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Conte only man who can whip Man Utd into shape_1-1.jpgGetty/GOAL

Perché Antonio Conte è l'unico allenatore possibile per risolvere la crisi del Manchester United

James Westwood
Tradotto da
  • Michael Carrick potrebbe avere ormai i giorni contati, nonostante gli sia stata ribadita la fiducia. Il Manchester United ha messo assieme il peggior avvio di stagione dal 1986: una sola vittoria in otto gare e un solo punto sopra la zona retrocessione in Premier League.

    L’era post-Ferguson ha già visto momenti bui, ma l’umiliante 4-1 contro il Como all’esordio in Champions e il 3-0 interno col Bournemouth hanno spinto il club a toccare il fondo. Carrick resterà in panchina per la trasferta di sabato contro il Chelsea, ma servirebbe un miracolo: una parte dello spogliatoio ha già gettato la spugna e si è rivoltata contro di lui.

    È successo anche a Ruben Amorim, Erik ten Hag, Ralf Rangnick, Ole Gunnar Solskjaer, José Mourinho, Louis van Gaal e David Moyes: da oltre un decennio il potere dei giocatori prevale per l’inettitudine del settore sportivo, che ha approvato acquisti senza la qualità e la mentalità necessarie per uno dei club più grandi al mondo.

    Carrick può dire di essere stato deluso da un consiglio di amministrazione che gli ha concesso solo 155 milioni di sterline per quella che è forse la riorganizzazione del centrocampo più deludente di tutti i tempi. Il regime INEOS e la famiglia Glazer lo hanno prima trattato come un traghettatore, poi gli hanno offerto un biennale per riportare lo United in Champions. È stato imperdonabile, e l’affetto dei tifosi dopo il match col Bournemouth dimostra che proprio lui ha meno colpe di tutti.

    Se i risultati non miglioreranno, la soluzione più semplice sarà esonerare l’allenatore. Finché i proprietari non verranno sostituiti, lo United resterà intrappolato in un circolo vizioso di fallimenti. Un cambio culturale è urgente: serve un vincitore seriale capace di rimettere in riga la squadra. E quel nome è Antonio Conte.

  • Un'occasione d'oro

    Antonio Conte Napoli
    Getty Images

    Conte ha parlato del proprio futuro, smentendo le voci che lo vorrebbero ai Red Devils e pretendendo il “pieno controllo” nel suo prossimo incarico.

    Sono passati cinque mesi dall’addio consensuale di Conte al Napoli: il tecnico salentino è libero e non costa commissioni. Lo United farebbe un errore a non contattarlo.

    È un’occasione d’oro che potrebbe non ripetersi, perché Conte otterrà presto e inevitabilmente un altro incarico di alto profilo. Al momento aspetta un’offerta che lo convinca, come ha chiarito la scorsa settimana respingendo le voci che lo volevano allo United.

    "Alla luce delle indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni da diversi organi di informazione, in Italia e all’estero - ha scritto su Instagram - ritengo opportuno intervenire per fare chiarezza. Il mio nome è stato accostato a numerosi club, ma al momento non vi è alcuna trattativa in fase avanzata.

    Dopo una splendida e vincente esperienza alla guida del Napoli, mi prenderò il tempo necessario per valutare come e quando tornare ad allenare. Sarà una scelta ponderata, che farò quando riterrò che vi siano le condizioni giuste.

    Ho letto di presunte richieste economiche e di pieni poteri che avrei già avanzato alle società citate, così come di riserve legate a quello che viene definito il mio un “carattere forte”. Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento poiché, allo stato attuale, non esistono elementi concreti sui quali basare simili valutazioni.

    Qualora si presentasse un’opportunità concreta, sarà il momento di confrontarsi con il club interessato e valutare insieme le condizioni di un eventuale accordo, nel rispetto delle reciproche esigenze e delle caratteristiche che contraddistinguono il mio lavoro di allenatore.

    Fino ad allora, ogni ipotesi sulle mie richieste e sul mio futuro professionale resta una supposizione e non può essere considerata come un fatto".

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  • Un curriculum eccellente

    Napoli v Cagliari - Serie A
    Getty Images Sport

    L'allenatore salentino ha ottenuto rapidi successi in quasi tutte le squadre che ha guidato.

