La rapina subita dopo la vittoria sul Liverpool è soltanto un lontano ricordo per Arkadiusz Milik. Lo ha
raccontato lui stesso nel programma televisivo ‘Prosto w Szczenę’, co-condotto anche dal suo connazionale e portiere della Juventus Wojciech Szczesny. Parlandone con serenità e con il sorriso.
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“Nessuno mi ha puntato una pistola alla testa, è bastato bussare al vetro dell’auto”, ha raccontato l’attaccante ex Ajax e Bayer Leverkusen, a cui è stato rubato l’orologio mentre era con la sua famiglia in auto per le strade di Napoli. “Era passata mezzanotte, ero con la mia famiglia e ho agito così. Probabilmente, fossi stato da solo, avrei fatto lo stesso”.
Che l’episodio sia ormai dimenticato lo testimonia anche il tono dell’intervista e le battute di Milik: “Adesso ho deciso di comprare un orologio giocattolo, tipo quelli di gomma che si possono mangiare”. La refurtiva non è ancora stata recuperata: “Ad Hamsik è accaduta la stessa cosa due volte: una volta gli è stato restituito tutto, nell’altra no. Diciamo che hai il 50% di possibilità”.
L’ironia non è stata però fino in fondo gradita a Milik, che ha raccontato un altro episodio: “Di tanto in tanto apro la posta di Instagram, dopo la rapina ce n’erano una decina in italiano che mi chiedevano che ore fossero. Mi sono sentito a disagio”.




