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Andrea Carnevale interviewUdinese Calcio

Il dramma di Andrea Carnevale: "Papà uccise mamma, dissi al maresciallo: ecco il sangue che volevi"

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Dalla tragedia familiare alle notti magiche con Baggio e Schillaci, dallo scudetto con Maradona alla squalifica per doping e l'arresto per cocaina (assolto in entrambe le circostanze), fino al rapporto con l'ex moglie Paola Perego.

Andrea Carnevale, 63 anni, oggi capo scouting dell'Udinese da più di 10 anni, si racconta in una lunga intervista a Repubblica: "Da bambino sono stato un uomo, da grande sono stato un bambino e ho pagato tutte le mie ingenuità".

La famiglia Pozzo si fida di lui: a Udine ha portato giocatori del calibro di Handanovic, Sanchez, Cuadrado, Inler, Quagliarella, Allan. Samardzic, Beto, Udogie e Bijol gli ultimi. Un successo incredibile dato dalla sua grande conoscenza del calcio, in una vita che però non è stata affatto facile per lui.

Suo padre, Gaetano, uccise la moglie Filomena, da cui aveva avuto 7 figli, mentre lei lavava i panni nel fiume che sfocia nel lago di Fondi, prima di suicidarsi anni dopo in un manicomio. Andrea aveva 13 anni.

  • "PAPÀ UCCISE MAMMA, MA IO NON SONO MORTO"

    “Mi ricordo di quando, in paese, parlavamo con i carabinieri di quello che succedeva a casa e ci dicevano: ‘Se non vediamo il sangue…'. Cosa potevo, cosa potevamo fare? Poi, quel giorno, il fiume si è colorato di rosso. Ho detto al maresciallo: ‘Ora vedi il sangue che volevi’. Ma non sono morto. Non sono morto. Ho fatto la mia vita."

    Fino a giocare un Mondiale con la maglia azzurra.

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  • Andrea CarnevaleGetty Images

    "UN VAFFA MI È COSTATO IL MONDIALE"

    "Biscardi fece rivedere le immagini di quella telecamera puntata su di me e Vicini mi chiamò: ‘Andrea, ma che mi hai mandato affanculo?’. Io mi scusai, gli spiegai che era solo un’imprecazione ma dalla partita successiva mi lasciò in tribuna, fino alla fine del Mondiale."

    Al suo posto giocò Schillaci con Vialli, l'Italia arrivò terza. Era l'estate immediatamente successiva al secondo Scudetto di Carnevale vinto con il Napoli di Maradona.

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  • diego maradona napoli 1987

    "DIEGO ERA IMMENSO"

    "Lo vedevo ogni giorno e ogni volta avevo la tremarella, perché Diego era immenso, una personalità emozionante, ero e sono fiero di averlo conosciuto. Quando arrivava lui, si fermavano gli aeroporti, gli alberghi, gli stadi. Lo marcavano in tre ma noi con lui partivamo sempre dall’1-0."

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  • LA SQUALIFICA PER DOPING: "MI PERQUISIRONO CASA"

    Dopo il Mondiale, Carnevale andò alla Roma e fu squalificato per doping.

    "Fu colpa mia – racconta Dalla Federazione mi rassicurarono: ‘Prenderai uno o due mesi di squalifica’, anche perché la quantità era irrisoria, zero virgola. Invece mi diedero un anno, una mazzata. Mi perquisirono casa, ci fu il processo penale. Ricordo che il pm disse: ‘Abbiamo trovato nella sua abitazione questo prodotto’. E il giudice: ‘Ah, quelle vitamine le prendo anche io’. Fui assolto”.

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  • L'ARRESTO PER SPACCIO DI COCAINA: "COLPA DI UNA TELEFONATA"

    Risale al 2003, invece, l'accusa di spaccio di cocaina:

    "Una telefonata che non dovevo fare, un millantatore che mi accusò, la mia solita ingenuità. Ma figuriamoci se mi mettevo a spacciare droga. Un periodo tremendo: un mese ai domiciliari, anni di processi. Volevo liberarmi e dissi al mio avvocato: ‘Perché non patteggiamo?’. ‘No, caro Andrea, non hai fatto niente, devi uscire innocente dal tribunale’. Aveva ragione: fui assolto".

  • Andrea Carnevale Udinese GFXGOAL

    "I POZZO LA MIA SALVEZZA"

    "Devo ringraziare la famiglia Pozzo, che in un momento di grande dolore mi ha chiamato e mi ha voluto all’Udinese: la mia salvezza, una gioia che forse non si può comprendere. È stato come rinascere, perché mi ero perso e avevo perso una moglie e i miei due figli”.

    I figli sono Giulia, classe 1992, e Riccardo, 1996, avuti dalla ex moglie Paola Perego. Oggi Carnevale è felicemente sposato di nuovo e ha avuto un terzo figlio, nato nel 2002, dalla seconda moglie.

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  • "GIOCAVO PER LA FAME"

    "Non ho più niente di quando ero calciatore. Regalavo tutto per il sorriso di un bambino. Ora ho una maglia dell’ultimo scudetto del Napoli, me l’ha data Zielinski, che abbiamo portato in Italia a 16 anni. Ma non ha la cazzimma di Carnevale. Nella vita sono stato un cogl*one, in campo ero un bastardo, calcisticamente parlando. Io giocavo per la fame, per il piatto della sera. Oggi i ragazzi, i genitori, i procuratori a cosa guardano? Ai soldi. Fanno i loro interessi, ci mancherebbe, ma se giochi per fame è un’altra cosa”.

  • Simone Pafundi Udinese 2023-2024Getty Images

    "PAFUNDI? DEVE SOLO AVERE PAZIENZA"

    "Handanovic andai a vederlo in una partita in cui subì tre gol, non giocò neanche benissimo ma capii il potenziale. Eravamo tre osservatori, al campo: lo feci prendere all’Udinese per 40.000 euro. Nel 2023 abbiamo avuto due campioni d’Italia, Zielinski e Meret, e due campioni del mondo, De Paul e Molina". Un talento per il futuro? Simone Pafundi: "Deve solo avere pazienza e ascoltare i consigli di chi gli vuole bene".

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