Da perno del centrocampo di una delle squadre più forti di sempre a “tifoso frustrato dello United”. Paul Scholes si è ritirato nel 2013, ma la sua passione per il Manchester United non è mai passata. La ha raccontata in un’intervista concessa a ESPN, nella quale ha anche parlato dei problemi della sua adolescenza.
“Da giovane bevevo, ero sovrappeso e dovevo costantemente rimettermi in forma. Bevevo da giovedì a lunedì, anche nelle sere prima delle partite. Avevo bisogno di uscire da quell’ambiente, e ai miei amici stava bene”, ha raccontato l’ex centrocampista classe 1974, che ancora oggi è un tifoso dei Red Devils: “Vorrei andare a vedere le partite con i miei amici ed essere trattato come un tifoso normale, ma non credo sarebbe facile”.
Secondo Scholes il problema dello United di oggi non è legato esclusivamente alla panchina: “José (Mourinho, ndr) è ancora un ottimo allenatore, spero dimostri alla gente che è ancora uno dei migliori al mondo: è la sua sfida più difficile”. I problemi però in squadra non mancano e Scholes ha enfatizzato così il concetto: “Sembra che chiunque arrivi non faccia bene. Credo che in questa squadra anche Leo Messi, se ci giocasse, avrebbe dei problemi”.
L’inglese ha anche puntato il dito contro i due giocatori probabilmente più rappresentativi del club: “Non ho mai visto Alexis Sanchez come un giocatore da Manchester United. È egoista, gioca troppo per sé stesso, in più non credo fosse il giocatore di cui c’era bisogno. Pogba fa cose bellissime in campo, ma dopo cinque minuti commette un errore. Come se spegnesse il cervello”.
Secondo Scholes il problema dello United di oggi riguarda la mancanza di un giocatore di altissimo livello tra il centrocampo e l’attacco: “Non credo che a questa squadra manchi qualità, penso piuttosto manchino un paio di giocatori di classe mondiale. L’anno scorso lo United è arrivato al secondo posto grazie a De Gea, che quest’anno non è stato altrettanto bravo”.