    La sua dichiarazione sembra un messaggio cifrato: “Venite a prendermi”. Conte conosce la sua fama di tiranno intransigente e non vuole che ciò pesi contro di lui quando si libereranno ruoli importanti.

    Proprio per questo lo United dovrebbe ingaggiarlo. Perché non concedergli il pieno controllo? Da quando INEOS ha acquisito una quota di minoranza, Jason Wilcox e Omar Berrada hanno l’ultima parola sulle decisioni sportive e i risultati sono peggiorati.

    Conte sa esattamente cosa fa e il suo palmarès lo dimostra. È l’unico tecnico della Serie A ad aver vinto lo scudetto con tre club diversi, realizzando una tripletta alla Juventus prima di trionfare con Inter e Napoli; al Chelsea ha conquistato la Premier già alla prima stagione. Sia il Chelsea che il Napoli, peraltro, erano decimi in classifica prima del suo arrivo.

    L'ex ct ha inoltre portato Bari e Siena in Serie A e l’Italia ai quarti di finale a Euro 2016. L’unica vera macchia è la sua esperienza biennale al Tottenham, conclusasi in modo burrascoso, anche se, nella stagione d’esordio, aveva portato gli Spurs dal nono al quarto posto, impresa resa ancora più notevole dal fatto che aveva sostituito Nuno Espírito Santo solo a novembre.

    La sfida che lo attende allo United è molto simile: se il club vuole salvare la stagione, Conte è di gran lunga la scelta migliore.

  • "Come un sergente di polizia"

    Parma Calcio 1913 v SSC Napoli - Serie A
    Getty Images Sport

    Conte è un allenatore irascibile e esigente, e può urtare alcuni, ma lo United ha bisogno di questa leadership.

    Lo United e Conte faranno di tutto per evitare un addio esplosivo come quello al Tottenham. La sua posizione era diventata insostenibile dopo uno sfogo pubblico contro giocatori ed ex proprietari degli Spurs, in cui aveva concluso affermando che “possono cambiare l’allenatore, ma la situazione non può cambiare”.

    Come lui stesso ha dichiarato, le condizioni devono essere perfette. Conte non resta per più di due anni in un club dal 2014, perché non è facile lavorare con lui: o si fa a modo suo o niente. Il board dello United deve accettarlo fin dall’inizio.

    Ne varrebbe la pena per ciò che Conte apporta nello spogliatoio: tolleranza zero verso chi finge o crea disordini. "Parlo sempre di educazione e rispetto. Io li offro, ma li esigo - disse in un’intervista a Thierry Henry ai tempi del Chelsea - E se qualcuno non ha un buon atteggiamento in allenamento o non si comporta bene, preferisco eliminarlo".

    Per non finire “eliminati”, i giocatori devono dare il massimo. Il suo arrivo sarebbe una scossa per la rosa dello United, pigra e immatura. Chi segue la sua filosofia prospera, gli altri vengono messi da parte. Amorim ha provato lo stesso processo, ma non è riuscito a imporre lo stesso rispetto.

    "Con Conte non c'è solo la partita, ma tutto il giorno, in ogni allenamento. È come un sergente - spiegava anni fa Giorgio Chiellini - Alla fine dell’allenamento sei morto. Non stanco: morto. Ce la fai solo perché credi in quello che fa. Sei al 100 per cento con lui. Crea un’atmosfera in cui tutti si trasmettono energia a vicenda. Di sicuro è uno dei migliori in assoluto".

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  • "Noioso", ma efficace

    Pisa SC v SSC Napoli - Serie A
    Getty Images Sport

    L'approccio meticoloso di Conte richiede massima concentrazione e impegno costanti, essenziali per creare un'abitudine alla vittoria.

    L'ex United Ashley Young, a 35 anni, ha vissuto una delle sue migliori stagioni sotto Conte nel 2020/21, contribuendo in modo decisivo allo Scudetto dell'Inter. Tuttavia, ricorda i metodi dell'allenatore con meno entusiasmo rispetto a Chiellini.

    "È pazzo, proprio pazzo - ha dichiarato Young a Overlap Daily - A bordo campo è come Simeone: non smette mai di parlare. Gli allenamenti sono intensi, si corre tantissimo.

