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L'amarezza di Kakà: "Al Milan mi amavano, al Real Madrid no"

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Una carriera luminosa quella di Ricardo Kakà, i cui successi sono legati soprattutto al Milan, del quale il brasiliano è stato una bandiera osannata dai tifosi dal 2003 al 2009. Un sodalizio interrotto bruscamente quando nell'estate del 2009 accettò l'offerta del Real Madrid di José Mourinho.

Una nuova sfida che però non andò come Kakà auspicava. "Accettai la proposta dei Blancos - ha raccontato il brasiliano a 'UOL Esporte' - ma dopo il trasferimento ero completamente distrutto per non riuscire a dare quello che avevo dato in rossonero. Ero perso, smarrito. Quando dalla Spagna andavo in Italia ero il miglior calciatore del mondo e tutti mi amavano, ma quando facevo ritorno a Madrid tutti volevano che me ne andassi".

Una delle difficoltà maggiori incontrate da Kakà fu il rapporto con Mourinho... "Non è stato facile lavorare con lui - ha raccontato ancora Kakà - Quando sembrava che stesse per darmi un'opportunità non era così. Nella mia testa pensavo di potergli dimostrare chi ero, mi allenavo, lottavo, pregavo, facevo di tutto ma le soddisfazioni in campo non arrivavano. Quando andai via, però, mi scrisse un messaggio dicendomi che ero uno dei migliori professionisti che aveva allenato".

Nell'estate 2013 Kakà lasciò il Real Madrid, dopo quattro stagioni, una Liga, una Copa del Rey e una Supercoppa di Spagna, ma anche tanta delusione: tornò al Milan, in prestito per una stagione, prima di tornare in Brasile, al San Paolo, e quindi in MLS all'Orlando City dove ha chiuso la carriera nel 2017.

Proprio al Milan è anche legato il ricordo più brutto in carriera per Kakà... "La sconfitta peggiore in assoluto è stata la finale persa in Champions League con il Liverpool - ha spiegato - Una delle più dure e allo stesso tempo una delle più grandi lezioni che ho avuto dal calcio. Ho imparato che la vittoria non si può controllare".

Una ko che suscitò anche polemiche e critiche nei confronti della squadra rossonera... "Dopo quella sconfitta vennero fuori tante indiscrezioni - ha proseguito Kakà - Si diceva che noi festeggiavamo negli spogliatoi alla fine del primo tempo, ma era falso, impossibile per una squadra con l'esperienza del Milan. Eravamo una delle migliori squadre della storia che aveva una delle migliori difese di sempre, eppure prendemmo 3 goal in pochi minuti".

Il futuro di Kakà? Neanche lui al momento ha le idee ben chiare... "In questo momento non mi vedo né allenatore, né opinionista - ha spiegato - Forse preferirei fare il dirigente, ma è una decisione che devo maturare con il tempo".

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