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Massimiliano Allegri Juventus Atalanta Serie AGetty Images

Juventus-Milan, per i bianconeri il dubbio è legato al modulo: 4-3-1-2 o 3-5-2?

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Carte mischiate. Massimiliano Allegri, dall'alto di un organico duttile e di qualità, in termini di scelte può sbizzarrirsi. Tante soddisfazioni con il 3-5-2, recenti gioie affidandosi al 4-3-1-2, senza sottovalutare l'importanza del 4-3-3. Difficile, a livello europeo, trovare una rosa che possa vantare un'ampia scelta di tale calibro. E domani, alle prese con la possibilità di mettere le mani sul primo trofeo stagionale, il tecnico della Juventus proporrà l'assetto base valutando anche le caratteristiche dell'avversario.

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Il Milan, grazie al meticoloso operato di Vincenzo Montella, negli ultimi mesi sotto il profilo dell'identità è cresciuto vistosamente. L'ex mister, tra le altre squadre, della Sampdoria, in poco tempo è riuscito ad amalgamare oculatamente le abilità della sua rosa, trovando una buona continuità di rendimento e, parallelamente, successi prestigiosi. Il 22 ottobre, infatti, i rossoneri a 'San Siro' di misura sono riusciti a superare la Juventus grazie a una prodezza di Locatelli, ormai splendida realtà del calcio italiano.

Uno sconfitta che in casa bianconera ancora brucia e che, soprattutto, ha fatto scuola in vista dell'imminente impegno di Doha. Allegri scioglierà gli ultimi dubbi domani mattina, da valutare le condizioni di alcuni interpreti usciti acciaccati dal big match contro la Roma. L'idea di proporre il 4-3-1-2 c'è, sistema di gioco che valorizza le doti di una compagine preposta al calcio organizzato. Qualora dovesse vincere questo partito, dunque, grossi scossoni non dovrebbero andare in scena.

Buffon a difendere i pali, pacchetto arretrato formato da Lichtsteiner, Barzagli in vantaggio su Rugani, Chiellini e Alex Sandro. A centrocampo imprescindibile in cabina di regia Marchisio affiancato dai polmoni di Sturaro e dalle geometrie di Khedira. Pjanic ad agire dietro Higuain e il ballottaggio Dybala-Mandzukic.

L'alternativa, e non potrebbe essere altrimenti vista la storia recente, si chiama 3-5-2. E qui in ballo entrerebbero altre pedine come Rugani e Cuadrado. Insomma, dolci problemi di abbondanza per Allegri, il quale ha dovuto convivere parecchie settimane con l'infermeria particolarmente folta.

L'enigma, quindi, è quello rappresentato dal Dybala sì o no dall'inizio. L'attaccante argentino, rientrato a pieno regime solamente da poco tempo dopo l'infortunio rimediato proprio affrontando il Milan, potrebbe rivelarsi una pedina lungimirante a gara in corso. Anche perché, proprio come fatto notare dall'allenatore livornese in conferenza stampa, la partita potrebbe andare oltre i tempi regolamentari.

Difficile, per non dire impossibile, rinunciare a un Mandzukic in stato di grazia. Il bomber croato, sempre più nelle simpatie del popolo zebrato, nelle ultime uscite è apparso atleticamente pimpante e mentalmente preposto al sacrifico totale. Ingredienti che hanno spinto Allegri, giustappunto, a proporre le due torri in fase offensiva.

Lo 'Jassim Bin Hamad Stadium' chiama, la Juventus dovrà rispondere. “E' il primo trofeo che possiamo portare a casa – ha spiegato l'allenatore campione d'Italia – e vogliamo chiudere in bellezza, visto che gli obiettivi che ci eravamo prefissi i ragazzi sono stati molto bravi a raggiungerli”. Missione chiara: vietato rovinarsi il Natale.

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