    Faceva un sacco di cose: le sessioni di allenamento erano per lo più 11 contro 11, a volte un po’ noiose. Le riunioni erano lunghe. E quando dico lunghe, intendo che se perdevamo una partita, potevamo entrare in sala riunioni e lui bloccava letteralmente tutto. E potevi restarci dentro per tre o quattro ore. Era come dire: “Dai, ora facciamo i seri”.

    Penso che questo sia uno dei motivi per cui non dura a lungo nelle varie squadre: perché non cerca di mettere alla prova mentalmente solo i giocatori, ma anche la dirigenza e i proprietari. La gente si stanca e pensa: “È ora che tu te ne vada”. Si parla molto delle statistiche di corsa del Manchester United: se non corrono e Antonio Conte arrivasse lì, sarebbe un disastro”.

    “Noioso” spesso vuol dire “coerente”: basta guardare l’Arsenal. Lo stile di gioco di Mikel Arteta è criticato da due anni, ma tutti conoscono il proprio ruolo e condividono la sua visione, e per questo i Gunners sono in corsa per il secondo titolo consecutivo. Lo United non ha più una routine quotidiana efficace dalla partenza di Ferguson.

    Se alcuni giocatori si infastidiscono, pazienza: il «disastro» colpirebbe solo chi non si allinea alla sua linea. Per troppo tempo lo United ha dato il massimo solo a tratti. La rosa è poco profonda ma ha qualità sufficiente per lottare per i primi quattro posti: è in gran parte la stessa squadra che, con Carrick, ha conquistato più punti di tutte nella seconda metà della scorsa stagione.

    Young non era un grande fan di Conte, ma seguiva le sue istruzioni alla lettera; altrimenti non sarebbe durato cinque minuti. Lo stesso timore può far alzare e mantenere gli standard allo United.

  • "Di gran lunga il migliore"

    Antonio Conte Pisa Napoli 17052026
    Getty Images

    Lo United sta valutando tre allenatori prima di Conte, ma nessuno è al suo livello.

    Conte non è il favorito per la panchina dello United se Carrick venisse esonerato. Il club valuta Eddie Howe, Julian Nagelsmann e Unai Emery.

    Howe, che ha lasciato il Newcastle a luglio, si dice “assolutamente disponibile” a sostituire Carrick. Per ingaggiarlo lo United dovrebbe pagare un indennizzo di diversi milioni di sterline, visto che il suo contratto a St James’ Park aveva ancora tre anni di validità. L’Aston Villa, invece, chiederebbe 20 milioni di sterline per liberare Emery.

    Ma vale la pena puntare su uno di loro? Howe ha interrotto un digiuno di 50 anni del Newcastle vincendo la Carabao Cup e portando la squadra in Champions League due volte, per poi retrocedere al settimo e al dodicesimo posto in Premier. Questo fa dubitare della sua capacità di risollevare lo United.

    Emery vanta maggiore esperienza: ha ottenuto risultati superiori alle aspettative con Aston Villa, Villarreal e Siviglia, vincendo cinque volte l'Europa League. Ai massimi livelli, però, non ha brillato: ha vinto solo la Ligue 1 col PSG, non è andato oltre gli ottavi di Champions e all’Arsenal è rimasto 18 mesi con appena il 49% di vittorie in Premier.

    Nagelsmann non costerebbe nulla, essendo stato esonerato dopo l’eliminazione della Germania ai sedicesimi dei Mondiali 2026, ma al Bayern ha vinto un solo trofeo importante e si è alienato diversi senatori con tattiche troppo complesse.

    Conte, invece, ha un curriculum più solido, come sottolinea Paul Scholes: "È il migliore in circolazione, superiore agli altri quattro. È irascibile, forse un po’ pazzo, ma tra gli allenatori di vertice è di gran lunga il migliore. Non mi interessa se è un incarico breve. Anche solo 18 mesi e un’altra lotta per il titolo sarebbero un successo. Più ci penso, più credo che Conte debba arrivare e mettere ordine”.

    Sembra irrealistico, ma in 18 mesi Conte avrebbe quattro sessioni di mercato per plasmare la rosa e gettare le basi di una rinascita. Ingaggiare un “pazzo” come Antonio è un rischio calcolato che lo United deve correre: non sarà piacevole, ma il 57enne salentino ha il coraggio delle proprie convinzioni e può ridare identità a un club smarrito.

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