Samuele Inacio piangeva già quando l’allenatore del Borussia Dortmund, Niko Kovac, è entrato nello spogliatoio. Nonostante la vittoria all’esordio in Bundesliga contro l’Amburgo, il diciottenne talento italiano era inconsolabile.
Con due goal di vantaggio a 15 minuti dalla fine, Kovac lo ha fatto entrare al posto di Karetsas, neo acquisto estivo. Tre minuti dopo Inacio è stato espulso: un intervento in scivolata fuori tempo gli ha fatto colpire con i tacchetti la caviglia di un avversario, Gronbaek, e l’arbitro ha subito estratto il cartellino rosso.
Un momento devastante che molti hanno attribuito all’inesperienza. Ma Inacio ha peggiorato le cose: con le telecamere puntate su di lui, ha preso una bottiglia d’acqua lanciandola contro lo stemma del Dortmund in fondo al tunnel; ha mancato il bersaglio, l'ha raccolta e ci ha riprovato.
Dopo il fischio finale, Lothar Matthäus ha criticato il ragazzo, ma il capitano del Dortmund Walter Anton lo ha difeso in diretta su Sky. Anche Kovac lo ha protetto, attribuendo l’espulsione all’emozione. E invece di punirlo, lo ha schierato titolare pochi giorni dopo contro l’HEBC (quinta divisione) in Coppa di Germania: due goal rapidi nel 5-0 hanno confermato la fiducia dell’allenatore.
La sua prova aveva fatto pensare che, scontate le due giornate di squalifica in Bundesliga, Inacio avrebbe continuato a giocare con la prima squadra, ma così non è stato. Salvo un’ora opaca nella gara persa in Champions contro il Bodo/Glimt, Samuele è rimasto in panchina, giocando solo con le riserve.
Un netto contrasto rispetto all’ottima impressione lasciata alla fine della stagione scorsa: titolare in quattro delle sette presenze in Bundesliga dopo aver brillato con l’Under 19, il figlio d'arte sembrava adattarsi bene al pressing di Kovac ed era stato convocato da Mancini in Nazionale.
GOAL analizza dunque le potenzialità e momento di Inacio, da tempo considerato una delle migliori promesse del calcio italiano.







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