla cessione di Moussa Diaby all’Aston Villa.
Su Granit Xhaka, Ozek definisce l’operazione un “grande colpo” firmato da Carro e Rolfes e parla di lavoro di squadra anche sulle trattative chiuse “in 36 ore”: Kossounou ceduto all’Atalanta e Mukiele preso dal PSG, con Ozek ha definito l’affare “in Italia” mentre Rolfes e Falkenberg chiudevano a Parigi nello stesso momento. E' stato sicuramente un pezzo fondamentale per la vittoria della Bundesliga con XabiAlonso alla guida: un'annata storica per il club tedesco, che ha vinto anche la CoppadiGermania e ha raggiunto la finale di EuropaLeague, poi persa contro l'Atalanta.