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MIKEL ARTETA PSGGetty Images

Arteta e una finale di Champions League da ex: quando giovanissimo vestì la maglia del PSG

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Di partite importanti, nel corso della sua carriera prima da calciatore e poi da allenatore, Mikel Arteta ne ha già vissute moltissime, ma nulla si avvicina lontanamente a quella che vedrà il suo Arsenal opposto in serata al PSG.

Sì perché i Gunners, nell'ultimo atto della Champions League in programma a Budapest, andranno a caccia del loro primo, storico titolo di campioni d'Europa.

Il tecnico spagnolo si appresta a vivere una serata che potrebbe trascinarlo nella storia dell'Arsenal e non solo, e lo farà tra l'altro da ex.

Quando infatti era ancora giovanissimo, ha vissuto un'esperienza proprio al Paris Saint-Germain che poi si è rivelata decisiva per la sua carriera da calciatore.

  • Mikel Arteta PSGGetty

    L'APPRODO AL PSG

    Mikel Arteta è nato e cresciuto calcisticamente nel mitico settore giovanile del Barcellona, ma non ha mai avuto modo di esordire in prima squadra in partite ufficiali.

    Dopo essersi imposto come uno dei talenti più importanti della Masia ed essersi spinto fino a diventare uno dei punti di riferimento del Barcellona B, a diciotto anni ha corso il rischio di vedere la sua ascesa definitivamente bloccata da una concorrenza fortissima.

    Nell'estate del 2001, infatti, il centrocampo del Barça comprendeva elementi del calibro di Luis Enrique (l'attuale tecnico del PSG che affronterà in finale di Champions League), Cocu, De La Peña, Litmanen, Guardiola, Gerard, Zenden, il nuovo arrivato Petit e c'erano inoltre i giovanissimi Iniesta e Xavi in rampa di lancio.

    Arteta, che si era trasferito da San Sebastian a Barcellona all'età di 15 anni, si è trovato di fronte ad una sorta di vicolo cieco che lo ha costretto a cambiare squadra.

    È stato dunque in questo momento che la sua strada e quella del PSG si sono incrociate per la prima volta: il club transalpino ha infatti deciso di prenderlo in prestito dal club blaugrana, dandogli per la prima volta la possibilità di ritagliarsi il suo spazio in prima squadra.


  • UN PALLINO DI LUIS FERNANDEZ

    A puntare con forza sul giovanissimo Arteta era stato Luis Fernandez, che aveva già provato un anno prima a portarlo nella sua rosa quando era alla guida dell'Athletic Bilbao.

    Il tecnico aveva individuato in lui le doti per guidare il centrocampo della compagine transalpina e per inventare per colui che era il giocatore più forte e importante della rosa: Okocha.

    "Luis Fernandez è stato colui che ha creduto in me. Io avevo bisogno di qualcuno che mi desse una possibilità e di essere circondato dalle persone giuste. Sono stato protetto come un figlio e mi sono ritrovato nell'ambiente che mi ha consentito di dimostrare di cosa ero capace".

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  • Mauricio Pochettino PSGGetty

    SOTTO L'ALA PROTETTIVA DI POCHETTINO

    Fondamentale per Arteta sarà un compagno di squadra poi destinato a diventare a sua volta un allenatore di caratura mondiale: Mauricio Pochettino.

    Arrivato in quella stessa sessione di mercato dall'Espanyol per 20 milioni di euro, l'argentino, anche per una questione prettamente linguistica, lo ha subito messo sotto la sua ala protettiva.

    "Non gli piace che lo dica - ha svelato anni dopo Arteta - ma Pochettino per me è stato come un padre. Mi ha protetto, dato consigli incredibili e mi ha ispirato. Ho imparato tantissimo da quel periodo trascorso insieme".

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  • I DICIOTTO MESI DI PARIGI

    Approdato al PSG nel gennaio del 2001, Arteta è rimasto all'ombra della Torre Eiffel diciotto mesi.

    Un periodo di tempo non lunghissimo, ma che gli è servito per imporsi per la prima volta ad alti livelli e per giocare al fianco di stelle di caratura mondiale come Okocha, Pochettino, Heinze, Anelka e soprattutto un giovanissimo Ronaldinho alla sua prima esperienza europea.

    Arteta, che non ha mai vestito la maglia della Nazionale maggiore spagnola, ma che è comunque ricordato come uno dei più forti centrocampisti della sua generazione, non tornerà più al Barcellona e anzi proseguirà la sua carriera tra Rangers, Real Sociedad, Everton e Arsenal prima di appendere gli scarpini al chiodo nel 2016.

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