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Kylian Mbappe China GFX HIC 1-1GOAL

Il caso Mbappé-Cina: cos'è successo, il meme del “dittatore”, le scuse del Real Madrid e il rischio di conseguenze pesantissime

Krishan Davis
Tradotto da
  • Un’osservazione apparentemente innocua su un meme virale ha portato Kylian Mbappé, il Real Madrid e la Liga al centro di un polverone diplomatico. In un breve video pubblicato sui social, Mbappé ha indirettamente definito l’ex leader cinese Mao Zedong un “dittatore”, scatenando un incidente internazionale.

    In apparenza può sembrare una reazione eccessiva, ma la gravità del commento si è riflessa nell’intransigenza cinese e nella difficile mediazione della Spagna, ancora senza esito. La tempesta non accenna a placarsi e potrebbe avere pesanti conseguenze sul calcio spagnolo.

  • Il potere del meme

    Kylian Mbappe Real Madrid 2026/27
    getty

    Mbappé si è messo nei guai per un commento apparentemente casuale su un video virale.

    Sul web circola da tempo uno meme ricorrente: il carattere autoritario di Mbappé viene ironizzato sovrapponendo il suo volto a immagini di Mao o Stalin, o creando con l’IA foto che lo mostrano in divisa militare.

    Thibaut Courtois ha rivelato che nello spogliatoio del Real Madrid questi meme sono considerati esilaranti, e durante i Mondiali è emerso che i compagni francesi di Mbappé lo chiamavano “Mobut”, come l’ex dittatore della Repubblica Democratica del Congo Mobutu Sese Seko. Lo stesso attaccante ha colto il lato divertente, ma i suoi commenti in un breve video poi cancellato lo hanno messo nei guai.

    Intervistato nel podcast francese “The Bridge” nell’aprile 2025, alla domanda su quale meme preferisse, Mbappé ha risposto: "Quando hanno fatto un video con un tizio – credo un dittatore cinese – e hanno messo la mia...». Ha fatto un gesto verso il proprio viso, prima che sullo schermo apparisse l’immagine del suo volto montato sul corpo di Mao. "Lo uso spesso con i miei amici", ha aggiunto sorridendo.

    Il ventisettenne ex PSG non ha nemmeno nominato Mao, ma la reazione negativa della Cina alla semplice allusione è stata immediata e intransigente.

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  • Reazione grave

    FBL-CHINA-ADVERTISING-POLITICS-MBAPPE
    AFP

    Tra le altre sanzioni, i canali social di Mbappé sono stati di fatto disattivati in Cina.

    Il video, riapparso sui social, ha suscitato un’accesa reazione da parte dei vertici cinesi. Il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha dichiarato: "Parole o azioni che feriscono il popolo cinese verranno respinte da tutta la società".

    Anche la Federcalcio cinese (CFA) ha preteso scuse, affermando che "gli atleti di fama internazionale devono rispettare rigorosi standard etici ed esprimere razionalmente la propria influenza pubblica".

    Mbappé è stato poi rapidamente abbandonato da tre sponsor cinesi: il principale produttore lattiero-caseario Mengniu, l’azienda di bevande Dongpeng – nelle cui pubblicità il capitano della Francia era stato protagonista durante i Mondiali estivi – e il produttore di formaggi Milkground. Mengniu e Dongpeng hanno diffuso dichiarazioni quasi identiche in cui condannano il commento, affermando di "opporsi fermamente" e di avere "tolleranza zero" per qualsiasi parola o azione che possa offendere il popolo cinese.

    Secondo il quotidiano di Shanghai The Paper, la tv di Stato CCTV ha sospeso la trasmissione delle partite di Mbappé e ogni pubblicità o contenuto video online. La Liga, che in estate ha firmato un accordo con la piattaforma statale Migu, domenica non manderà in onda Real Madrid-Racing Santander.

    Anche online sono scattate conseguenze: i nuovi utenti di Weibo, RedNote e Xiaohongshu non possono seguire Mbappé, il cui account è stato bloccato. Sponsor internazionali come Dior, Hublot e On, con cui Mbappé aveva firmato un contratto per le scarpe da calcio, hanno dovuto rimuovere i suoi contenuti dai propri profili cinesi.

