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Maurizio Sarri Empoli Napoli Serie AGetty Images

Carli racconta Sarri: "Pazzo e testone, rischiammo di fare a cazzotti"

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L'approdo all'Empolinel 2012, ma la scintilla scoccò molto prima. Parola di Marcello Carli, che in quanto ad aneddoti e pensieri al miele su Maurizio Sarri si spreca.

Il ds toscano, alla 'Gazzetta dello Sport, racconta come nacque il feeling con l'attuale tecnico del Napoli: "Scelsi Sarri perché mi ricordavo di un pazzo furioso sulla panchina della Sangiovannese e del Sansovino. Un pazzo che mi aveva trasmesso emozioni. E pazienza se veniva da una serie di esoneri".

Poi il retroscena che non t'aspetti: "E’ un fuoriclasse, un amico vero ma almeno 3-4 volte abbiamo rischiato di fare a cazzotti. Parlo di pugni veri. Lui è un testone intelligente".

Ad Empoli, Sarri ha spiccato il volo verso lidi di maggior prestigio: "Maurizio aveva bisogno di avere accanto persone serie. Lui si è fidato. Ha capito che non lo avremmo mai tradito. Lo abbiamo difeso a spada tratta nonostante avesse messo insieme appena tre punti nelle prime nove partite. E in Serie A gli allungammo di due anni il contratto dopo cinque ko di fila".

L'allenatore azzurro cura ogni dettaglio, parola di Carli: "Quasi ossessivo. Se non riusciva a preparare gli schemi su punizione, magari a causa del vento, se ne andava imbufalito convinto che la domenica avremmo preso goal su calcio piazzato. Io mi divertivo a entrare nella sua stanza e a spostargli un foglio o il pacchetto di sigarette. Che lui rimetteva a posto. Mi ha detto che ha imparato in banca a essere organizzato".

Il ds empolese, infine, dice la sua sull'avventura partenopea di Sarri: "Era preoccupato del rapporto con i campioni. Invece dopo un mese Hamsik e Higuain lo adoravano. Il campione ama chi ti fa giocare bene e vincere. Napoli è un mondo perfetto per lui".

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