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Manu Kone RomaGetty Images

Il caos Manu Koné-Chelsea: perché la Roma stava per cederlo, Gasperini si è opposto

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Manu Koné, alla fine, non dovrebbe più muoversi da Roma. Però stava per fare le valigie proprio nelle ultimissime ore del mercato estivo. Il suo destino, prima di un clamoroso dietrofront, doveva essere il Chelsea.

La Roma, reduce dall'ebbrezza del 4-0 di Lecce che a sua volta seguiva l'altro 4-0 contro la Fiorentina, stava dunque per lasciar partire uno dei propri elementi chiave. Smorzando parzialmente l'entusiasmo della piazza per le due goleade. Ma così a meno di sorprese non sarà, in quanto Gian Piero Gasperini si è opposto, trattenendo il francese nella Capitale.

L'operazione con il Chelsea è ora a forte rischio ma inizialmente era avanzata, secondo Sky Sport: alla Roma sarebbe dovuta andare una sessantina circa di milioni di euro più il prestito di Jamie Bynoe-Gittens. Quest'ultimo affare, per la cronaca, rimane ancora in piedi.

Ma perché la Roma stava per cedere Koné al Chelsea proprio all'ultimo giorno di mercato, prima dell'intervento di Gasperini? I motivi di un'operazione imbastita e poi a fortissimo rischio nulla di fatto.


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  • GASPERINI LO AVEVA GIÀ BLINDATO

    Lo stesso Gasperini, a precisa domanda durante la conferenza stampa post partita di Lecce-Roma, aveva blindato senza troppi giri di parole Koné escludendone una cessione.

    "Koné via? Assolutamente no, è una cosa mediatica, a me non ha mai parlato nessuno di uscite, né di Koné né di altri. Soprattutto in questo momento, a 24 ore dalla chiusura del mercato. So anche che la proprietà non è d’accordo con delle vendite. Poi non so chi si è presentato, perché anche lì di offerte ufficiali non ne abbiamo mai ricevute quindi anche questa è da smentire".

    Come rivelato da Sky Sport, proprio Gasperini alla fine si è opposto alla cessione una volta venuto a conoscenza della trattativa avanzata con il Chelsea.

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  • UN'OFFERTA IRRINUNCIABILE

    Lato Roma, si parte proprio da qui: dall'offerta del Chelsea. Imprevista, se vogliamo, visto che nessuno si sarebbe atteso una simile offensiva all'ultimo giorno. E soprattutto irrinunciabile.

    60 milioni di euro sono una somma che avrebbe permesso al club giallorosso di rientrare dalle spese operate negli scorsi mesi: quella per Mora, per Molina, per Castro e non solo.

    Koné, per la cronaca, è stato acquistato dalla Roma alla fine di agosto 2024 per una cifra ben inferiore rispetto a quella messa sul tavolo dal Chelsea: 15 milioni di euro al Borussia Monchengladbach per un prestito con obbligo di riscatto.

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  • I PALETTI DEL FAIR PLAY FINANZIARIO

    La cessione di Koné sarebbe stata inevitabilmente legata anche ai paletti del Fair Play Finanziario che nelle ultime sessioni di mercato hanno condizionato, e non di poco, le operazioni in entrata e in uscita della Roma.

    I giallorossi non hanno ceduto nessuno entro il 30 giugno, come sembrava certo. Ma un addio pesante non è mai stato completamente escluso. Solo che il nome più caldo sembrava essere quello di Matias Soulé, non tanto quello di Koné, pilastro del centrocampo di Gasperini.

    "Il Fair Play Finanziario è limitante - diceva l'allenatore qualche settimana fa - forse la Roma è l'unica società in Italia che paga questa situazione che nasce da un pregresso di cui non siamo responsabili. Però è così e dobbiamo guardare avanti cercando comunque di migliorare la rosa. Poi abbiamo una cosa che altri non hanno, la passione, su questo giochiamo molto e possiamo fare delle buone cose lo stesso. Sono soddisfatto anche dell'atteggiamento di Dybala, Pellegrini, Cristante, che si sono ridotti molti i contratti".

    "Una volta raggiunta la Champions pensavamo si fossero risolte le questioni di bilancio - proseguiva Gasperini - All'inizio avevamo una visione diversa ma poi abbiamo dovuto cambiare strada. Ma siamo abituati a guardare avanti, in relazione alle possibilità siamo soddisfatti. Lo saremo ancora di più tra 10 giorni, spero lo sia anche la proprietà".

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  • DAL PUNTO DI VISTA TECNICO...

    Se dal punto di vista economico-finanziario la cessione di Koné al Chelsea avrebbe avuto evidentemente un senso, dal punto di vista qualitativo è ovvio come la Roma avrebbe perso tantissimo in mezzo al campo.

    Il centrocampista francese, convocato anche per i Mondiali dalla propria Nazionale, è da due anni uno dei migliori elementi della rosa. Con i suoi inserimenti, con il suo posizionamento, con la sua qualità palla al piede e nello scambio con i compagni. Anche a Lecce lo ha dimostrato, così come era già accaduto contro la Fiorentina.

    Se la cessione al Chelsea si fosse concretizzata, il suo sostituto avrebbe avuto il compito di non farlo rimpiangere. Che si trattasse del milanista Fofana, o di Hojbjerg, o di Mandela Keita. Non sarebbe stato semplice. Per nulla.

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