Il Corinthians è uno dei club più grandi del Brasile: vanta 48 titoli importanti, tra cui sette campionati di Serie A, una Copa Libertadores e due Mondiali per club. Stelle come Ronaldo, Roberto Carlos, Carlos Tevez e Javier Mascherano hanno vestito la sua maglia. Si stima inoltre che abbia 35 milioni di tifosi, una cifra superiore all'intera popolazione di Paesi come Australia, Portogallo e Grecia.
Noto come «O Time do Povo» («la squadra del popolo») per le sue radici nella classe operaia, il Corinthians è profondamente legato alla cultura di San Paolo. La Neo Quimica Arena registra regolarmente il tutto esaurito, con 48.000 spettatori, per le partite casalinghe del Corinthians, e l'atmosfera può essere spettacolare. Negli ultimi anni, però, i tifosi non hanno avuto molto per cui esultare e ora il club è nel pieno di una crisi.
Con appena sette partite ancora da giocare nella stagione 2026 di Serie A, il Corinthians langue al 16° posto. È davanti alla zona retrocessione soltanto perché ha una vittoria in più dell'Internacional, 17°: nel calcio brasiliano, il numero di vittorie è il primo criterio di spareggio, prima della differenza reti. La squadra è anche in caduta libera, avendo perso tutte le ultime nove partite di campionato.
Fernando Diniz, ex commissario tecnico ad interim del Brasile, è stato esonerato dal Corinthians la scorsa settimana. Con una scelta del tutto sorprendente, il club si è poi affidato a Clarence Seedorf, il suo 20° allenatore nell'ultimo decennio. Seedorf è un'icona del calcio olandese e l'unico giocatore ad aver vinto la Champions League con tre club diversi, ma la sua carriera da allenatore non ha avuto neanche lontanamente lo stesso successo e manca dal calcio da sette anni.
È una mossa disperata da parte di un club vicino a toccare il fondo. Come si è arrivati a questo punto?







