La discussione per l'idea della Superlega europea fa sempre più discutere. Uno dei principali portabandiera dell'opposizione è UrbanoCairo, presidente del Torino che sta remando contro il progetto dell'ECA e dell'UEFA di rendere la ChampionsLeague sempre più esclusiva.
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Secondo 'La Gazzetta dello Sport' nel piano di AndreaAgnelli, a capo dell'ECA, c'è lo spostamento progressivo delle partite di Champions nei weekend, più promozioni e retrocessioni tra le varie coppe europee sempre meno ancorate ai piazzamenti nei singoli campionati (ricambio di 8 squadre: 4 semifinaliste dell'Europa League più 4 qualificate dai campionati), più l'introduzione di coefficienti storici con cui garantire la partecipazione ai club più blasonati.
Un piano che il presidente del Torino non può digerire e contro cui si è schierato nuovamente ieri dopo l'assemblea di lega, ribadendo la necessità di combattere contro il piano.
"Tutte le previsioni peggiori sono state confermate: le prospettive sono pericolose, dobbiamo combattere con tutte le nostre forze perché questo progetto non venga realizzato. In questi casi la diplomazia non serve a nulla. Siamo in battaglia, c'è in ballo il futuro del nostro campionato, ma direi di tutto il calcio".
Cairo non usa mezzi termini e fa leva anche sull'iniquità di quella che sarebbe la creazione della Superlega, prendendo ad esempio la Premier League e il modello inglese.
"Sbagliata, iniqua, inaccettabile. Per tutti: per i mille club completamente ignorati, per tanti calciatori che avrebbero meno possibilità di misurarsi a grandi livelli se giocano sempre le stesse, i tifosi che vedrebbero mortificate le proprie ambizioni. E i campionati nazionali sarebbero privati di significato, provocando un danno sportivo, economico, sociale e culturale. Sosteniamo da tempo che le risorse andrebbero distribuite più equamente, come ci insegna la Premier League che non a caso è diventata un modello di successo, e dovremmo accettare un sistema ancor più squilibrato? Io fossi nella Premier, farei la Brexit del calcio".
Andrea Agnelli di tutta risposta è corso ai ripari, sottolineando le intenzioni:
"Non dimentico di essere italiano, non ho alcuna intenzione di indebolire la Serie A. Il mio obiettivo è ottenere il meglio per tutti".
Il progetto dovrebbe prendere il via nel 2024, almeno nelle idee di Agnelli. La battagllia è destinata ad andare avanti.


