Quella che andrà in scena domenica alla Dacia Arena, sarà una partita che, per vari motivi, avrà un gusto del tutto particolare. Da una parte ci sarà infatti un’Udinese parsa rinvigorita nelle ultime settimane dalla ‘cura’ Oddo, dall’altra ci sarà un Benevento che, dopo aver fatto registrare una striscia record di 14 sconfitte consecutive in Serie A, nell’ultimo turno di campionato ha colto contro il Milan, il suo primo punto nella maniera più incredibile possibile: con un goal al 95’ siglato dal portiere Brignoli.
Quelle che si affronteranno quindi, saranno due compagini galvanizzate che si contenderanno punti che valgono nuove certezze. Se l’Udinese infatti punta ad allontanarsi ulteriormente da quel terzultimo posto adesso distante 5 lunghezze, il Benevento, forte delle recenti incoraggianti prestazioni, sogna quel colpo che potrebbe clamorosamente riaprire il discorso salvezza (cosa inimmaginabile, o quasi, fino a solo una settimana fa).
Tra coloro che saranno certamente protagonisti della sfida, anche due tecnici che hanno molto in comune, compreso un cammino in Serie A che sin qui non è stato propriamente dei più agevoli. Massimo Oddo e Roberto De Zerbi, sono considerati due tra i tecnici italiani di nuova generazione più promettenti, sin qui però hanno dovuto fare i conti più con domeniche deludenti che che domeniche gioiose. Ambedue sono alla seconda stagione da allenatori in massima Serie, hanno visto la scorsa annata culminare con un esonero e in questa sono subentrati ereditando situazioni non semplici.

Oddo, dopo una carriera da giocatore di primissimo livello (uno Scudetto, una Coppa Italia, un Champions League ed un Mondiale sono solo alcuni dei titoli nella sua bacheca), dopo aver lavorato nei settori giovanili di Genoa e Pescara, ha esordito proprio sulla panchina della compagine abruzzese (subentrando a quel Baroni sostituito a Benevento da De Zerbi) nel maggio del 2015 in Serie B. Dopo aver sfiorato la promozione al primo tentativo, c’è riuscito nel secondo, meritandosi una riconferma nella massima Serie. Ed è proprio in A che le cose sono iniziate a farsi complicate. Il suo Pescara non è riuscito a proporsi a buoni livelli ed anzi, dopo 24 partite costellate da 17 sconfitte, è arrivato un esonero non certo inaspettato.
Oddo in questa stagione è subentrato a fine novembre a Gigi Del Neri, ed il suo lavoro si è visto fin dalle prime battute. Ha lavorato sulla difesa, ha puntato fin da subito su un 3-5-1-1 (o 3-5-2) e dopo aver ben figurato al debutto contro il Napoli, si è tolto le prime soddisfazioni vedendo prima la sua squadra annientare il Perugia in Coppa Italia con un pirotecnico 8-3, e poi battere in trasferta il Crotone (0-3) mettendo in cascina fondamentali punti salvezza. Proprio quella ottenuta al Scida ha rappresentato per Oddo il primo successo in A dopo 7 ko di fila, il primo in assoluto sul campo (con il Pescara aveva vinto un match a tavolino contro il Sassuolo).

Storia analoga quella di Roberto De Zerbi, che in questa stagione non ha ancora vinto, ma che pareggiando con il Milan ha posto fine ad una serie di 9 sconfitte di fila. Messosi in mostra con il Foggia (squadra con la quale ha vinto una Coppa Italia di Lega Pro ed ha sfiorato una promozione in Serie B) il giovane tecnico bresciano fa di un gioco prettamente offensivo la sua peculiarità. Scelto da Maurizio Zamparini nel settembre del 2016 per guidare il Palermo, ha dovuto fare i conti con le enormi problematiche di una squadra non competitiva per un campionato come quello di Serie A.
La sua avventura in Sicilia, e di conseguenza la prima in A, si è chiusa dopo appena 12 partite (1 vittoria, 2 pareggi e 9 sconfitte) questo però non ha scoraggiato i suoi estimatori. Dopo essere stato ad un passo dalla panchina del Las Palmas, lo scorso 23 ottobre ha accettato la ‘sfida’ impossibile del Benevento. A lui il compito di condurre la compagine campana ad una salvezza che varrebbe un’impresa storica.
Giovani, bravi, abituati alle intemperie e pronti a meritarsi le luci della ribalta, Oddo e De Zerbi si affronteranno per la prima volta domenica da allenatori. Messa fine alle strisce di sconfitte con le quali hanno dovuto convivere per mesi, sono ora alla ricerca di quei punti che possa dare un senso diverso alla loro stagione.






