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Danilho DoekhiGetty

Chi è Danilho Doekhi, il nuovo "indistruttibile" della Lazio: lo zio Winston Bogarde ha giocato nel Milan

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Dopo Alfonso Pedraza, ecco Danilo Doekhi. La nuova Lazio di Rino Gattuso comincia a prendere forma dopo alcuni addii piuttosto dolorosi. Rigorosamente a parametro zero.

28 anni compiuti alla fine di giugno, Doekhi arriva a Roma da svincolato dopo la conclusione dell'avventura con l'Union Berlino, la squadra in cui ha militato nelle ultime quattro stagioni giocando anche la Champions League. L'operazione è chiusa: dopo le visite mediche è arriva anche l'ufficialità del trasferimento.



Sostituto di Mario Gila, ufficializzato dal Milan negli scorsi giorni, ma anche di un Alessio Romagnoli che da tempo è in attesa di firmare con l'Al Sadd, Doekhi ha parecchio da raccontare. In diversi sensi e in diversi ambiti.


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  • LA CARRIERA

    Per quanto riguarda la carriera, intanto, Doekhi a un certo punto l'ha vissuta nel bel mezzo di un'illusione: quella di indossare la maglia dell'Ajax. Il club più celebre d'Olanda lo ha preso giovanissimo dall'Excelsior nel 2016, ma lo ha piazzato nella sua seconda squadra, lo Jong Ajax, senza dargli opportunità al piano di sopra.

    Doekhi si è così rimboccato le maniche, è ripartito dal Vitesse, ad Arnhem si è messo in mostra. E si è guadagnato una chiamata dalla Bundesliga: l'Union lo ha portato a Berlino nel 2022, facendogli firmare un contratto di quattro anni e consentendogli di operare lo step successivo.

    Nella Capitale, Doekhi ha giocato anche con Leonardo Bonucci nella prima parte del 2023/2024. Ed è sceso in campo anche in Champions League, sfidando pure il Napoli: c'era nella gara d'andata della fase a gironi di quell'edizione, non in quella di ritorno a causa di un infortunio.

    137 sono le presenze complessive di Doekhi con la maglia dell'Union, con un rendimento realizzativo da non disprezzare trattandosi di un centrale: 16 reti segnate. Addirittura 8 di queste proprio nell'ultima stagione, conclusa con l'addio a parametro zero: il difensore più prolifico d'Europa è stato lui.

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  • FBL-GER-BUNDESLIGA-UNION BERLIN-BAYERN MUNICHAFP

    CENTRALE GOLEADOR

    Ecco: alcuni goal sono stati piuttosto pesanti. Come i due che Doekhi ha collezionato contro il Bayern, poi super campione di Germania, lo scorso 8 novembre.

    Vero, l'Union alla fine non ha vinto: la partita è finita 2-2. Ma Doekhi ha battuto per due volte Neuer, portando in momentaneo vantaggio in entrambe le occasioni la propria squadra, favorito nel primo caso anche da un errore del portiere dei bavaresi e della Germania.

    Quel pareggio ha segnato soprattutto la fine della sensazionale striscia di successi ottenuti dal Bayern nell'inizio della stagione: fin lì la squadra di Kompany aveva sempre vinto in tutte le competizioni, 16 volte di fila, steccando parzialmente alla diciassettesima proprio per merito di Doekhi.

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  • INDISTRUTTIBILE

    Un'altra nota di merito di Doekhi è un'incredibile capacità di essere sempre in campo. E per "sempre" si intende davvero sempre.

    La riprova? Negli ultimi due campionati di Bundesliga, il nuovo giocatore della Lazio ha giocato tutti i minuti di tutte le partite: 3060 su 3060 sia nel 2024/25 che nel 2025/26.

    Nessun infortunio, nessun cartellino giallo, nessuna squalifica, nessun imprevisto: niente di niente. In Serie A sta arrivando una sorta di indistruttibile.

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  • BogardeGetty Images

    LO ZIO È WINSTON BOGARDE

    Doekhi ha un legame di parentela che riporta alla Serie A di un'altra epoca. Ve lo ricordate Winston Bogarde? I più giovani magari no, i millennials che seguivano il campionato alla fine degli anni novanta certamente sì.

    Bene: Bogarde è lo zio di Doekhi. Lui stesso ha militato nel nostro torneo, anche se per una sola e disastrosa stagione: quel 1997/98 che ha visto il suo Milan chiudere al decimo posto con una clamorosa contestazione finale di San Siro, e il jolly olandese (terzino sinistro o centrale) venire additato come uno dei peggiori acquisti della storia rossonera.

    E dire che Bogarde si era messo in luce nello splendido Ajax di Louis van Gaal, quello che a metà degli anni novanta dava lezioni di calcio in tutta Europa. Ad Amsterdam aveva vinto una Champions League, ne aveva sfiorata un'altra (ko contro la Juventus), più una semifinale. A Milano, invece, buio totale. Tanto da essere ceduto al Barcellona, che non era il Barcellona odierno, e chiudere la carriera al Chelsea (idem).

    Oggi Bogarde è il vice allenatore del Suriname. Ma nel 2017/18 è stato l'allenatore proprio del nipote Danilho nello Jong Ajax. Non solo: il figlio di Winston, Lamare, gioca nella prima squadra dell'Aston Villa.

    "Siamo sempre rimasti in contatto, ogni giorno - ha detto qualche tempo fa Doekhi dello zio - Si impara parecchio dalla sua esperienza. Sono ancora in contatto con lui".

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  • IL SURINAME, LA FIFA, IL TAS

    A proposito di Suriname: Doekhi, che a livello giovanile è stato più volte convocato dalle varie selezioni olandesi e che nel 2021 ha giocato gli Europei Under 21 con i giovani Oranje, sperava di cambiare nazionale. Ma la sua richiesta, nonostante le origini surinamesi, è stata bocciata dalla FIFA negli scorsi mesi.

    La Federazione del Suriname si è appellata al TAS contro la decisione proveniente da Zurigo, presa in quanto, al momento dell'ultima presenza con l'Under 21 olandese, Doekhi non sarebbe stato ancora in possesso del nuovo passaporto. Ma si è vista dare torto anche dal Tribunale.

    "Non è chiaro perché a Doekhi non sia stato permesso di cambiare federazione, mentre a Maarten Paes sì", ha dichiarato una fonte a ESPN richiamando il caso del portiere, in campo assieme a Doekhi nella stessa partita con l'Under 21 dell'Olanda e successivamente abilitato a difendere i pali dell'Indonesia.

    La speranza di Doekhi, chiuso nell'Olanda da Van Dijk e compagnia, era raggiungere Bogarde e tentare la scalata ai Mondiali. Ma il Suriname in Nord America non ci è andato lo stesso: ha perso 2-1 contro la Bolivia i playoff intercontinentali, dando addio a ogni sogno di gloria.