La pesante sconfitta subita nella finale di Cardiff contro il Real Madrid, nonostante una stagione che grazie al sesto Scudetto e alla terza Coppa Italia di fila resta positiva, ha aperto il processo nei confronti della Juventus .
D'altronde è davvero difficile non chiedersi cosa sia successo sabato sera ai bianconeri, letteralmente irriconoscibili rispetto alla squadra che ha schiantato il Barcellona di Messi nei quarti di finale e ha eliminato senza troppi problemi la rivelazione Monaco in semifinale.
A guardare i dati, dopo un primo tempo giocato su buoni ritmi e di fatto alla pari col Real Madrid, il crollo della Juventus nella ripresa è coinciso con quello di Pjanic e Khedira che forse anche a causa di qualche problema fisico sono stati spazzati via da Casemiro, Kroos e soprattutto Modric .
Il centrocampista croato, fin troppo sottovalutato, ha infatti impressionato per quantità di palloni giocati (68), lanci smarcanti (6) ma anche in fase di recupero se si pensa che Modric ha guadagnato 8 palloni contro i due di Khedira.

La sensazione insomma è che la Juventus abbia perso la partita soprattutto in mezzo dove il Real Madrid ha dimostrato una qualità nettamente superiore in fase di palleggio, ma anche una migliore condizione fisica.
Il tutto senza gettare la croce addosso ai soli Pjanic (tra i migliori nel primo tempo) e Khedira dato che, nella notte di Cardiff, a venire meno è stata tutta la Juventus. Da Buffon a Higuain, da Barzagli a Dybala.
Ecco perchè forse, più che con ragioni tecnico-tattiche, la disfatta del 'Millenium Stadium' va spiegata con quel complesso di inferiorità che la Juventus avverte in Europa a causa delle tante, troppe, finali di Champions perse negli ultimi anni.
In tal senso basti pensare al crollo più psicologico che fisico accusato subito dopo il 2-1 di Casemiro quando nel giro di pochi minuti i bianconeri hanno incassato il terzo goal che ha chiuso definitivamente la partita. Un crollo irrazionale, come la 'sindrome Champions' della squadra più vincente d'Italia.