  • Un retaggio complesso

    China Marks The 50th Anniversary Of Mao Zedong
    Getty Images News

    Mao Zedong è ancora considerato un grande leader in Cina, nonostante sia stato responsabile della morte di decine di milioni di persone

    L’eredità di Mao in Cina è complessa, ma fuori dal Paese è visto soprattutto come un dittatore. Padre fondatore della Repubblica Popolare Cinese, guidò il Paese dal 1949 al 1976, anno della sua morte a 82 anni.

    Durante il suo mandato come presidente del Partito Comunista Cinese (PCC), guidò un regime totalitario che causò la morte di decine di milioni di persone, molte delle quali perirono durante la Grande Carestia Cinese tra il 1959 e il 1961. Si ritiene comunemente che quella sia stata la carestia più letale della storia dell’umanità, con un bilancio stimato di fino a 55 milioni di vittime.

    La carestia fu causata dalla sua campagna di collettivizzazione agricola e industrializzazione, il "Grande Balzo in Avanti". Il suo regime represse gli oppositori politici, impose lavori forzati ed eseguì massacri per eliminare la classe capitalista e la cultura tradizionale.

    In Cina, però, molti lo ritengono responsabile della fine della guerra civile e di progressi in campo femminile e nell’istruzione, oltre che della forte riduzione della povertà che ha spianato la strada alla futura ascesa del Paese. Oggi molti, soprattutto tra gli anziani, lo considerano ancora un grande leader e il Partito Comunista Cinese difende tenacemente la sua eredità. In Cina si dice spesso che Mao aveva ragione al 70% e torto al 30%.

    In questo contesto, la reazione negativa al commento di Mbappé, vero o falso che sia, riflette il fatto che mancare di rispetto ai leader del Paese è ancora un tabù sociale e culturale, il che significa che qualsiasi marchio o atleta che intenda sfruttare il redditizio mercato cinese deve muoversi con estrema cautela.

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  • Scuse umilianti

    GFX Javier Tebas Florentino Perez
    Getty/GOAL

    Mbappé, il Real Madrid e la Liga, tramite il presidente Javier Tebas, hanno dovuto scusarsi per il commento.

    Per evitare danni economici a Mbappé, al Real Madrid e alla Liga, dalla Spagna sono arrivate scuse servili, con i funzionari più preoccupati dei soldi che della verità.

    "Il mio commento è stato inopportuno e ora capisco che abbia ferito molte persone in Cina e nelle comunità cinesi di tutto il mondo - ha dichiarato Mbappé tramite la sua holding Interconnected Ventures, in un comunicato tradotto in mandarino - Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Nutro profondo rispetto per il popolo cinese e la sua storia, e sono sinceramente dispiaciuto".

    Il suo club è intervenuto il giorno seguente, scrivendo: "Il Real Madrid desidera esprimere le proprie scuse al popolo cinese per qualsiasi disagio che possa essere stato causato dalle recenti dichiarazioni del nostro giocatore Kylian Mbappé. Il nostro club nutre profondo rispetto per la Cina, la sua storia, la sua cultura e i suoi cittadini, così come per i milioni di tifosi cinesi che provano affetto e ammirazione per il Real Madrid. Il Real Madrid desidera rafforzare i legami di amicizia che lo uniscono alla Cina e ai suoi cittadini".

    È la seconda volta in pochi mesi che il club entra in conflitto con le autorità cinesi: ad agosto un post sulle inondazioni in "Nepal e Tibet" era stato criticato dalla stampa locale, che ne aveva chiesto la modifica in "Xizang cinese" prima che venisse rimosso senza spiegazioni.

    Anche La Liga ha cercato di limitare i danni, affermando: "LALIGA si rammarica profondamente per l’offesa che i recenti commenti di Kylian Mbappé hanno causato ai tifosi cinesi. Tali commenti sono stati espressi a titolo personale e non rappresentano LALIGA. Nell’ambito della nostra responsabilità istituzionale, porgiamo le nostre scuse a nome di LALIGA e di tutti i suoi club".

