Specchio della nuova Juventus nata dopo Firenze. Allegri cambia modulo, opta per il 4-2-3-1 e chiede a Mario Mandzukic di 'riciclarsi' nell'insolita veste di tornante: il croato risponde affermativo e contro il Monaco viene ripagato nel modo migliore.
Lo spirito di sacrificio mostrato dal numero 17, passato dall'essere l'alternativa a Higuain a esterno sinistro offensivo fondamentale per il nuovo schema scelto da Max, è encomiabile ed apprezzato da addetti ai lavori e tifosi. Trovando nella notte dello 'Stadium' la ciliegina su una torta praticamente perfetta.
Il goal dell'1-0 rifilato ai francesi, che ha chiuso ogni velleità di rimonta di Falcao e soci, rappresenta il premio più giusto per un Mandzukic trasformatosi in pochi mesi da vice-Pipita in pilastro imprescindibile della Juve.
Super Mario lavora per la squadra facendosi in quattro lungo l'out mancino, ma senza perdere lucidità quando c'è da far male sotto porta: proprio ciò che l'ormai ex centravanti era consueto fare fino all'inatteso cambio di ruolo.
I goal in Champions in carriera su 45 presenze sono 15, non entrava nel tabellino marcatori della competizione da 6 match e in questo modo diventa il quinto croato a segnare in una semifinale dopo Boban, Olic, Prso e Spehar.
La sua rete ha spedito di fatto Madama a Cardiff con circa un'ora d'anticipo rispetto al fischio finale: già, finale, proprio quella che Mandzukic ha regalato alla Juventus e si è regalato. Quando il lavoro ripaga.




