Meno di un minuto di gioco, nessun pallone toccato e un’espulsione rimediata. Può essere riassunto così il ‘Fla-Flu’ di Felipe Melo, match che si è giocato nella notte al Maracanà di Rio de Janeiro che che ha visto il suo Fluminense vincere, per la seconda volta consecutiva, la Taça Guanabara.
Il quarantenne ex centrocampista di Fiorentina, Juventus ed Inter, è stato gettato nella mischia dal suo allenatore, Fernando Diniz, all’88’ in sostituzione di German Cano, quando la sua squadra si era da poco portata in vantaggio sul 2-1 grazie ad una rete di Gabriel Pirani.
Un cambio dunque per garantire maggiore copertura al centrocampo, ma di fatto la gara di Felipe Melo è durata solo una manciata di secondi.
Poco dopo il suo ingresso in campo infatti, Gerson ha colpito Giovanni a terra con un calcio, provocando la reazione di tutti i giocatori del Fluminense. Ne è venuto fuori un parapiglia che ha visto protagonisti anche gli uomini della panchina e tra tutti, il più agitato è risultato essere proprio Felipe Melo che ha cercato il contatto fisico con più avversari e che è stato fermato solo da alcuni giocatori del Flamengo che l’hanno letteralmente placato.
Tornata alla calma la situazione, l’arbitro Rocha ha deciso di espellere un solo giocatore, Felipe Melo appunto, mentre ha solo ammonito Gerson, che è stato l’autore del fallo da cui è scaturito tutto.
“Quando io faccio qualsiasi cosa, esplode una bomba e la gente ci crede - ha spiegato Felipe Melo dopo il triplice fischio finale - Tutto questo problema è cominciato perché il giocatore del Flamengo ha scalciato quello del Fluminense. Sì, confesso che ho spinto il mio avversario, ma non ero da espulsione. Non l'ho aggredito. Credo che in una partita così importante com'è il Fla-Flu, e per la grandezza delle due squadre, il minimo è designare un arbitro preparato. Oltre alla VAR, che ha il potere di rivedere le decisioni”.