    Il presidente Javier Tebas ha aggiunto: "Mi scuso con i tifosi cinesi per l’offesa. Rispetto la Cina e il suo popolo, che da anni sostiene il nostro calcio. Come presidente della Liga, lavorerò con club e giocatori per promuovere la consapevolezza culturale. Vogliamo coltivare questo rapporto attraverso i fatti e adotteremo misure concrete perché situazioni del genere non si ripetano".

    Tebas ha creato un’unità di crisi, ha incontrato l’ambasciatore cinese in Spagna, Yao Jing, e ha contattato il Real Madrid nonostante i rapporti tesi, dopo che il club aveva chiesto le sue dimissioni per aver paragonato la propria dirigenza a Joseph Goebbels. Secondo Reuters, il presidente della Liga avrebbe anche valutato di recarsi in Cina per placare le polemiche.

  • Gravi conseguenze

    Kylian Mbappe China
    Getty

    La vicenda sul commento di Mbappé non accenna a placarsi e potrebbe avere enormi conseguenze finanziarie.

    Non è chiaro se le scuse di Mbappé e l’iniziativa di Tebas basteranno a placare la crisi con la Cina. Mercoledì il portavoce Jiakun ha commentato: "Prendiamo sul serio le scuse presentate".

    Secondo il giornalista francese Romain Molina, la dichiarazione di Mbappé non ha placato le tensioni, ma è stata vista come un tentativo affannoso di proteggere i suoi interessi commerciali. Non aver menzionato Mao ha peggiorato le cose. Circolano video in cui tifosi cinesi bruciano le sue magliette e strappano manifesti pubblicitari.

    Mercoledì l’emittente statale China Media Group (CMG) ha respinto le spiegazioni di Mbappé, del Real Madrid e di Tebas, confermando che non trasmetterà le partite del capitano francese. Era già stato annunciato che la gara di Liga del Real Madrid di questo fine settimana non sarebbe andata in onda.

    "Riteniamo che le dichiarazioni oltraggiose di Mbappé abbiano offeso il popolo cinese, superato il limite e oltrepassato i confini della libertà di espressione - si legge in una nota del CMG - Mbappé è un giocatore del Real Madrid e il club ne ha una responsabilità significativa. Pertanto, non accettiamo la spiegazione del Real Madrid secondo cui Mbappé “non ha mai offeso intenzionalmente e ha affermato che i giocatori hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni personali”, né accettiamo l’atteggiamento del Real Madrid".

    Secondo Reuters, la tv di Stato cinese attende "ulteriori gesti di riconciliazione". La Liga ha annunciato un "protocollo di sensibilizzazione e comunicazione" con club e giocatori, temendo un pesante contraccolpo economico.

    Secondo gli ultimi dati finanziari della Liga, la massima serie spagnola ha incassato 1,58 miliardi di euro (1,32 miliardi di sterline/1,76 miliardi di dollari) dai diritti televisivi nella stagione 2024-25, il 40% dei quali (748 milioni di euro/626 milioni di sterline/995 milioni di dollari) proveniva dai mercati internazionali. Sebbene i ricavi specifici dalla Cina non siano stati resi noti, i mercati asiatici e statunitensi sono le due principali fonti di entrate estere per il campionato. Proprio quest’estate Tebas aveva affermato che "la Cina rimane un mercato strategico per la Liga".

    Per il Real Madrid, oltre al rischio di perdere parte del contratto sui diritti tv, secondo El Mundo il 10-15% dei ricavi internazionali dal merchandising arriva dalla Cina, dove la maglia di Mbappé è la più venduta. Il club detiene il 20% dei suoi diritti d’immagine.

    Al momento non è chiaro quanto questo incidente peserà su Mbappé. Secondo Forbes, il francese dovrebbe incassare 30 milioni di dollari (22,5 milioni di sterline) solo da sponsor, ma nessuna azienda cinese ha rivelato quanto lo paghi. A rischio anche il suo nuovo fornitore di scarpe, On, per cui la Cina è un mercato chiave: il titolo ha già perso valore.

    Senza una soluzione a breve termine, la crisi potrebbe pesare sul calcio spagnolo.

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